Archive for luglio, 2015

luglio 26, 2015

I figli sono come gli aquiloni

I figli sono come gli aquiloni, insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo. Insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno. Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

Madre Teresa‬ di Calcutta

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luglio 26, 2015

Non dimenticare: le persone, gli amori, i fatti

Pubblicato su Pressenza il 25.07.2015

Non dimenticare: le persone, gli amori, i fatti
(Foto di Mimesis)

 

 

Giovanni Pesce per non dimenticare è l’ultimo lavoro che Laura Tussi e Fabrizio Cracolici hanno curato per Mimesis.

Il Comune di Nova Milanese porta avanti da anni, grazie all’impulso della attivissima sezione dell’ANPI locale (animata tra l’altro dai curatori di questo libro) un prezioso lavoro di archiviazione e divulgazione dei documenti e delle opere di personalità importanti della Resistenza. In questa logica e in questo solco è recentemente uscito questo libriccino con DVD che i curatori stanno portando in giro per tutta Italia (o quasi). E’ curioso (ma significativo) che un impulso importante alla diffusione delle tematiche della Resistenza, dell’Antifascismo e della Memoria venga da una piccola realtà municipale dell’interland milanese e da una piccola ma tenace sezione della gloriaosa associazione partigiana (a cui i partigiani non possono più dare impulso, per motivi evidenti di carattere anagrafico).

L’attore principale è, in questo caso, il Comandante dei GAP Giovanni Pesce, una delle figure più importanti della Resistenza di ispirazione comunista.

Nello specifico il libro/DVD riporta una videointervista inedita di Pesce dell’aprile 1983 che ha il pregio, pur non dicendo nulla di assolutamente originale, di fornire un quadro completo del pensiero del partigiano e di fornire la sua versione sulla morte di Dante di Nanni, suo inseparabile compagno gappista. Un innegabile contributo documentativo per tutti coloro che vogliono svolgere studi sull’argomento.

Ad arricchire la pubblicazione ci sono, come è abitudine degli autori, una raccolta di testimonianze di persone a vario titolo implicate con la Resistenza ed anche con precedenti lavori degli autori sui tema della Memoria, dell’Antifascismo ecc.

Infine concede un tocco più personale e romantico l’inclusione del testo teatrale di Daniele Biacchessi “Giovanni e Nori, una storia d’amore e di resistenza” dove lo scrittore ed autore teatrale Biacchessi traduce in un linguaggio gradevole e accessibile a tutti le tematiche umane e politiche dei protagonisti della Resistenza.

Insomma un piacevole ed interessante mix di aspetti diversi che riescono a tratte l’attenzione di pubblici differenti così come dovrebbe fare una buona pubblicazione di questi tempi.

La memoria è documentazione “oggettiva” ma anche ricerca soggettiva, umana, di pesone e storie che abbiano il potere di far rivivere eventi che, necessariamente, si allontanano dal nostro tempo e di cui i veri protagonisti non possono più parlarci. In questo senso poter ancora vedere gli occhi profondi di Giovanni Pesce ed ascoltare le sue parole è una buona approssimazione che la tecnologia attuale ci offee e che la pubblicazione di questo libro diffonde al di là dell’ambito necessariamente ristretto dei ricercatori.

luglio 17, 2015

su educazione e conoscenza

Ho aggiunto una categoria: questa sugli aforismi che inauguro con questa collezione di aforismi su educazione e conoscenza che, in gran parte,appariranno sul Diario d’Istituto di Attigliano Guardea e che in realtà già sono apparsi in altri Diari Scolastici ed anche, in tempi lontani, nell’Agenda Umanista.

Spero interesino e divertano i lettori

Spesso temiamo ciò che non riusciamo a capire, la miglior difesa è la conoscenza.

