Archive for giugno, 2015

giugno 22, 2015

Le mie “canzoncine”

ilmaestrochesuona

Tra le numerose cose che faccio in vita mia (quasi sempre per volontariato) c’è quello che, in termini abituali, sarebbe il mio mestiere, il maestro elementare, che ha anche una storica specializzazione: “esperto di pedagogia musicale”.

Tra i libri che sto scrivendo ce n’è uno che cerca di colmare una certa carenza di pedagogia musicale a scuola; nello specifico questo libro tratterà della Scuola dell’Infanzia (per la gente comune, la materna, l’asilo); questo non perché le maestre di quella scuola non se la cavino molto bene con la musica (forse son quelle che, in media, se la cavano meglio) ma per aiutare questo processo di accompagnameto che la musica può offrire all’apprendimento in modo trasversale.

Uno degli strumenti possibili sono le attività ludico-espressive-coreutiche che ho portato avanti per 5 anni alla Scuola dell’Infanzia di Terranuova Bracciolini in un progetto che si chiamava “Imparar cantando”.

In quel contesto (ma anche prima) avevo scritto e/o riadattato varie canzoni. Poi nel corso di divertentissimi ed appassionanti pomeriggi e sere, a casa del mio amico Luca Marini, ne abbiamo anche registrate delle demo, in modo artigianale e con la mia voce ormai fuori uso. Potrebbero servire da traccia per il libro di cui sopra, ovviamente rifatte per benino in una sala di registrazione.

Se volete comunque ascoltarle intanto le versioni attuali sono qua:

https://www.youtube.com/channel/UCDDSTKIIwKKyv-jjqSvHong/videos

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giugno 20, 2015

Alle origini del conflitto

Pubblicato in Pressenza il 15.06.2015 – Quest’articolo è disponibile anche in: Tedesco

Alle origini del conflitto
(Foto di Zambon Verlag)

Alan Hart, Sionismo, il vero nemico degli ebrei, Volume I, Il falso messia, Zambon Editore

 

L’editore Zambon continua la sua storia di controinformazione sul conflitto israelo-palestinese con un’opera monumentale. Quella della traduzione in italiano e delle pubblicazione della trilogia Sionismo, il vero nemico degli ebrei dello scrittore e giornalista indipendente inglese Alan Hart.

 

Hart non è un giornalista o scrittore qualunque: vecchio amico di Golda Meir, autore di una biografia di Arafat, corrispondente dal Medio Oriente per lunghi anni, Hart ha conosciuto personalmente buona parte degli attori del conflitto e ne ha anche studiato con accuratezza gli aspetti storici, politici, sociali e culturali.

 

Infatti il primo volume della trilogia tratta i temi dell’insediamento israeliano in Palestina partendo dai numerosi antecedenti, risalenti a volte fino alla prima guerra mondiale, che hanno determinato le scelte inglesi prima e poi quelle della nascente Organizzazione delle Nazioni Unite che proprio in quegli anni sostituiva la Società delle Nazioni, spazzata via dalla guerra. ONU che proprio agli esordi si trova a dover deliberare su questioni che esulavano dalla sua competenza.

 

Anche se il titolo può far sembrare l’autore “schierato”, lo sforzo lodevole di Hart è quello di presentare i fatti storici e di andare a rintracciare le mosse che hanno permesso a una lobby potente, come quella sionista, di compiere il suo piano; di come questa lobby si sia appoggiata in azioni terroristiche che hanno per prime macchiato con il sangue e creato una condizione di origine per tutte le fazioni violente.

 

Ma nelle pagine di Hart possiamo anche rintracciare i tentativi dei sionisti onesti di ricerca della convivenza con gli arabi, l’azione politica di più parti tesa a risolvere il conflitto fino ad oggi tramite altri tipi di azioni.

 

La tesi di fondo, comune a molte opere di questo tipo che stanno prendendo luce a partire da vari punti di vista, è che il sionismo è un’ideologia profondamente contraria ai valori ebraici e che è una delle principali cause che continuano ad alimentare il conflitto in Palestina. Un’ideologia basata sulla discriminazione che, pur con un’origine assolutamente laica, usa la religione per giustificare le sue azioni violente.

