Archive for maggio, 2014

maggio 29, 2014

Dove sei, Politica? Dove vai, Europa?

Pubblicato su Pressenza il 29 maggio 2014

parlamentoeuropeo2014

In questi giorni abbiano sentito (ed anche pubblicato qui su Pressenza) numerose opinioni su come sono andate le elezioni europee; cerchiamo di fare un’ulteriore analisi tenendo conto dei temi che sono strettamente connessi con gli argomenti della nostra agenzia: la pace, l’umanesimo, la nonviolenza, i diritti umani, la non discriminazione.

 

La democrazia

Intanto costatiamo il dato relativo alla partecipazione (43% di votanti in tutta Europa): sempre meno persone vanno a votare: al di là dei proclami questo piace ai poteri forti: meno gente vota e più è facile manipolare quei pochi che ci vanno e comprare gli eletti; in più è ormai palese che l’elezione ha un costo in termini di denaro e che chi non ha soldi avrà al massimo le briciole (se gli dice bene).

La democrazia è sempre più formale ed aumentano le leggi elettorali ad hoc che discriminano le minoranze e i partiti nuovi con soglie di sbarramento o sistemi maggioritari.

La par condicio non viene nemmeno più nominata; peggio, facendo un giro in rete (non era internet il luogo dove ci si poteva informare di tutto?) si trovano con difficoltà  le  liste complete di partiti partecipanti, i programmi dei medesimi chiaramente esposti, i profili dei candidati, le alleanze; Google fornisce sempre di più risultati sponsorizzati e, per es. trovare un sito riassuntivo di tutti i risultati con un minimo di spiegazione è diventata un’impresa difficile per un tipo cocciuto come il sottoscritto, immaginiamoci per l’elettore medio. (alla fine il sito ufficiale dell’Unione Europea appare a pagina 2 di Google ed è anche incompleto: http://www.risultati-elezioni2014.eu/it/election-results-2014.html)

La discriminazione

 

Il dato peggiore è la netta avanzata europea di forze che esplicitamente appoggiano la discriminazione razziale, di provenienza, di genere, di preferenza sessuale; di partiti che hanno fatto di questo la loro bandiera; questo dovrebbe preoccupare non solo la piccola pattuglia di deputati indiscutibilmente contrari a qualunque tipo di discriminazione ma anche tutti i benpensanti che nei paesi retti dalla socialdemocrazia hanno pensato fosse sufficiente un bel cartello “siate buoni” per scongiurare il pericolo. Per edulcorare la pillola i commentatori alla moda li hanno chiamati “eurscettici” mentre li dovevano chiamare con il loro nome: fascisti, nazisti, razzisti.

Con questi signori in circolazione pensare a una nuova politica dell’accoglienza o a nuove conquiste nel campo dei diritti umani e civili pare difficile.

L’economia

 

La battaglia contro l’euro o meglio per il cambiamento radicale dei parametri dovrà affidarsi alle dichiarazioni stampa di Renzi, alfiere certamente qualificato della medesima… Gli euroscettici veri, o meglio coloro che vogliono ripartire da un’altra visione dell’economia, quelli del bene comune, della decrescita, dell’economia solidale, umanista, compartecipata sono veramente pochini, a sforzarsi e metterli tutti insieme un 10% dei deputati.

La nonviolenza

 

Le istanze della nonviolenza non saranno presenti se non marginalmente in questo parlamento; forse nei prossimi giorni riusciremo a rintracciare qualche deputato che, a titolo personale, si rifaccia alla nonviolenza ma l’unico partito che ha esplicitamente dichiarato di riferirsi alle idee di Gandhi, Silo e King ha preso la bellezza di ventimila voti in Spagna, il Partito Umanista. Perfino gli ambigui radicali, non saranno presenti. Vabbé, vi teniamo informati se tra verdi, M5S, Tsipras, Podemos e sinistre varie spunta fuori qualcuno. Per ora il quadro è desolante. Al tempo stesso le formazioni partiti che considerano esplicitamente la violenza come un metodo di risoluzione dei conflitti sono purtroppo rappresentate in questo nuovo parlamento.

Umanesimo

 

Detto già dell’unico Partito Umanista che si è presentato (coraggiosi !!). Promettente lo slogan italiano di Tsipras “prima le persone”; Podemos in Spagna rappresentante almeno parziale delle esigenze assembleari e di democrazia reale dal basso degli indignados? Ce lo auguriamo con tutto il cuore. Molte liste “civiche” dove possiamo rintracciare la voglia di ripartire dall’Essere Umano.

Pacifismo

 

Nel più ampio ed ambiguo spettro di coloro che dovrebbero essere contro la guerra e per la risoluzione pacifica dei conflitti potremmo sperare in un’azione di lobby per il disarmo e per alcuni obbiettivi specifici di stampo pacifista dato che su questo potremmo contare su persone ed alleanze trasversali che possono coinvolgere deputati di diversi schieramenti; ma, appunto, possiamo solo sperare e comprendere meglio la definitiva assegnazione dei seggi.

