Archive for maggio, 2015

maggio 20, 2015

Uscito il mio libro di pedagogia

Se dovessi fare dei calcoli direi che il libro  in lavorazione da 4 anni e che il mio hard disk è pieno di versioni del medesimo.

Anche dopo averne scritto, apposta, l’epilogo ci ho messo un po’ a farlo uscire.

A volte sono un po’ perfezionista.

Se ne vuoi sapere qualcosa di più segui questo link

CopertinaI grandi non capiscono

maggio 15, 2015

Alla scuola non servono autoritarismo e meritocrazia

Pubblicato su Pressenza il 14.05.2015

Alla scuola non servono autoritarismo e meritocrazia
Un momento della manifestazione del 5 maggio (Foto di Redazione Italia)

 

 

Matteo Renzi ha mandato, in queste ore di inizio di discussione della “Buona Scuola” in parlamento, una email a tutti gli insegnanti (se i potenti mezzi del Miur sono riusciti in questa operazione, vari colleghi dicevano di non averla ricevuta). A me è arrivata e mi pare giusto rispondergli.

 

Caro Matteo, il dialogo e il confronto sono certamente valori umanisti e nonviolenti per cui, prima di tutto, vorrei ringraziarti per la lettera che hai inviato.

 

Non c’è dubbio che il governo voglia migliorare, con i suoi provvedimenti, la scuola. Il problema è che usa degli strumenti sbagliati. Non è così strano perché usa gli stessi strumenti in altri ambiti. Nemmeno è strano che li usi dato che sono i cardini su cui si basa una visione del mondo che considera l’Essere Umano in un certo modo.

 

Provo a spiegarmi e a concretizzare dello specifico della scuola.

 

I cardini della riforma sono a mio avviso due: la meritocrazia e l’autoritarismo. Questi due concetti si basano sull’idea che l’Essere Umano sia una bestia selvaggia a cui è possibile, tramite le opportune costrizioni, far fare quel che si vuole: una versione moderna ed aggiornata dell’idea pavloviana per cui con premi e punizioni è possibile far imparare a un animale varie cose. L’idea dei voti, reintrodotta dal ministro Gelmini durante il governo Berlusconi trova la sua logica continuità nell’idea dell’attuale riforma di incentivi economici che dovrebbero portare gli insegnanti a formarsi ed insegnare meglio. Come è distante questa idea, ad esempio, dai concetti del Manifesto di Chicago secondo cui la professione dell’insegnante è una vocazione o dall’idea di maestro artista che era cara a Rudolf Steiner, o ancora dalla pedagogia attiva di Freinet. Ma soprattutto come è lontata dai principi della Costituzione o della Dichiarazione Universale del Diritti Umani quando dice:

 

Articolo 26. 1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.

 

Perché dunque creare graduatorie meritocratiche di alunni, scuole, istituti se tutti hanno diritto all’istruzione? Vogliamo piuttosto parlare di condizioni d’insegnamento in termini non solo di edifici scolastici ma anche di rapporti numerici tra insegnanti ed alunni (1-25 ti pare possibile?) e di ambienti d’apprendimento. Perché per promuovere il lavoro d’insieme c’è bisogno di spazi e di certi numeri, in altro modo l’insegnante è puro badante di una scuola parcheggio ove imparano qualcosa coloro che hanno altri mezzi educativi provenienti da altre “agenzie educative” (come pomposamente si chiamano tutte le scuole e parascuole private in costante aumento).

 

Seconda questione: l’autoritarismo: anche qui possiamo credere che con maggiori poteri ai Presidi si realizzi l’autonomia della scuola. L’autonomia della scuola ha i suoi strumenti da quarant’anni: gli organi collegiali; strumenti che potevano e dovevano essere migliorati e attuati e che invece sono stati burocratizzati e spesso svuotati di significato: strumenti che dovevano creare la comunità educativa tra pari che dovrebbe governare la scuola: insegnanti, studenti, genitori. La storia dice che invece gli studenti sono sempre rimasti ai margini delle decisioni, mentre spesso genitori e insegnanti sono stati strumento di formale ratifica di decisioni prese in altre sedi. La scuola che abbiamo è anche figlia di quest’autoritarismo che nega il principio fondante di ogni comunità vera: E anche qui non molto in sintonia con quest’altro paragrafo sempre dell’art. 26 della Dichiarazione Universale:

 

  1. L‘istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

 

Come facciamo a insegnare il rispetto dei diritti in un posto dove non si ha il più elementare diritto di decisione su cose anche banali?

