Sarin e armi chimiche: forse non tutti sanno che…

Pubblicato su Pressenza il 22 agosto 2013

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In questi giorni si torna a parlare di un possibile uso di armi chimiche in Siria; in particolare si parla del Sarin. Non sto nemmeno ad aprire l’argomento delle armi chimiche come scusa per fare la guerra ai paesi: ritengo di scrivere per persone intelligenti.

Ho fatto una piccola inchiesta su Internet e mi sono imbattuto in alcuni semplici e ben scritti aricoli di Wikipedia; vediamo il primo, alla voce Sarin:

Come gli altri agenti nervini, il Sarin colpisce il sistema nervoso degli organismi viventi. I primi sintomi dell’esposizione a Sarin sono difficoltà respiratoria e contrazione delle pupille. Segue una perdita progressiva del controllo delle funzioni corporee, spesso si verifica vomito e perdita di urina e feci. La parte finale dell’esposizione al gas consta in uno stato comatoso che porta al soffocamento a seguito di spasmi convulsivi. Un individuo esposto a contaminazione da Sarin, sebbene in quantità non letali, può presentare danni neurologici irreversibili.

Bene, gli eventuali soldati, siano di Eserciti Regolari o di Armate Libere, dopo aver letto questo paragrafo sono ancora in condizione di pensare di usare una simile cosa con gente del loro stesso paese? Io non sono in grado di immaginarlo. L’idea di una persona che si intossica e probabilmente muore nel modo descritto qui sopra mi fa orrore. Produce in me un effetto fisico di repulsione. E mi pare un effetto molto umano; e mi riesce molto difficile immaginare una persona che riesca a sconnettersi così tanto dalla sua umanità da riuscire a dare la morte a un suo simile in modo così crudele.

Ma vorrei sottolineare un altro aspetto, in questo caso più politico e meno esistenziale: Cito dalla voce Guerra chimica sempre di Wikipedia.
Sforzi compiuti per la messa al bando delle armi chimiche

  • 27 agosto 1874: la Dichiarazione di Bruxelles riguardante le leggi e gli usi durante la guerra, proibì specificatamente «l’uso di veleni o di armi avvelenate».
  • 4 settembre 1900: entrò in vigore la Conferenza dell’Aia (1899 e 1907), la quale in una dichiarazione proibì «l’uso di proiettili che diffondano gas asfissianti o dannosi».
  • 6 febbraio 1922: dopo la prima guerra mondiale la Conferenza sulle armi di Washington proibì l’uso di gas asfissianti, velenosi e di qualunque altro genere. Fu firmata da Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Francia ed Italia, ma la Francia obiettò che altri precedenti trattati non erano mai entrati in vigore.
  • 7 settembre 1929: entrò in vigore il Protocollo di Ginevra, vietando l’uso di gas velenosi e di armi batteriologiche. Al 2004, 132 nazioni hanno ratificato il protocollo.
  • Maggio 1991: Il presidente Bush dichiarò che gli Stati Uniti avrebbero proceduto unilateralmente alla distruzione di tutto il proprio arsenale chimico e avrebbero rinunciato al diritto di usare armi chimiche a scopi difensivi.
    • Il Congresso degli Stati Uniti emanò in seguito a ciò delle leggi che prevedono la distruzione di tutte le armi stoccate entro il 31 dicembre 2004. La politica statunitense ufficiale è di supportare la Convenzione sull’uso delle armi chimiche come mezzo per raggiungere una moratoria globale di questo tipo di armi e fermarne la proliferazione.
  • 29 aprile 1997: entrò in vigore la Convenzione sull’uso delle Armi Chimiche, migliorativa del Protocollo di Ginevra del 1925 specificando che sono vietati la produzione, lo stoccaggio e l’uso di armi chimiche.

Bene, apprendiamo da questa precisa sequenza di date che sono passati 140 anni dalla prima volta che le Nazioni di questa terra dichiarano che le armi chimiche sono proibite; in ogni caso sono 16 anni che se ne vieta non solo l’uso ma anche la produzione e lo stoccaggio.

Dunque la domanda è: chi continua a produrre tali armi dato che ne è vietata la produzione e lo stoccaggio dal millennio scorso? Gli stati che hanno aderito alla Convenzione sulle armi chimiche sono 188. Le date di firma e ratifica possono essere consultate sul sito delle Nazioni Unite:

http://treaties.un.org/Pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=XXVI-3&chapter=26&lang=en

Alcune osservazioni su quella lista: tutte le grandi potenze sono presenti, quindi è un bel pezzo che dovrebbero aver fatto fuori i loro arsenali chimici e smesso di produrre quella robaccia; sono presenti, in particolare,anche Cina e Israele spesso accusati di produrre armi chimiche: qualcuno manda da quelle parti gli ispettori ONU a dare una controllatina? Giusto per fare in modo che la reputazione di quei due paesi per nulla guerrafondai non venga macchiata da questo atroce dubbio…

Dalla lista manca la Siria: un consiglio spassionato a Assad (che pure ha invitato gli ispettori ONU a venire a ispezionare la situazione nel suo paese): mandi il suo ambasciatore all’ONU a firmare di corsa la Convenzione, prima che i mainframe distratti si accorgano di questa cosa e battano la grancassa.

Infine un aspetto importante della faccenda: le armi chimiche non hanno alcun scopo pacifico; a parte ad ammazzare in modo atroce il nemico non servono ad altro; almeno i fabbricanti di armi leggere possono dire, come ridicola scusante, che, in alcuni casi, una carabina può servire a difendersi da una bestia feroce; qui no, l’arma uccide il nemico con atrocità. E basta.

Che l’ipocrita circo della diplomazia internazionale non abbia messo fine a questo orrore parla efficacemente della differenza tra i governi attuali e la profonda necessità di Umanità che si sta facendo spazio. L’Umanità che non si sbaglia davanti all’Altro e lo riconosce come fratello, da proteggere, da consolare, da comprendere e da amare.

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