Partire dalla risorsa umana per costruire il “benvivere”

Pubblicato su Pressenza il 13.06.2015

Partire dalla risorsa umana per costruire il “benvivere”
(Foto di Ailen Garelli)

 

 

Risorsa Umana, l’economia della pietra scartata è l’ultimo libro di Francesco Gesualdi, edito da San Paolo.

 

Francesco Gesualdi, Francuccio per gli amici, fondatore e coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo e allievo di Don Milani (per quelli che non lo conoscono) affronta con la solita chiarezza, precisione e documentazione il tema che vuol mettere all’attenzione del lettore: come uscire dalla pericolosa situazione in cui l’umanità intera si sta trovando.

 

Dunque rispetto ad altri libri più specifici (le varie Guide prodotte dal CNMS, il precedente libro Le catene del debito) Francuccio qui affronta il tema centrale: una critica severa all’attuale sistema basato sul profitto e sull’illusione del ben-essere per trovare la strada verso la società del ben-vivere.

 

L’idea del ben-vivere l’ha messa Evo Morales nella nuova costituzione boliviana e deriva da concetti che i popoli originari americani e non solo hanno nelle loro traduzioni; nel prologo l’autore la traduce con un titolo lapidario ma efficace “dai mercanti alla persona”.

 

Così il libro parte con una critica puntuale e documentata al sistema attuale basato sul profitto, sul mito della crescita indefinita, sullo sfruttamento irresponsabile delle risorse del pianeta, sulla progressiva demolizione dei valori di solidarietà, di uguaglianza di diritti e possibilità, di partecipazione. Il mondo è maledettamente diseguale e tende ad esserlo sempre di più, concentrando potere e capitali nel Nord e, all’interno di ogni paese, il élites sempre più potenti ed incontrollabili. Di fronte alla ragionevolezza vince il profitto e l’ideologia ad esso connessa.

 

Ma finita la parte di critica Francuccio cerca di delineare gli elementi costitutivi che debbono tracciare la nostra azione nel mondo se vogliamo che questo mondo vada verso questo ideale di benvivere: abbiamo bisogno di un nuovo essere umano, consapevole, attento; abbiamo bisogno di un’educazione che rimetta al centro la solidarietà, la partecipazione, l’interesse; servono pratiche e stili di vita che tengono conto dello stato del pianeta, delle relazioni umane, dei diritti di tutti.

 

Serve anche un’azione sociale e politica che combatta le infinite ingiustizie nei confronti degli esseri umani, un modello di mondo nuovo e anche una partecipazione nelle istituzioni e nella politica che non può essere lasciata in mano a chi, in questo momento, è cinghia di trasmissione delle lobbies internazionali, dei centri di speculazione finanziaria.

 

Parlando della realtà italiana Francuccio denuncia la frammentazione che contraddistingue i tanti movimenti, di vario genere e tendenza, che genuinamente vogliono questo cambiamento ed auspica un dibattito lillipuziano verso la convergenza in una necessaria azione comune.

 

In sintesi un libro davvero utile sia per la mole di informazioni e di relazioni che riescie a darci ma soprattutto necessario per dare impulso a quel dibattito e a quella convergenza nella diversità che da tanto tempo auspichiamo.

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