giovedì, 04 novembre 2004

Ciao

credo che parlerò per un po’ di Ivan.

Ivan è un mio amico, ma anche mio suocero.

Dovrei dire era, perché Ivan non abita più questo tempo e questo spazio.

Però è qui, in un modo che forse posso spiegare.

Queste pagine su internet sono una parte della spiegazione…

Ivan è un amico, quasi della mia generazione.

Ivan era l’11 Settembre 1973 alla Moneda ed è stata una delle ultime persone ad uscire vivo da lì, quando la furia assassina ha deciso di agire, con la violenza del caso.

Ivan leggeva i giornali ad Allende ogni mattina e quel giorno organizzo l’ultimo discorso del Presidente, da Radio Magallanes. Un discorso che parlò al cuore del mondo.

Qualche mese fa passeggiavamo insieme intorno e dentro la Moneda e lui raccontava quel giorno; la gente passeggiava tranquilla e il palazzo non mostrava nulla di quel momento di tragedia; era in tutto un palazzo presidenziale visitato da turisti, come in ogni parte del mondo.

Ma io tramite lui immaginavo le sventagliate di mitra, i tank sulla piazza e il fumo e l’assurdo di un colpo di stato, della guerra.

Non ho mai vissuto una guerra. Una volta, lontano da qui e da lì, mi sono trovato ad atterrare con un aereo di linea su una pista d’atterraggio con dei carri armati sopra.

Sono stato alcuni giorni in un luogo sicuro, mentre in quella città si consumava un tentativo di colpo di stato; per fortuna non successe nulla di troppo grave.

Giorni prima ero stato a casa di Dario con Ivan; Dario aveva un altra immagine del golpe; era giovane ed aveva visto tutto da casa sua; come tanti cileni non aveva compreso; come tanti cileni è segnato da quel fatto e da tutte le conseguenze di 17 anni di coprifuoco; come molti cileni anche Dario ha fatto parte di quelli che hanno combattuto quella violenza ed hanno vinto.

Già, la violenza ha sempre delle conseguenze. Così come le azioni costruttive; anche loro hanno conseguenze, che però a volte sembrano più impalpabili.

La violenza, anche quella psicologica, ha un peso, un sapore acre. La violenza ha conseguenze che si possono cambiare, ma che possono restare per tempi lunghi, anche infiniti.

Dobbiamo imparare a riconoscre la violenza dentro e fuori di noi.

E dobbiamo imparare le azioni costruttive che annullano la violenza e che portano verso nuovi mondi.

Di questo abbiamo molto parlato con Ivan ed è di questo racconto che lo ringrazio.

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