L’autoritarismo è, in questo momento storico, il sistema di risoluzione dei problemi adottato, in varie forme e circostanze, con la pretesa di risolvere i problemi del mondo: senonché non abbiamo l’impressione che i problemi del mondo (guerre, stato dell’ambiente, povertà, immigrazione, diritti umani ecc.) stiano diminuendo; tutto il contrario, abbiamo l’impressione che i problemi del mondo si acutizzino per il fatto che il potere reale si sta concentrando sempre più in mano di pochi, levando potere alla maggioranza delle persone che si sentono semplicemente dei numeri statistici.

In questo senso la nuova legge elettorale è un evidente esempio di come, in nome di uno strano valore come la governabilità, si disattenda il principio democratico fondamentale “una testa, un voto”. Guarda caso la gente va sempre meno a votare grazie anche solo a una sensazione “epidermica” di non contare nulla.

L’autoritarismo e la meritocrazia hanno poi il loro punto di unione nelle prove INVALSI: un modello di indagine delle conoscenze uniformato e uniformante e dove la grande diversità culturale, umana e sociale del nostro paese viene appiattita. Cosa faremo se, come previsto, le prove INVALSI diventeranno uno dei criteri per assegnare fondi alle scuole? Butteremo a mare le scuole con bassi risultati?

Caro Matteo, alcune altre considerazioni.

I soldi che tu metti nella scuola sembrano indirizzati a rimettere in marcia settori della società che forse non hanno bisogno di grandi aiuti: le banche e i costruttori; in più qualche soldo all’editoria e alle holding di formazione.

L’articolo delega della legge, di cui ti vanti, demanda una serie di questioni chiave a futuri provvedimenti del governo, lasciandogli abbastanza carta bianca. Fatto anch’esso autoritario e pericoloso.

Infine una sensazione: la lettera, come il video, suona tanto ad abile propaganda a margine di decisioni già prese. Così come la piattaforma di consultazione via internet che avevamo riempito di idee e consigli di cui non è stato affatto tenuto conto.

Caro Matteo: vorremmo una scuola della Costituzione, dell’applicazione degli organi democratici di partecipazione, basata sul concetto di comunità e dove si possa lavorare ed insegnare tenendo conto delle particolarità di ognuno, imparando a essere partecipi di tutti. Questo è il futuro a cui aspiriamo e che spinge per la sua prossima realizzazione.