 

Hart, con pignoleria e grande documentazione, ci offre un quadro complesso e articolato di fatti messi in relazione e un’accurata descrizione degli avvenimenti storici che anno generato uno dei più atroci ed incancreniti conflitti della recente storia dell’umanità.

giugno 19, 2015

Partire dalla risorsa umana per costruire il “benvivere”

Pubblicato su Pressenza il 13.06.2015

Partire dalla risorsa umana per costruire il “benvivere”
(Foto di Ailen Garelli)

 

 

Risorsa Umana, l’economia della pietra scartata è l’ultimo libro di Francesco Gesualdi, edito da San Paolo.

 

Francesco Gesualdi, Francuccio per gli amici, fondatore e coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo e allievo di Don Milani (per quelli che non lo conoscono) affronta con la solita chiarezza, precisione e documentazione il tema che vuol mettere all’attenzione del lettore: come uscire dalla pericolosa situazione in cui l’umanità intera si sta trovando.

 

Dunque rispetto ad altri libri più specifici (le varie Guide prodotte dal CNMS, il precedente libro Le catene del debito) Francuccio qui affronta il tema centrale: una critica severa all’attuale sistema basato sul profitto e sull’illusione del ben-essere per trovare la strada verso la società del ben-vivere.

 

L’idea del ben-vivere l’ha messa Evo Morales nella nuova costituzione boliviana e deriva da concetti che i popoli originari americani e non solo hanno nelle loro traduzioni; nel prologo l’autore la traduce con un titolo lapidario ma efficace “dai mercanti alla persona”.

 

Così il libro parte con una critica puntuale e documentata al sistema attuale basato sul profitto, sul mito della crescita indefinita, sullo sfruttamento irresponsabile delle risorse del pianeta, sulla progressiva demolizione dei valori di solidarietà, di uguaglianza di diritti e possibilità, di partecipazione. Il mondo è maledettamente diseguale e tende ad esserlo sempre di più, concentrando potere e capitali nel Nord e, all’interno di ogni paese, il élites sempre più potenti ed incontrollabili. Di fronte alla ragionevolezza vince il profitto e l’ideologia ad esso connessa.

 

Ma finita la parte di critica Francuccio cerca di delineare gli elementi costitutivi che debbono tracciare la nostra azione nel mondo se vogliamo che questo mondo vada verso questo ideale di benvivere: abbiamo bisogno di un nuovo essere umano, consapevole, attento; abbiamo bisogno di un’educazione che rimetta al centro la solidarietà, la partecipazione, l’interesse; servono pratiche e stili di vita che tengono conto dello stato del pianeta, delle relazioni umane, dei diritti di tutti.

 

Serve anche un’azione sociale e politica che combatta le infinite ingiustizie nei confronti degli esseri umani, un modello di mondo nuovo e anche una partecipazione nelle istituzioni e nella politica che non può essere lasciata in mano a chi, in questo momento, è cinghia di trasmissione delle lobbies internazionali, dei centri di speculazione finanziaria.

 

Parlando della realtà italiana Francuccio denuncia la frammentazione che contraddistingue i tanti movimenti, di vario genere e tendenza, che genuinamente vogliono questo cambiamento ed auspica un dibattito lillipuziano verso la convergenza in una necessaria azione comune.

 

In sintesi un libro davvero utile sia per la mole di informazioni e di relazioni che riescie a darci ma soprattutto necessario per dare impulso a quel dibattito e a quella convergenza nella diversità che da tanto tempo auspichiamo.

giugno 3, 2015

Incontrare un vecchio amico

Karl al Parco di Attigliano

Karl al Parco di Attigliano

Ci sono dei momenti molto attesi, tanto attesi che finisci per pensare che non accadranno mai.

La foto qua sotto è un veloce ritratto della visita di Karl Guillen ad Attigliano.

Sulle prossime attività che svolgeemo insieme con Karl si pò leggere questo articolo.

