Archive for luglio, 2014

luglio 28, 2014

A chi voglia ascoltare

Pubblicato su Pressenza il 18 luglio 2014

con il Presidente Alwyn

Oggi verrà presentata a Santiago del Cile una raccolta degli scritti di Laura Rodriguez A chi voglia ascoltare. Un evento a esattamente 22 anni dalla morte della prima deputata umanista del pianeta. Questo evento non deve, a mio avviso, restare inosservato. Cercherò di spiegare perché e di approfittare di questo per raccontare alcune cose poco conosciute e segnalare alcune questioni che, formulate allora, restano ancora valide per la politica di oggi.

Intanto è bene sapere che Lala (come affettuosamente la chiamavamo noi amici) è stata la più giovane deputata del primo parlamento cileno eletto dopo i 17 anni di dittatura, nonché presidente di quel Partido Humanista che ebbe, per primo, il coraggio di legalizzarsi sotto la dittatura, quando Pinochet aveva concesso alcune minime libertà democratiche; legalizzarsi voleva dire poter mettere un fiscal, uno scrutatore a controllare la validità del referendum; quindi fare in modo che tutta l’opposizione potesse controllare che nessuno nel referendum che Pinochet aveva messo come plebiscito pro o contro di lui e che fu l’atto finale della sua uscita di scena.

Un altro elemento importante fu che Laura venne eletta nelle liste unitarie dell’opposizione, formate da un arco di forze democratiche molto vasto; quell’arco sostenne per un paio di anni il governo Alwyn come governo di ricostruzione nazionale; uno di quei momenti storici straordinari in cui un popolo si unisce nel processo di ricostruzione, di apertura del futuro.

Vendrà l’alegria recitava lo slogan di quella campagna elettorale.

Ma l’attività più importante di Laura è stata la sua attività parlamentare sintetizzata nello slogan: de cara a la gente, de espalda al parlamento. (di fronte alla gente, con le spalle al parlamento).

E questo significa in pratica: un anno di assemblee con le persone, le associazioni per formulare una proposta di legge per il divorzio (una legge analoga verrà approvata quindici anni dopo); significa la presentazione della famosa legge di responsabilità politica che obbliga i politici a mettere per iscritto i loro programmi elettorali e a rispettarli, pena la loro destituzione. Significa una presenza continua nei distretti di Santiago che l’hanno eletta e non solo lì a portare nel palazzo le istanze dei quartieri, della gente, dei lavoratori; una presenza che la portò, come ultima attività, già in sedia a rotelle, a visitare i detenuti in carcere.

Un ultimo decisivo compito Lala lo espletò con la sua malattia e la morte: chiarire, a livello collettivo, il senso della vita; con il suo tipico humor, in una trasmissione televisiva in prima serata (la sua ultima apparizione in TV), su una sedia a rotelle, col corpo mezzo paralizzato e deformato dai farmaci, si rivolge alla sua intervistatrice “vedi, tu ed io, dobbiamo morire tutte e due, solo che per me è un pochino più evidente”. “La morte è l’esperienza che ognuno di noi può condividere con tutti gli altri, eppure ne parliamo così poco, la rimuoviamo dalla nostra vita”.

E quando lascia il suo corpo (“io non sono i miei pezzi; quando morirò moriranno i miei pezzi; perché non potrei continuare ad essere io?”) una folla immensa accompagna la sua famiglia e gli umanisti in un corteo che assomiglia più a una gioiosa manifestazione che al classico funerale.

Il libro che si presenta oggi racconta tutto questo e già lo stiamo traducendo in italiano.

Eppure il tema di come deve essere un eletto è rimasto insoluto in tutto il mondo; il tema del virus che sembra cogliere chi accede a una posizione di potere e che Lala descriveva esistenzialmente come una specie di malattia; la necessità di mantenere un cavo a terra che recentemente ha espresso provocatoriamente il sindaco di Messina, Renato Accorinti, presentandosi al giuramento con i piedi scalzi, a ricordare il legame con il territorio; la questione della responsabilità politica e della democrazia diretta (sono di quell’epoca, nei qualrtieri di Santiago gli esperimenti di democrazia reale). E non parliamo nemmeno del tema del senso della vita, in questi giorni dove da varie parti il disprezzo della vita umana ha raggiunto limiti inimmaginabili.

Volevamo, in breve sintesi, ricordare alcuni degli elementi che hanno reso Lala una “debole luce che avanza ogni giorno di più”; e, come amico, connettermi una volta di più con la sua anima grande che è l’anima di tutte le buone persone che camminano ed hanno camminato le strade di liberazione di questo pianeta. Quando, l’anno dopo la sua partenza, sono stato in Cile nel quartiere di Penalolen dove era stata eletta, entrando in una povera baracca ho visto, in salotto, un curioso trittico che mostrava al centro la Laura ed ai lati Papa Giovanni ed Ernesto Che Guevara: meraviglioso sincretismo spirituale e sociale che solo le persone semplici riescono a creare, monumento alla diversità e allo spirito.