maggio 13, 2015

Siria: la primavera araba deve continuare

Pubblicato su Pressenza  l’ 11.05.2015

Siria: la primavera araba deve continuare
(Foto di Ossamah al Tawel)
Sono stato stamattina all’Istituto Molari di Santarcangelo a parlare ai ragazzi di Siria e nonviolenza, invitato dagli amici dell’Istituto di Scienza dell’Uomo nell’ambito del Festival “Interazioni”. Prima di partire ho mandato una mail a Ossamah al Tawel, già portavoce del Coordinamento Siriano Democratico e soprattutto caro amico che avevo perso di vista, chiedendogli se aveva un messaggio da mandare a quei ragazzi; mi ha risposto a stretto giro di posta elettronica con una mail che mi ha commosso e che gli ho chiesto se potevo pubblicare su Pressenza. Così, col suo permesso, la trascrivo qui sotto:
Il mio messaggio è semplice, non vorrei che questo mondo creda veramente che la rivoluzione siriana sia vista solo dal punto di vista dei servizi segreti di più di 80 paesi; la rivoluzione siriana è scoppiata per far cadere l’ingiustizia e per costruire un nuova patria basata sui principi dei diritti umani, poi tutti hanno visto come si è trasformata.
Chi conosce bene la situazione in Siria dall’inizio sa per  logica e senza alcun dubbio che sarebbe stata impossibile quella trasformazione violenta in pochi mesi senza l’intervento di eserciti  e servizi segreti di grandi stati. Probabilmente la nostra sfortuna sta nella posizione geopolitica del nostro paese, che  rende la rivoluzione di fatto non solo contro un regime dittatoriale ma contro tantissimi potenti equilibri internazionali, non più in mano alla nostra volontà nel cambiare il nostro destino predeterminato negli uffici dei mercanti di armi.
Dalla mia breve esperienza come oppositore in esilio ho assistito ad un processo di compravendita della maggioranza delle voci, che un giorno erano completamente con il cambiamento pacifico. Io stesso ho ricevuto delle proposte per cambiare rotta. Tantissimi hanno ceduto forse per il peso della miseria che hanno subito con i loro cari durante la vendetta del regime, o magari forse semplicemente per avidità. Perciò tutti devono sapere che l’eccessiva violenza, l’eccessivo integralismo erano due strumenti per far fallire qualsiasi vero cambiamento in Siria verso la Democrazia; ognuno nell’Europa, autoproclamatasi “mondo civile”, deve farsialcune domande per capire quello che sta succedendo nella sponda orientale del Meditterraneo, nel paese una volta chiamato “la culla della civiltà”:
Qualcuno può spiegarci come mai la UE non ha appoggiato l’opposizione laica e pacifica siriana, ma ha appoggiato invece i Fratelli Musulmani alleati alla Turchia?
Qualcuno può spiegaci come mai un paese come la Francia combatte in Africa contro l’integralismo islamico e invece lo appoggia e lo arma in Siria?
Qualcuno può spiegarci come la NATO accetti che la Turchia (un membro della Nato) offra supporto militare, logistico e sanitario ai gruppi terroristici e li faccia entrare attraverso i suoi aeroporti verso la Siria? (alcuni dei loro membri erano detenuti a Guantanamo, tutti i servizi occidentali li conoscono molto bene).
Qualcuno può spiegarci perché continua il mondo civile a stipulare accordi  e forniture militari ai paesi del Golfo Persico sapendo benissimo quanta ingiustizia gli sceicchi di quei paesi esercitano sui loro popoli, sapendo il loro ruolo nell’appoggiare l’integralismo islamico in Siria ed altri paesi?
Sono domande che tutti i popoli del mondo devono farsi per capire il grado di inganno a cui viene sottoposta l’informazione, per dominare i popoli a favore di pochissimi persone che si arricchiscono ogni secondo con il sangue e le guerre.
La primavera araba deve continuare, non solo per i popoli sottomessi a poche famiglie lì, ma per tutta l’umanità, devono crollare anche quelle monarchie attraverso le quale continua la “proxy war”.  La nostra strada è molto lunga ed ardua, forse non finirà tra un anno o dieci, si tratta di un processo che è già iniziato e questo è di per sé  molto importante. Probabilmente io stesso non vedrò più il mio paese o i miei cari, o non vedrò nessun cambiamento positivo presto, ma sono sicuro che le prossime generazioni vivranno molto meglio di noi.
Pace, forza, allegria.
Tag: , ,
maggio 10, 2015

Una linkoteca sulla siria

Piccola linkoteca sulla Siria da Pressenza, ad uso di un intervento su Siria e nonviolenza che faccio domani a Rimini.

Ma magari interessa anche a qualcun altro.

Una scelta mia dei pezzi più salienti pubblicati da Pressenza (l’agenzia stampa  internazionale per la Pace, la Nonviolenza, l’Umanesimo e la Nondiscriminazione) neegli ultimi due anni.

Chi si vuol fare un giro approfondito ed altre idee può farlo seguendo il tag Siria  che trova in Home Page.

L’ordine è cronologico dal più recente al più antico.