Quello che volevo dire qui è che è particolarmente curioso incontrare una persona che conosci per lettera da 16 anni, una persona per i cui diritti hai lottato per anni, di cui hai presentato i libri nella sua forzata assenza.

E ti trovi a passare una giornata, quella di ieri, semplicemente con un vecchio amico. E puoi abbracciarlo e passeggiare con lui, presentargli amici, chiacchierare e fare quelle cose che tutti gli esseri umani dovrebbero poter fare sempre tra di loro, se non ci fossero, in questo mondo,  barriere di ogni tipo che lo impediscono.

Grazie Karl, per essere riuscito ostinatamente a restare umano e a scrivere poesie all’ombra di un albero; e a progettare un grande albero della vita che possa abbracciarci tutti.

 

giugno 3, 2015

Qualcosa di nuovo?

Pubblicato su Pressenza il 28.05.2015

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Tedesco

Qualcosa di nuovo?
(Foto di Archivio Pressenza)

Sicuramente le elezioni in Grecia ci avevano entusiasmato. “Troppa sinistra classica” obiettò qualcuno. Ora sono arrivate le amministrative in Spagna, un bello schiaffo alla vecchia politica. “Se li compreranno in 5 minuti”, dice il solito scettico blu.

Personalmente sono contento quando persone in buona fede vengono elette e cercano di fare del loro meglio per cambiare il mondo nel modo che gli pare più opportuno. Tutte le buone persone hanno il mio appoggio incondizionato.

Non per questo credo di essere un ingenuo buonista; sono abbastanza realista per sapere che i poteri in campo credono di poter comprare chiunque e che, quando necessario, metteranno in campo tutti i mezzi leciti ed illeciti per farlo. So anche bene che i processi storici in moto hanno le loro dinamiche e che i passi da fare per cambiarne la pericolosa direzione che stanno prendendo gli avvenimenti sono tanti,urgenti e complessi.

Ma sto diventando un pochino insofferente nei confronti di quei sapientoni che, in nome ora del purismo, ora dello scetticismo, ora semplicemente del pessimismo degradano qualunque tentativo di cambiamento che gli esseri umani cercano di fare.

Chi vuole strappare la speranza, cuore pulsante dell’Essere Umano?

Da qualunque parte vengano, coloro che lavorano ai fianchi la speranza di un cambiamento, di un’evoluzione vogliono soltanto, per i loro meschini interessi, impedire il necessario cambiamento che già sta avvenendo nel cuore dell’Essere Umano. E nei “meschini interessi” vorrei inserire quello, molto sottile, che affligge non poca gente della mia generazione quando segretamente si dice, in un angolo della sua mente, “se non ci siamo riusciti noi ai nostri tempi, non ci riuscirà nessuno”.

Non sappiamo se il sistema di potere attuale esploderà, se riuscirà ad autocorreggersi, se dovremo sopportare una crisi grave che ci costringerà a rivedere molte delle nostre credenze, se, alla fine, le cose semplicemente cambieranno verso quegli ideali che già ora alcune minoranze stanno già praticando. Non sappiamo nemmeno se e cosa vedremo di questo cambiamento.

Non abbiamo a disposizione alcuna sfera di cristallo.

Ma, sì, in me e dentro ognuno di noi posso rintracciare e riscattare la luminosa speranza che sempre ha guidato verso le migliori realizzazioni ed i migliori progressi: un anelito di progresso, per me e per tutti i miei simili, per il rotondo albergo blu che è la mia casa, per gli esseri che mi circondano e che mi aspettano nelle lontane spirali delle galassie.

Una volta un mio amico mi disse: in qualche parte del mondo ci sono persone che, semplicemente, stanno pensando a un mondo migliore, e che magari, ognuno a modo suo, semplicemente pregano perché quel mondo si realizzi: anche di queste persone abbiamo bisogno.

Le buone persone, quando si mettono insieme, quando riconoscono e valorizzano la diversità, quando pensano collettivamente, quando vanno oltre al limite apparente, quando praticano la nonviolenza nel raggiungere i loro obiettivi, muovono le montagne; e nessuna montagna sembra veramente troppo alta.