La sintesi è che Politica è sempre meno presente in Europa e men che mai Politica declinata con Umanesimo, Nonviolenza, Nondiscriminazione; e che Europa è sempre più lontana dalla gente e dal cuore pulsante dell’Essere Umano, dai suoi valori e dall’anelito che scorre tra i movimenti di base.

Dove sono finite, politicamente, elettoralmente, tutte le istanze del cambiamento, tutta la gente che già sta costruendo, nella vita quotidiana, un mondo migliore? Si evidenzia una distanza tra un mondo che cambia e un altro che spera di perpetuarsi in eterno. Beh, qui ci impegniamo nel continuare a documentare questo mondo nuovo e a sperare che, ogni tanto, quel mondo echeggi anche nei palazzi di Bruxelles e di Strasburgo.

Annunci
maggio 22, 2014

Sognando la SUN: cosa voterei domenica prossima

A queste elezioni non si presenta una sigla che sogno da tempo: la Sinistra Umanista Nonviolenta; la sigla suona bene SUN che fa pensare al sole in inglese.

Perché non servono molte parole (recita il Documento Umanista) per definire le destre come strumenti dell’antiumanesimo; per cui possiamo essere critici con quel che ha fatto la sinistra storica ma siamo comunque di sinistra e ci interroghiamo sugli errori storici della sinistra che sono, a mio avviso, sostanzialmente due: non essere stata charamente umanista e nonviolenta. La preoccupazione per l’Essere Umano rispetto alle infinite dittature della razza, della nazionalità, del genere, della preferenza sessuale, della condizione econumica, del suo pensiero ecc e la metodologia di cambiamento basata sulla nonviolenza attiva sono i due elementi centrali che hanno messo in crisi l’azione politica della sinistra e che vediamo ancora ben presenti, per esempio, nei settarissmi che ne hanno portato alla polverizzazione.

Ma anche a questo giro nessuno ha lavorato seriamente per la SUN e quindi dovremo accontentarci.

E siccome qualcuno mi chiede per chi votare io provo a rispondere.

Se fossi a Prato voterei per il Partito Umanista e per il suo candidato a sindaco Gisberto Gallucci: un voto utile alla coerenza di un partito che presenta da 30 anni lo stesso programma e che ha come priorità la sanità, l’istruzione e la qualità della vita delle persone: perché votar altro. Nello specifico un premio a quei coraggiosi umanisti pratesi che hanno raccolto le firme e si sono presentati non come una episodica opportunità ma a coronamento di un lavoro che portano avanti nella base sociale da anni.

Se fossi a Figline Valdarno voterei per la lista civica Intesa Comune che ha il coraggio di riprendere il tema civico senza paura di concorrenze famose e con il gusto dei cittadini a costruire insieme la politica e voterei per Ilaria Bozzuffi che, nonstante le minacce, non ha perso la passione di far politica; allo stesso modo a Capannori voterei per ABC (Alleanza Beni Comuni) altra dimostrazione che si può far politica dal basso, con i cittadini, senza urlare e senza chiudersi dentro un meetup.

Alle europee cosa voto effettivamente lo sanno tutti: Francuccio Gesualdi che si presenta con L’Altra Europa con Tsipras: una persona buona, pulita, con dei solidi principi, competente e in grado di fare molto bene il deputato europeo e di portare le istanze delle persone in quel Parlamento; un altro editorialista di Pressenza che consiglio di votare è Antonio Mazzeo che si presenta candidato sempre con Tsipras nella circoscrizione sud.

Un’altra considerazione: è sempre più difficile informarsi sulle elezioni e i media, incluso internet, danno un’informazione sempre più superficiale e incompleta; sono spariti di circolazione i programmi, che dovrebbero essere la base del giudizio dell’elettore e che dovrebbero essere vincolanti per l’eletto; ma se sui programmi ci sono solo generiche affermazioni è inutile discutere sul vincolo di mandato giuridico o anche solo morale.

E se si è stufi della politica gridata e delle polemiche sul nulla smettiamola di votare quei partiti che per primi si dedicano a questa insulsa attività.

Infine: andate a votare !! Quello che fa più comodo ai poteri che cercano di dominarci è che non lo facciate e che loro possano dire che la democrazia è una cosa inutile. La democrazia ha tanti difetti ma è meglio della dittatura.