 

http://www.pressenza.com/it/2015/03/siria-quattro-anni-dopo-quando-la-protesta-e-degenerata-in-terrore/

 

editoriale di Gianmarco Pisa dei Corpi Civili di Pace  sulla Siria

 

http://www.pressenza.com/it/2015/03/siria-dopo-quattro-anni-di-crisi-l83-per-cento-delle-luci-si-sono-spente/

 

Amnesty International

 

http://www.pressenza.com/it/2015/03/siria-opposizione-incontro-a-ginevra/

 

René Naba, giornalista e scrittore ex responsabile della redazione Medio Oriente dell’AFP

 

http://www.pressenza.com/it/2014/09/siria-ribelle-ribelle-cattivo/

 

Sibialiria sito della Rete No War famoso per aver smascherato numerose “bufale” mediatiche

 

http://www.pressenza.com/it/2014/06/guerra-francesca-siria-giornalismo-morte/

 

Recensione di Damiano Mazzotti dell’eccellente libo di Francesca Borri, giornalista freelance che ha passato un anno ad Aleppo (sarebbe buono avere il libro al nostro incontro e suggerirne la lettura ai ragazzi)

 

http://www.pressenza.com/it/2014/05/adonis-voce-vento-siriano/

 

Sylvaine Barroche intervista il più grande poeta siiano vivente; in esilio, membro dell’opposizione democratica e nonviolenta

 

http://www.pressenza.com/it/2014/01/siria-possiamo-lanciare-alto-una-richiesta-di-soluzione/

 

Un mio editoriale di oltre un anno fa con molti links ad altri utili articoli

 

http://www.pressenza.com/it/2014/01/come-leuropa-fortezza-nega-lasilo-ai-rifugiati-siriani/

 

Antonio Mazzeo analizza il problema dei rifugiati

 

http://www.pressenza.com/it/2013/08/le-armi-leggere-anche-italiane-hanno-alimentato-il-conflitto-in-siria/

 

Rete Disarmo e OPAL documentano il coinvolgimento anche italiano nel fornire armi

 

http://www.pressenza.com/it/2013/05/solo-il-popolo-siriano-puo-trovare-una-soluzione-pacifica-al-conflitto-intervista-a-paul-larudee/

 

mia intervista a Paul Larudee su mussalaha, il tentativo di lavoro alla base nonviolento per la riconciliazione

 

http://www.pressenza.com/it/2013/05/comunicato-n-4-dalla-siria-dichiarazione-finale/

 

Articolo di Paul Larudee (pacifista statunitense del Free Palestine Movement) sulla missione della delegazione Mussalaha in Siria

 

http://www.pressenza.com/it/2013/01/un-progetto-politico-per-la-nuova-siria-libera-laica-e-democratica/

 

Mia intervista a Ossama Al Tawel sulla conferenza a ginevra dell’opposizione democratica

 

http://www.pressenza.com/it/2013/06/il-viaggio-vero-alla-fine-sono-le-persone-intervista-a-francesca-borri/

 

Mia intervista a Francesca Borri, una scrittrice che fa la corrispondente di guerra e che in Siria, in mezzo alle pallottole, c’è stata davvero

maggio 9, 2015

“Parlerò a titolo strettamente personale”

gandalf“Mi chiamo Gandalf il Viola, parlerò a titolo strettamente personale. Perciò parlo a nome di…”.

A questo punto lo strano personaggio seduto accanto al giovane Segretario della FIGC, tal Massimo D’Alema, recita una lunga fila di nomi stravaganti che denotano ipotetiche tribù di Indiani Metropolitani.

Questa curiosa scena viene incredibilmente filmata dalla RAI e finisce nelle amorevoli grinfie di Ghezzi, il geniale autore di BLOB che non può far a meno di farlo diventare un tormentone della sua trasmissione, con repliche a ore improponibili.

In epoca più moderna lo spezzone, con la triste scena dell’interruzione da parte di Cavallo Pazzo Appignani, finisce su youtube, registrando una caduta di poesia abbastanza forte.

Il tipo col cappello a cilindro ero io, come ormai testimoniano vari libri pubblicati sull’argomento nel corso degli anni.

Sull’argomento ho già scritto l’Intervista con l’Indiano che puoi leggerti su questo blog. Quello che non ho mai raccontato è come sia nato quell’evento; perlomeno mai raccontato in pubblico.