Tenente Tuvok, telefilm Star Trek: Voyager

 

Migliori degli ignoranti, quelli che leggono; migliori di quelli che leggono, quelli che ricordano le cose lette; migliori ancora, quelli che le intendono; migliori di tutti, quelli che operano.

Leone Tolstoi

 

Mi sono sempre chiesto: ma chi va in giro a costruire quadrati sull’ipotenusa?

Walter Valdi

 

Saggio è colui che sa di non sapere.

Socrate

 

Gli amori nella mente, i fiori per terra, la certezza davanti, la storia in mano, camminando e cantando e seguendo la canzone, apprendendo e insegnando una nuova lezione.

Geraldo Vaudrè, Camminando e cantando

 

Nessun problema è tanto grande da doverne fuggire.

Charles Schultz

 

Sono andato alla fine della terra, sono andato alla fine delle acque, sono andato alla fine del cielo, sono andato alla fine delle montagne, non ho trovato nessuno che non fosse mio amico.

Canto Navajo

 

L’unica cosa che so è che chi vuole imparare impara. Un insegnante, al massimo, è uno che facilita le cose, imbandisce la mensa e mostra agli altri che è eccitante e meravigliosa e li invita a mangiare.

Carl Rogers

 

Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendo.

Aristotele, Etica Nicomachea

 

Non si insegna a camminare con la paura di cadere ma con il desiderio di correre.

Anecono Fonlast

 

I bambini rappresentano il messaggio vivente che noi trasmettiamo a un futuro che non vedremo.

Neil Postman

 

Quando abbiamo oltrepassato il sapere, sotto le varie sue forme, abbiamo allora la conoscenza. La ragione fu un aiuto; la ragione è l’ostacolo.

Aurobindo

 

Ogni nostra cognizione prencipia da sentimenti.

Leonardo Da Vinci, Pensieri

 

Il reciproco amore fra chi apprende e chi insegna è il primo e più importante gradino verso la conoscenza

Erasmo da Rotterdam

Meglio una testa ben costruita che una piena di nozioni.

Michel de Montaigne

 

Oserò qui esporre che cosa prescriva la più grande, la più importante, la più preziosa regola di tutta l’educazione? Non già di guadagnare tempo, ma di perderne.

Jean-Jacques Rousseau

 

Quelli che si aiutano a vicenda portano a casa un elefante.

Proverbio del Ruanda

 

Bisogna impegnarsi per guardare i giovani in modo diverso, smetterla di considerarli sospetti. Stabilire una relazione di rispetto con loro. Comprendere che loro non hanno contribuito in nulla a creare la società che ora li sfavorisce tanto.

Laura Rodriguez, A chi voglia ascoltare

 

Come uno scienziato trarrà meraviglie dalle varie applicazioni delle leggi della Natura, così un uomo che applica con precisione scientifica le leggi dell’Amore potrà fare miracoli ancora più grandi.

Gandhi

 

L’educazione è la continua riorganizzazione o ricostruzione dell’esperienza.

John Dewey

 

Tratta bene la Terra. Non ci è stata data dai nostri padri, ci è stata prestata dai nostri figli.

Pastori nomadi, Kenya

 

Che cos’è l’intelligenza ? E’ conoscere mondi differenti per crearne di nuovi.

Manuel Patarroyo

 

Solamente i bambini schiacciano il naso contro i finestrini. Quelli sì, che sono fortunati.

Antoine de Saint-Exupéry

 

I sogni ad occhi aperti sono le traduzioni immaginative delle possibilità che fervono in noi in attesa del loro tempo.

Ernesto Balducci

 

Cadendo a goccia a goccia, l’acqua riempie a poco a poco una brocca: tale è la legge per tutte le scienze, e per la virtù, e per la ricchezza. Il saggio è quadrato senz’angoli, angolo senza punta, dritto ma flessibile, splendente senza abbagliare.

Lao-Tse

 

La violenza è realmente espressione di un interiore senso di debolezza. La violenza è l’espressione della paura.