 

Tag:
maggio 9, 2014

Arena di Pace e Disarmo: la valutazione di Francesco Vignarca

Pubblicato su Pressenza il 9 maggio 2014

Vignarca 3

Francesco all’Arena di Pace e Disarmo
Francesco Vignarca, coordinatore della Rete per il Disarmo, è stato uno dei primi firmatari dell’appello e degli organizzatori dell’Arena di pace e Disarmo che ha riempito di 13.000 persone l’Arena di Verona. Gli bbiamo chiesto una valutazione dell’evento e, soprattutto, come continua il film.
Francesco, una valutazione complessiva della manifestazione nei suoi vari aspetti…
Siamo stati bravi, possiamo dircelo. Sia dal punto di vista logistico, per offrire una giornata di approfondimento sui nostri temi che fosse ordinata e fruibile (non pesante), sia dal punto di vista del bilanciamento dei contenuti (e dei tempi della scaletta, rispettati quasi per miracolo!). Mi pare che la giornata sia stata positiva e ben pensata: la sorpresa positiva è ovviamente stata quella della partecipazione, andata oltre le nostre più rosee aspettative. 13000 persone “certificate” non sono davvero poche! Certamente alcune cose si sarebbero potute predisporre meglio, penso in particolare ad alcuni aspetti legati alla comunicazione e rilancio delle notizie legate all’iniziativa, ma non possiamo che dirci soddisfatti di questa “prova”.
Ritengo comunque che l’aspetto più rilevante ed importante sia stato quello della preparazione di “Arena di Pace e Disarmo”, che ha visto uniti a lavorare congiuntamente organismi e reti del mondo della Pace, del disarmo e della nonviolenza (oltre che del Servizio Civile).

A me è sembrato che il popolo della pace e della nonviolenza aspettasse di essere convocato da un po’ di tempo ed abbia risposto alla grande; era un popolo qualificato, non generico; sei d’acordo con questa impressione?

Certamente, e credo che l’attesa che ha portato a questa forte mobilitazione non fosse solo di un “qualsiasi” appuntamento da convocarsi a distanza di tempo da altri eventi simili. Quello che aspettavano da tempo le donne e gli uomini che si riconoscono negli ideali di Pace era una proposta unitaria, concreta e profonda. Quella che abbiamo cercato di costruire non solo per la giornata del 25 aprile ma soprattutto a partire da essa, con la proposta della campagna per una “Difesa Civile”. L’Arena di Verona è stata e deve essere un passaggio di rilancio, non un traguardo già ottenuto.

La risonanza mediatica si è molto limitata agli aspetti secondari e pragmatici: vogliamo ribadire gli elementi qualificanti della manifestazione?

Una giornata passata a riflettere insieme sulla Pace non vista come mero ideale chimerico ed utopico ma come strada percorribile e seria. Ed anche efficace e conveniente nella sua concretezza. Già questo basterebbe a rendere unica l’esperienza vissuta insieme. Ma, come detto, sono soprattutto il lavoro di preparazione e la cornice della collaborazione futura a dare reale rilevanza ad un appuntamento che altrimenti, seppur bello e colorato, sarebbe rimasto circoscritto ad una singola giornata.

Le manifestazioni non debbono e non possono restare fini a se stesse: quali sono i prossimi passi, quale campagna stiamo preparando, come posssiamo continuare a lavorare isieme?

L’orizzonte di lavoro comune è il già citato sforzo per creare, rafforzare e rendere forte istituzionalmente l’aspetto “civile” della Difesa, una parola che dobbiamo e vogliamo recuperare. In questo senso è importante che la cornice della campagna che proporrà una Legge di Iniziativa Popolare sul tema sia stata creata congiuntamente dagli sforzi di molte reti ed organismi. Sicuramente l’aver lavorato fianco a fianco per costruire insieme la giornata di “Arena di Pace e Disarmo” ha permesso di creare relazioni, scambio di competenze, piattaforme comuni di proposta che saranno fondamentali per la buona riuscita di qualsiasi lavoro del futuro. E certamente i 13.000 che hanno condiviso con noi la giornata di sole di Verona ci hanno dato anche una grande spinta con la loro energia!
maggio 1, 2014

Ciao Arianna

Ho scritto questo testo il 19 giugno del 2000 e l’ho mandato a poche persone, coinvolte in una perdita. Arianna era una di quei bambini, cosiddetti “di Chernobyl” perché afflitti da una malattia le cui origini sono imputate a quel terribile incidente.

La ripubblico in omaggio a quei bambini e a tutte le persone contaminate dalla cecità delll’avidità umana. E, magari, nella speranza che la sua lettura possa alleviare il dolore ad altri esseri umani.

 

Ciao Arianna,

sono certo che il viaggio è stato bello e che stai bene lì dove sei.

Non ti preoccupare, la Luce è un po’ abbagliante all’inizio, ma poi ci si abitua.

Non ti preoccupare nemmeno di noi, troppo attaccati al nostro corpo per comprendere che hai voluto lasciare il tuo perché non serviva più alle cose belle e dolci che volevi fare e che ora puoi fare in libertà.

Non ti preoccupare delle nostre lacrime e della nostalgia nei nostri volti: sono solo la nostra incapacità a vedere oltre le tenebre, la nostra rabbia per una scomparsa ingiusta, incomprensibile.

Ma so che ci ritroveremo, lì dove sei, in un giorno senza tempo; e so che sarai là ad aspettarci con il tuo sorriso, con la tua meravigliosa gioia di vivere e con qualcosa che assomiglierà ai tuoi capelli, al tuo volto, a te.

A presto

Olivier