Così, visto che qualcuno continua a interessarsi di quegli anni, ho pensato di scrivere la mia personale memoria di quell’evento in cui, modestia a parte, svolgo la parte principale.

Tutto comincia almeno un paio di giorni prima quando Paino, Fanale ed io stanno perdendo tempo nel gabbiotto occupato da Paino e che hanno convertito nella redazione de Il Corrispondente Operaio foglio murale dadaista che si attacca sui muri della redazione di Lotta Continua.

Sì perché i tre in questione sono stipendiati redattori del quotidiano più di sinistra che sia esistito in Italia; ma sono anche tre tra i pazzi che hanno composto e pubblicato il più demenziale giornale della storia italiana Oask, il giornale degli indiani metropolitani. Anzi, in quell’occasione si sono conosciuti e sono diventati inseparabili amici.

Questi esagerati ricevono un invito a partecipare a una conferenza stampa all’Associazione della Stampa Estera, prestigiosa istituzione giornalistica romana. L’invito è a un indiano metropolitano. Beh, l’epoca è demenziale e invitare un indiano metropolitano ad una conferenza stampa è abbastanza in tema (con la demenzialità). Ma i nostri tre eroi sono dei bastian contrari per principio e quindi la prima risposta è NO.

Ma la notte porta consiglio e il sottoscritto, con l’aiuto del variegato guardaroba della casetta molto freak di Via Stazione d’Ottavia comincia a creare un personaggio che avrà una sua piccola trascendenza. Un cappello a cilindro in testa, pantaloni a sbuffo, gilé di raso, sveglia/bussola al collo e una bella maschera di garza gessata in faccia (un pochino di privacy, per favore).

Gandalf il Viola è nato; più esattamente, la sua versione pubblica perché come nome-forza già esisteva, ma con una vita più mistica e meno materiale.

No, questo è concreto e ha un discorso simpatico: il Compagno dadaista Enrico Berlinguer sta facendo impazzire la DC portando avanti la rivoluzione surrealista in cui si dà di reazionari ai rivoluzionari. Gandalf termina il divertente discorso (all’epoca D’Alema si divertì) rassicurando gli amici e compagni sul fatto che la Rivoluzione sia finita e che abbiamo vinto (citazione evidente di un altro foglio dadista, ma più “serioso”).

La scenograifa pare perfetta, dovrebbe piacere agli amici situazionisti per i quali i ragazzi del Corrispondente Operaio simpatizzano; infatti quando mi presento per proporre la nuova versione ai miei amici essi la trovano fantastica e danno la loro benedizione.

Così, cambiandosi furtivamente in un bar vicino al luogo fatidico, Gandalf arriva alla famosa conferenza e viene immediatamente assaltato dai giornalsti in cerca di note di colore; la conferenza comprende il sancta sactorum di tutta la sinistra italiana e il buon pesce fuor d’acqua (indovina chi?) capisce subito di essere parecchio fuor d’acqua. Da buona persona coerente continua con rigore la sua provocazione: legge buona parte del discorso demenziale fino a quando è interrotto dal povero Mario Appignani (il militante radicale morirà pochi anni dopo, ahinoi); il quale non capisce nulla della fine provocazione e dichiara che Gandalf è un impostore e che l’unico vero indiano metropolitano è lui. 🙂

Al povero Gandalf, finita l’interruzione, non resterà altro da fare che scambiare quattro battute con Segretario della FIGC (sì quello che poi diventerà Presidente del Consiglio), che aveva conosciuto in birreria in un’altra situazione demenziale. Poi andare via e riporre cilindro e maschera nell’armadio colorato della casetta freak in Via Stazione d’Ottavia.