Gandhi

 

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s’infuochi il gusto della ricerca e l’amore della verità.

Plutarco, Operette morali

 

Non esistono grandi scoperte né reale progresso finché sulla Terra esiste un bambino infelice.

Albert Einstein

 

 

luglio 13, 2015

Passeggiando nelle illusioni

In questi giorni caldi e caotici torride illusioni ci avvolgono nelle loro spire.

Fatti irreparabili, tragici epiloghi, furenti dispute.

O solo raffinate illusioni che un mondo che muore (o è già morto) ci propina sperando che le scambiamo ancora per la Realtà.

L’ineffabile Vittoria di Samotrace, senza testa, ricorda al popolo greco e all’Euopa tutta lo splendore dei tempi antichi, la bellezza, la potenza.

E che non si può impedire di volare.

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luglio 12, 2015

Legge sull’acqua: un percorso dal basso

Articolo pubblicato su Pressenza il 25.06.2015

Legge sull’acqua: un percorso dal basso
Comitato Refendario Acqua Bene Comune (Foto di Luca Cellini)

 

Federica Daga è deputata del Movimento 5 Stelle ed è prima firmataria della proposta di legge “Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l’adozione di tributi destinati al suo finanziamento” che si è cominciata a discutere in Commissione Ambiente in questi giorni.

Federica, la proposta di legge, come scritto nella sua premessa, vuole mettere ordine nel quadro legislativo in cui versa il tema dell’acqua dopo i due referendum. E’ il risultato di un percorso condiviso che parte dal basso. Ci puoi raccontare i punti salienti di questo percorso?

E’ un percorso che parte da lontano. Nel 2003, dichiarato dall’ONU Anno mondiale dell’acqua, proprio a Firenze si svolse il Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua che, ispirandosi al concetto di acqua come bene comune necessario alla vita, bocciò le politiche fondate sulla trasformazione dell’acqua in merce.

Da allora sono state decine e decine le vertenze che si sono aperte nei territori contro la privatizzazione dell’acqua e per un nuovo governo pubblico e partecipato (dalla cittadinanza) della stessa.

La necessità di mettere in rete e collegare fra loro queste diverse esperienze, unita alla consapevolezza che per poter produrre un cambiamento effettivo occorreva costruire sull’acqua una vertenza di dimensione nazionale, sono state il terreno di coltura che ha permesso nel marzo 2006 la nascita del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete costituita da centinaia di comitati territoriali e decine di reti nazionali, associative, sindacali e politiche.

Proprio perché tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, le realtà territoriali e le reti nazionali che hanno promosso il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno deciso di proporre uno strumento normativo che disegni il quadro della svolta auspicata: una proposta di legge d’iniziativa popolare con gli obiettivi di tutela della risorsa e della sua qualità, di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, con sua gestione attraverso strumenti di democrazia partecipativa, con ambiti territoriali suddivisi per bacini idrografici.

Nel 2007 a sostegno di tale proposta di legge sono state raccolte oltre 420.000 firme. Un risultato straordinario per il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che ha trovato l’ulteriore appoggio da parte di diverse centinaia di enti locali.

La mobilitazione sociale a favore di una gestione pubblica e partecipativa dell’acqua è proseguita in tutti questi anni e ha registrato un passaggio fondamentale il 12 e 13 Giugno 2011, quando i referendum hanno di nuovo raggiunto il quorum dopo 17 anni e sono tornati ad essere lo strumento di democrazia diretta che la Costituzione garantisce. La maggioranza assoluta delle italiane e degli italiani ha votato Sì ai due referendum per l’acqua bene comune: oltre il 95% dei votanti si è espresso dunque in favore della fuoriuscita dell’acqua da una logica di mercato e di profitto.

Nel 2013 quando siamo entrati in parlamento uno dei primi atti è stato quello di aderire all’Intergruppo per l’Acqua bene Comune che aveva come primo obiettivo quello di portare in discussione il testo della Legge di iniziativa popolare opportunamente aggiornato e che giaceva nei cassetti del parlamento dal 2007.