Dal manifesto attaccato alla parete del mio studio Laura sorride…

luglio 28, 2014

Claudio Tedeschi: un imprenditore all’interno della società civile

Pubblicato su Pressenza il 9 luglio 2014

Quest’articolo è disponibile anche in: Portoghese

da http://www.dismeco.it

Claudio Tedeschi è  un imprenditore. La sua Dismeco è azienda leader nel riciclaggio di apparecchiature elettriche. E’ stato chiamato a dare una mano a Messinambiente da Alessio Ciacci e ha risposto offrendo una consulenza gratuita.

Claudio, in cosa consiste la consulenza?

Consiste nel fornire un supporto tecnico, forte della mia esperienza industriale nel settore. Vorrei introdurre una visione strategica focalizzata agli obiettivi di raccolta, cosa non consueta nell’approccio operativo di una società di gestione pubblica. Nel concreto, monitorare i flussi di intercettazione dei RAEE, aprendo, per esempio, le stazioni ecologiche comunali alla Grande Distribuzione Organizzata, oppure coinvolgere le Associazioni di Categoria affinchè tali rifiuti possano essere conferiti a Messinambiente, tramite accordi di programma. I raee sono rifiuti che hanno spesso valore economico positivo e potranno essere utilizzati da Messinambiente per ricavi tangibili, una volta individuata la filiera produttiva interessata.

Perché gratuita? Qual è la visione che sta alla base del tuo lavoro e di questa generosa offerta?

Sono sempre stato sostenitore dell’importanza del ruolo dell’imprenditore all’interno della società civile. A mio parere il ruolo dell’imprenditore deve essere inteso come disponibilità alla sussidiarietà, all’interno della attività economica complessiva,  che si svolge sul territorio. In questa ottica l’azienda deve svolgere una funzione proattiva con lo stesso, in forma simbiotica e osmotica con l’area in cui opera, con i cittadini che la abitano.

L’opzione rifiuti zero ha bisogno di tecnologia e creatività: puoi raccontare la tua esperienza?

Il progetto, denominato “Borgo Ecologico” (®) si colloca fisicamente nell’area dell’ex cartiera “Burgo” di Lama di Reno – già “Cartiera della Lama” – esistente da secoli; dei 100.000 mq di questo sito industriale Dismeco ha acquisito circa metà superficie, ristrutturando completamente e filologicamente un’area che era del tutto dismessa, mantenendo il contesto strutturale ed architettonico originario. Unico al mondo nel suo genere, il “Borgo Ecologico” intende operare come multipiattaforma in cui, oltre al trattamento di quasi tutte le tipologie dei RAEE (per le lavatrici, ad esempio, con attrezzature innovative specifiche la capacità attuale arriva a 600 unità/giorno), si produrrà energia pulita con l’impiego di energie rinnovabili come la geotermica e l’idroelettrica.

Già oggi si produce energia elettrica con un impianto fotovoltaico di ultima generazione da 1 MW di potenza di picco, recentemente installato.

L’attività attorno a cui ruota la vita di Dismeco si basa su più linee impiantistiche, con cui operiamo il trattamento delle diverse tipologie di materiale.  Tale attività si completa con la gestione logistica dei materiali, dal ritiro fino alla loro destinazione finale post-trattamento.

La ricerca sulla massima valorizzazione delle materie prime e la costante innovazione tecnologica degli impianti sono tra gli ulteriori elementi cardine di questo progetto. A tal fine sono state appositamente attivate collaborazioni con l’Università di Bologna e con quella svedese di Goteborg. Con quest’ultima, a livello di progetto europeo, sono in corso studi sul recupero di elementi chimici pregiati denominati “terre rare”, sostanze presenti nelle polveri fluorescenti delle lampade al neon.

Dismeco partecipa poi con un pool di aziende al progetto europeo “Relight Project”, approvato di recente (ottobre 2012) dalla Comunità Europea, il cui risultato sarà l’implementazione tecnologica degli attuali macchinari di trattamento delle lampade fluorescenti, per incrementare la depurazione da mercurio dei materiali risultanti.

L’impegno sociale di Dismeco si caratterizza nella partecipazione operativa al Progetto “Raee in carcere”, con il sostentamento di due laboratori di smontaggio ubicati presso le carceri di Bologna e Ferrara. Dismeco è stata la prima azienda in Italia ad assumere un detenuto in libertà provvisoria.

Infine la Villa Rizzoli, ubicata nel complesso, diventerà un centro multifunzionale, con aule in cui si svolgeranno attività didattiche per le scuole, per mostrare concretamente ai bambini le fasi connesse ai processi di riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici;  in  questo stesso edificio si svolgeranno anche attività di ricerca ambientale ed iniziative con associazioni ambientaliste.

Questo modo di essere imprenditori risulta anche conveniente economicamente? E’ una nuova visione dell’impresa che si sta facendo avanti?

Non è un’ottica che massimizza il ritorno economico, ma che motiva tutti i componenti dell’azienda. Nel breve periodo tale approccio può non dare i frutti sperati, ma a medio-lungo termine viene riconosciuto  positivamente dal territorio stesso.

I progetti Dismeco si possono consultare qui