Gandalf riapparirà, qualche mese più tardi, come autore di un libriccino anch’esso piuttosto stravagante intitolato Di/Versi dove raccoglierà un collage dei testi dei giornali, volantini, scritte sui muri  di quella meravigliosa stagione dove qualcuno (non gli indiani metropolitani), sul muro di Lettere, scrisse in una notte, in verticale su tutta la facciata, la frase di Majakovskij; La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà.

maggio 9, 2015

Girotto: sostenibilità, non ci sono altre strade

Pubbicato su Pressenza il 3.05.2015

Girotto: sostenibilità, non ci sono altre strade
Manifestazione del Movimento 5 Stelle (Foto di M5Stelle)

Gianni Girotto, ancor prima di essere senatore del M5S e membro della Commissione Industria e Energia, è da tempo persona impegnata in battaglie sui problemi energetici ed ecologici.

Gianni, alcuni giorni fa tu hai nuovamente denunciato la decisione dell’Italia di recedere dalla Carta internazionale dell’Energia: puoi spiegare cosa è successo e perché?

Con un comma nella legge di stabilità l’Italia recede da un trattato europeo importante sull’energia, punto di riferimento per molti operatori delle rinnovabili che hanno fatto appello contro le decisione di revisioni retroattive degli incentivi in Italia e Spagna. Questo è un doppio errore, da un lato recediamo da impegni presi, dall’altro L’uscita non riduce le garanzie e le tutele per chi le aveva precedentemente già acquisite, quindi non porterà nessun risparmio,  che era il motivo principale dell’uscita. Inoltre da ora in poi non ci si potrà più appellare per nuovi casi.

A livello europeo ed internazionale si notano tendenze a ricorrere di più alle energie rinnovabili, anche da parte di enti e aziende una volta insensibili a questi temi; il recente convegno in Vaticano ne è un esempio; cosa succede in Italia?

L’Italia governata da Renzi va nella direzione opposta ai temi della sostenibilità. I provvedimenti fino ad ora adottati dal Governo hanno favorito il settore delle fonti fossili e dell’inquinamento ambientale ed ostacolato gli interventi di efficientamento energetico e per la produzione di energia da fonte rinnovabili. Lei ha citato un evento importante che si è tenuto in questi giorni a Roma tra Papa Francesco  e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. E’ gravissimo e significativo che i media italiani non abbiano dato alcun risalto ai temi discussi sul cambiamento climatico, tra l’altro anche alla presenza del Presidente Mattarella, in attesa della prossima enciclica papale che riguarderà questi temi. Probabilmente per la stampa di regime questi argomenti è meglio non farli conoscere, altrimenti qualche azienda potrebbe perdere utili!

C’è chi dice che abbiamo passato il punto di non ritorno. A tuo avviso quali sono i margini di manovra, a livello economico e politico, affinché non si vada verso la catastrofe ambientale?

Non bisogna mai perdere la speranza. Abbiamo tutte le tecnologie per intervenire positivamente ed evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici. Voglio ribadire ancora una volta che la scelta verso la sostenibilità, consumare meno energia e produrla senza emissioni, è obbligatoria. Non abbiamo altre strade per il futuro. Si tratta di riconvertire un sistema industriale insostenibile per la sopravvivenza della Terra verso un modello ambientalmente sostenibile che possa garantire l’accesso delle risorse fondamentali a tutti gli esseri viventi.

Cosa può fare il singolo cittadino per contribuire al “cambio di passo” e di mentalità che serve?

Il singolo può fare moltissimo, e non è un modo di dire. Infatti se per i suoi acquisti di prodotti bancari, assicurativi, energia elettrica e gas, e generi alimentari,  privilegiasse le realtà etico/solidali, che esistono e sono estremamente solide e diffuse in tutta Italia, costringerebbe matematicamente le grandi multinazionali a cambiare modo di operare, in meglio. È quello che dicono sia le Associazioni di Consumatori, sia grandi uomini come Padre Zanotelli; “votate col portafoglio”.

Noi tutti i giorni siamo sul territorio per fare luce sui misfatti ambientali e portare le nostre proposte. Anche oggi, domenica 3 maggio, siamo stati in diverse località del Veneto. Peccato che, pur  con la presenza di 5 Parlamentari,  a visionare i problemi e confrontarci con le realtà locali non vi erano giornalisti nè locali nè nazionali. Speriamo che anche la Politica non sia sorda alle denunce dei cittadini.