Da qui speriamo di arrivare all’obiettivo comune della ripubblicizzazione!

 

Come sottolineate il tema dell’acqua è un tema mondiale gravissimo all’interno del tema generale, mi pare, dell’espropriazione dei beni comuni: è una battaglia che si può vincere?

Di sicuro si tratta di una battaglia che parte dal locale e arriva al globale, che comprende tutto ciò che riguarda la vita di tutti i giorni, diritti che vengono sistematicamente eliminati dai governi passati e attuale.

Il punto focale riguarda la riappropriazione da parte delle comunità di ciò che appartiene a tutti e che non può essere gestito da privati con l’obiettivo di trarne profitto.
Persino la Costituzione difende la proprietà privata solo e qualora abbia valenza sociale, l’articolo 43 infatti recita “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.”

In realtà bisognerebbe solo trovare il coraggio di attuare la Costituzione e il Referendum, evitare di “svilire lo strumento referendario” (parole della Corte Costituzionale) come invece hanno fatto alcuni atti parlamentari emanati subito dopo il referendum 2011. In questo momento, dubito che l’attuale maggioranza in parlamento abbia il coraggio di attuare la Costituzione e rispettare un Referendum perché vorrebbe dire mettersi contro alle lobby economiche nazionali e internazionali.

Di sicuro non sarà semplice, ma sono certa che con il giusto tempo e la giusta qualità delle azioni portate avanti, si arriverà a raggiungere l’obiettivo.

Qualcuno diceva Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi Vinci.

 

Quali sono i punti qualificanti della proposta di legge?

La legge prevede la gestione del servizio idrico attraverso soggetti di diritto pubblico, aziende speciali o consorzi, la partecipazione attiva della cittadinanza e dei lavoratori nella gestione, e la suddivisione del territorio in bacini idrografici per tutelare la risorsa dalla captazione alla depurazione e la conseguente eliminazione degli Ato provinciali o regionali che ad oggi prevedono il gestore unico, cioè un unico soggetto che gestisce il servizio idrico nell’area di riferimento.

Come si svilupperà l’iter della proposta? Che tempi prevedi perché possa essere votata?

L’iter parlamentare potrebbe essere lunghissimo, visto che governo e maggioranza approvano quasi esclusivamente decreti legge o deleghe al governo e la discussione delle proposte di legge parlamentari procede lentamente.
Per ora abbiamo iniziato le audizioni dei vari soggetti che ciascun gruppo può chiedere di ascoltare per ricevere contributi sul testo di legge. Ovviamente abbiamo deciso di iniziare ascoltando il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. In questa fase estiva stiamo spingendo per portare a termine almeno le audizioni con l’intenzione di pressare il Presidente di Commissione Ambiente ad iniziare la vera e propria discussione del testo di legge.

Sarà un processo complesso, dato che finora i governi hanno legiferato in via completamente contraria alla ripubblicizzazione dell’Acqua.

Il governo ancora in questi giorni porta avanti la politica delle privatizzazioni attraverso il disegno delega della Riforma Pubblica Amministrazione, invitando gli enti locali alla dismissione delle partecipate promettendo incentivi, cosa già inserita nella Legge di Stabilità 2015.
La politica governativa va in un senso e la legge sulla ripubblicizzazione dell’Acqua in senso completamente opposto. Sia il disegno delega ora in discussione che la legge Acqua stanno rendendo lampanti le politiche neoliberiste della maggioranza.
E’ fondamentale che la legge faccia il suo iter con l’attenzione dei comitati e dei cittadini perché la maggioranza PD non distrugga questo testo durante la discussione in commissione e in aula.

Servirà l’attenzione e la pressione di tutti dentro ma soprattutto fuori dal parlamento!

