Archive for ottobre, 2015

ottobre 23, 2015

Nato in manovra. Ma perché?

Pubblicato il 22-10-2015 su L’Avanti

 

Nonostante una faraonica conferenza stampa a Trapani alcuni giorni fa l’esercitazione Trident Juncture, la maggiore esercitazione Nato degli ultimi anni, non “buca lo schermo”.

Non credo che questa mancanza di interesse mediatico sia dovuta allo scarso appeal della NATO in questo momento; come pacifista e come membro del Comitato No Guerra No Nato sono piuttosto preoccupato di questo relativo occultamento.

Infatti, anche prima di qualunque pregiudiziale ideologica, la Trident Juncture ha motivi di preoccupare, e non solo i “pacifisti storici”.

Cercherò di illustrare i principali motivi di preoccupazione.
“Nella East Cerasia un Paese ha invaso un Paese vicino più piccolo e minaccia di invaderne un altro. Le implicazioni della crisi sono globali. La Nato lancia una missione internazionale di assistenza e appoggio per proteggere gli Stati minacciati”: questo è lo scenario che l’esercitazione pretende di simulare. Non credo sia necessario spiegare quanto sia facile sostituire i nomi fittizi con quelli dell’attuale situazione di tensione tra Russia e USA. Più di una “esercitazione teorica” pare una preparazione abbastanza verosimile.
Il secondo aspetto è l’opportunità: perché fare un’esercitazione così imponente in un momento di tensione internazionale in aumento? Perfino in ambienti militari si sono espresse perplessità sull’opportunità di fare esercitazioni in contesti, come quello europeo, non lontani da zone di conflitto. La giustificazione che si tratta di un’esercitazione preparata da tempo non regge: le esercitazioni si possono annullare, posticipare, spostare.

Il terzo aspetto è di origine ecologica: la parte “livex” della Trident prevede il lancio, nelle basi e nei poligoni della Sardegna, di ordigni di varia natura, compreso armamenti all’uranio impoverito. I militari già ufficialmente morti o ancora malati per colpa di quegli ordigni ringraziano. Le popolazioni che ci vivranno in futuro, anche.

Infine il tema economico: l’esercitazione NATO costerà ai Paesi coinvolti costi giornalieri stimati in decine di milioni di euro: il pareggio di bilancio non vale mai per le operazioni militari. Chissà che questo tema non sia buona parte dei motivi di scarso interesse mediatico.

Noi del comitato No Guerra No Nato, un comitato formato da persone, senza alcuna sigla politica dentro, abbiamo lanciato una petizione in aprile per una discussione sul ruolo attuale della NATO (la sua origine “difensiva”, affermata negli statuti, ha evidentemente perso ragione di esistere da tempo), per una uscita dell’Italia dalla Nato e per una ricollocazione dell’Italia in un ruolo neutrale. Una petizione che ogni giorno aumenta, sia in manifestazioni che su internet, il suo numero di aderenti. Infatti crediamo che in una posizione neutrale l’Italia potrebbe giocare un ruolo decisivo nella ricerca della Pace nel nostro pianeta e dare piena attuazione all’articolo 11 della nostra amata Costituzione, continuamente in preda ad attacchi nei suoi principi fondamentali.

Su questo il nostro comitato è riuscito a convocare politici ed attivisti da vari Paesi europei e dagli Stati Uniti a Roma per un convegno internazionale “Contro la guerra, per un’Italia neutrale, per un’Europa indipendente”: lunedì 26 ottobre dalle 10.30 alle 17.30 presso la Sala Congressi Cavour.

Noi ci auguriamo che a questo convegno possano partecipare anche persone che non la pensano come noi e che si possa aprire un dibattito su questi temi, a nostro avviso assolutamente prioritari, per fare grandi e necessari passi avanti per la pace nel mondo. Ci pare estremamente necessario in questi momenti di grande tensione e in cui il rischio di un conflitto globale si delinea con sempre maggiore e terrificante chiarezza.

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ottobre 22, 2015

L’arte della documentazione anti-NATO

Pubblicato su Pressenza il 10.10.2015

L’arte della documentazione anti-NATO
(Foto di Zambon)

 

Il classico della strategia “L’arte della guerra” di Sun Tzu ha recentemente ispirato le opere di due famosi autori pacifisti italiani: Alberto l’Abate e Manlio Dinucci.

L’Abate parafrasa il grande autore cinese nel suo “L’arte della Pace” dove realizza una sintesi efficace delle strategie di internevo pacifista nonviolento che aveva già descritto nella sua vasta bibliografia.

“L’arte della guerra. Annali della strategia USA/NATO (1990-2015)” è invece una ragionata ed intelligente ricompilazione di quanto Manlio Dinucci ha scritto in libri e nei suoi articoli sul Manifesto nel corso degli ultimi 25 anni. Edito da Zambon, editore che, dalla sua sede tedesca, sta rimpinguando le sue edizioni in lingua italiana con volumi di grande interesse.

Un volume che esce, intenzionalmente, nel momento che una vasta mobilitazione si sta realizzando in Italia in coincidenza con la Trident Juncture, esercitazione NATO che coinvolge mezzo mediterraneo; volume che dunque vuole dare un sostegno concreto di documentazione alle lotte contro la NATO e la sua politica.

In effetti questo volume va sicuramente a colmare un vuoto sia storiografico che politico: la possibilità di avere analisi e dati per poter effettuare una lucida analisi della strategia globale di intervento degli USA nel mondo, i cambiamenti nella strategia della NATO, l’analisi delle guerre negli ultimi 25 anni, guerre in cui gli Stati Uniti d’America hanno sempre avuto un ruolo di primo piano.

Dinucci offre questo volume alla causa del pacifismo e in particolare a quella del Comitato No Guerra No NATO, di cui è uno dei fondatori, nel senso di scrivere, come compete a un saggista del suo calibro, un completo materiale di analisi. E questo nel momento che cominciano a prendere forza le iniziative per il rispetto dell’articolo 11, a favore dell’uscita dalla NATO e per la neutralità dell’Italia nei conflitti internazionali.

Alex Zanotelli, che firma la prefazione, conclude il suo testo con queste parole: “Mi auguro che questo volume dell’amico Manlio Dinucci aiuti a far girare informazione seri sulle armi e sul “complesso militar-industriale” mondiale. (Purtroppo è scarsa l’informazione in questo campo). Ma soprattutto mi auguro che possa aiutare il movimento per la pace a ritornare per strada, a farsi sentire, a gridare la propria indignazione davanti a un mondo così ingiusto e sempre più in guerra. E’ un momento grave per l’umanità. Diamoci tutti da fare perché vinca la vita!”.

Chi è interessato a ricevere il libro (550 pagine, 18 euro, Zambon Editore)
si può rivolgere a:
Diest Distribuzioni di Vigna Enrico, Torino
Tel/Fax 0118981164
e-mail: posta@diestlibri.it
Il libro può essere anche ordinato tramite amazon.it, mondadoristore.it e
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