Ciao Arianna

Ho scritto questo testo il 19 giugno del 2000 e l’ho mandato a poche persone, coinvolte in una perdita. Arianna era una di quei bambini, cosiddetti “di Chernobyl” perché afflitti da una malattia le cui origini sono imputate a quel terribile incidente.

La ripubblico in omaggio a quei bambini e a tutte le persone contaminate dalla cecità delll’avidità umana. E, magari, nella speranza che la sua lettura possa alleviare il dolore ad altri esseri umani.

 

Ciao Arianna,

sono certo che il viaggio è stato bello e che stai bene lì dove sei.

Non ti preoccupare, la Luce è un po’ abbagliante all’inizio, ma poi ci si abitua.

Non ti preoccupare nemmeno di noi, troppo attaccati al nostro corpo per comprendere che hai voluto lasciare il tuo perché non serviva più alle cose belle e dolci che volevi fare e che ora puoi fare in libertà.

Non ti preoccupare delle nostre lacrime e della nostalgia nei nostri volti: sono solo la nostra incapacità a vedere oltre le tenebre, la nostra rabbia per una scomparsa ingiusta, incomprensibile.

Ma so che ci ritroveremo, lì dove sei, in un giorno senza tempo; e so che sarai là ad aspettarci con il tuo sorriso, con la tua meravigliosa gioia di vivere e con qualcosa che assomiglierà ai tuoi capelli, al tuo volto, a te.

A presto

Olivier

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