 

Qualcuno continua ad affermare che l’acqua pubblica costerebbe di più ai cittadini rispetto all’acqua privata: qual’è la tua risposta?

Falso! Sono le privatizzazioni che in questi anni hanno portato a

a) la riduzione del costo del lavoro, attraverso la diminuzione dell’occupazione e la precarizzazione dei contratti;

b) la riduzione degli investimenti, come già sperimentato nell’ultimo decennio di gestioni attraverso Società per Azioni il cui scopo societario è il produrre utili;

c) la riduzione della qualità del servizio, con meno manutenzioni, meno controlli etc.;

d) l’aumento delle tariffe, che infatti salgono esponenzialmente, con la complicità dell’AEEGSI (ente terzo garante del mercato che definisce le tariffe idriche);

e) l’aumento dei consumi della risorsa.

Insomma quanto di più lontano ci possa essere dalla salvaguardia dell’interesse generale.

Sicuramente possiamo affermare che un’azienda speciale o consorzio di diritto pubblico, il cui scopo societario è l’erogazione del servizio e non la distribuzione degli utili, partecipato da lavoratori e cittadini, possa dare un buon servizio essenziale alla cittadinanza a fronte di una tariffa contenuta.

luglio 8, 2015

La storia la fanno i popoli

Pubblicato su Pressenza il 5.07.2015

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Tedesco

La storia la fanno i popoli
I Popoli prima dei mercati (Foto di Archivio Pressenza)

Tante cose si stanno dicendo in questi minuti mentre si sta delineando in Grecia la grande vittoria del NO in cui speravamo. Tante cose che cercano di sminuire il senso di quello che è successo.

Di sminuire, ad esempio, il fatto che un governo ritenga giusto consultare il suo popolo su un tema rilevante per la vita di tutto quel popolo. Una questione basilare della democrazia che qualcuno ha cercato di dipingere con altri colori.

Una battaglia è stata vinta. Ma quale battaglia?

Al di là della congiuntura, ancora una volta, è stata vinta la battaglia tra chi crede che la Storia la facciano i potenti e chi crede che la facciano i popoli.

Un’altra volta i popoli hanno detto che non possono essere presi in giro in eterno ed hanno dato una risposta evolutiva: democrazia contro ricatto, coerenza contro opportunismo, mistica contro cinismo, umiltà contro arroganza.

E’ una battaglia antica dell’Essere Umano contro le sue tendenze oscure, le sue meschinità, il suo corto egoismo.

Negli ultimi anni la reazione alla concentrazione del potere si è fatta sentire a livello politico-elettorale nelle vittorie dei governi progressisti in America Latina, nelle vittorie delle traduzioni politiche in Spagna delle pratiche e delle idee degli indignati, nel successo del Cinque Stelle in Italia, nello sfiorare la vittoria al referendum in Scozia, nella vittoria di Syriza. Ma riconosciamo che la stessa reazione ha avuto risposte catartiche ed inquietanti ed anche che le iniziative messe in moto da tutte queste forze sono state poi di segni diversi.

Ma il punto è che i popoli decidono; possono decidere male, possono scegliere una soluzione intermedia ma sono i popoli che decidono. Non i 4 grassocci che seggono a Wall Street e che si credono i padroni del mondo e che cercano di farci credere che la loro soluzione sia la migliore, anzi, l’unica.

Gli stessi grassocci che pagano giornalisti ed opinionisti per segnalare subito, in TV, che domani è un altro giorno e che “il referendum non cambia gli equilibri in gioco” o vuote frasi di questo tipo.

Così godiamoci questa vittoria sapendo che domani ci sarà soprattutto da rimboccarci le maniche per continuare a chiarire chi sono i veri responsabili della crisi, a ricordare che la sovranità sta nel popolo, a richiamare tutti ed ognuno a fare la propria parte, affinché la società umana evolva verso nuovi parametri e verso nuovi orizzonti.