Siria: possiamo lanciare in alto una richiesta di soluzione?

Pubblicato su Pressenza il 23 gennaio 2014

Ho scritto stamattina una mail a Haytham Manna, diceva semplicemente che Pressenza è a disposizione per qualunque cosa l’opposizione democratica siriana voglia dire; mi ha risposto con un abbraccio e un grazie, nulla di più.

Ho conosciuto Haytham l’anno scorso, a Ginevra. La sua organizzazione aveva invitato gli umanisti alla conferenza dell’opposizione e avevamo deciso che andassi io, con Pressenza, perché ci sembrava importante testimoniare che esiste una opposizione che ritiene, nonostante tutto, che la crisi siriana vada risolta senza violenza, mettendo i siriani intorno a un tavolo.

Concetto ribadito anche di recente insieme alla dichiarazione che l’opposizione del Coordinamento nazionale delle forze per il cambiamento democratico (CCND) non parteciperà a Ginevra 2.

Eppure era proprio dalla conferenza di Ginevra dell’anno scorso che era nata l’idea di una seconda conferenza internazionale per risolvere il conflitto; era Haytham Manna una delle persone che con maggiore forza si era prodigato perché si realizzasse.

Ma in una breve intervista a Le Monde di qualche giorno fa Manna spiega che il regime non ha nemmeno preso in considerazione, come gesto di buona volontà il rilascio di alcune persone anziane, donne e malati dalle prigioni del regime; detto da uno che qualche mese fa dichiarava di essere disposto a mettere intorno a un tavolo tutti i siriani (governo compreso) fa una certa impressione.

Rileggo le interviste che abbiamo fatto o ripubblicato a Ossamah al Tawel dall’inizio del conflitto

http://www.pressenza.com/it/2013/01/un-progetto-politico-per-la-nuova-siria-libera-laica-e-democratica/

http://www.pressenza.com/it/2012/05/una-transizione-pacifica-e-possibilex-occorre-evitare-un-guerra-civile-lunga-e-sanguinosa/

http://www.pressenza.com/it/2012/02/una-via-pacifica-alla-soluzione-della-crisi/

Ossamah è stato per parecchio tempo il portavoce/addetto stampa del CCDN: quello che racconta, da due anni, è un piano realistico di pace: perché non ne è stato tenuto conto?

Come siamo arrivati a tutto questo? Forse dovremmo rileggere quanto spiegava Luca Cellini su queste pagine sulle “vere motivazioni” : Assad non si fa pagare in dollari e questo mette in crisi il biglietto verde che, una volta, la faceva da padrone sui mercati internazionali mentre adesso deve subire la concorrenza di parecchie altre monete.

Di fatto sembra che l’operazione di far perdere importanza a una conferenza di pace sulla Siria sia riuscita: finita l’inaugurazione e i discorsi dei “grandi” oggi è impossibile, su TG e grandi giornali, sapere cosa sia successo: la notizia semplicemente non c’è.

Ma se la gente continua a morire sotto il fuoco incrociato dei violenti, se i disabili e le donne dissidenti continuano a marcire nelle prigioni, questo non preoccupa i mercanti d’armi che continuano a vendere armi in medio oriente, il Premio Nobel per la Pace Europa in testa (http://www.pressenza.com/it/2014/01/unione-europea-nel-2012-record-dellexport-di-armi-al-medio-oriente/ ).

Quanto vale l’appello del Papa e di tutti i maestri spirituali di svariate religioni che ricordava Gianmarco Pisa nel suo editoriale di alcuni giorni fa?

Questo massacro annunciato ormai almeno dieci anni fa vuol radere al suolo uno dei posti più interessanti della civiltà mediterranea ed occidentale: un luogo di convivenza tra etnie e religioni differenti, un passaggio strategico delle antiche vie per le Indie, la patria di grandi poeti, letterati, governanti e avventurieri.

Ma la civiltà non interessa ai mercanti.

Deve esistere una forza nascosta che possa mettere fine alla violenza; in questi giorni, come altre volte, persone di diversi luoghi, culture, tendenze spirituali ecc si incontrano per chiedere, tramite semplici preghiere ed orazioni, benessere e ace per tutti i popoli: che queste voci si moltiplichino e spieghino ai potenti che non sono propietari anche del Futuro ma che esso appartiene all’umanità!!

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