Un libro necessario

ciecamE’ uscita la seconda edizione di Ciecam, il mio amico immortale di Betty Cirocco.

Siamo felici alla Multimage di essere giunti alla seconda edizione di questo libro che racconta una di quelle storie che sembra non si debbano raccontare.

Ricopio qui sotto la mia postfazione al libro, nella speranza che aiuti a diffonderlo.

Un libro necessario

Quando Monia mi ha telefonato per capire se la Multimage potesse essere interessata a pubblicare questo libro mi sono messo, abbastanza in automatico, in “modalità Direttore Editoriale” e ho spiegato quello che spiego di solito, quando qualcuno mi chiede qualcosa del genere. E’ un discorso sperimentato, teso a creare una atmosfera di lavoro d’insieme e ad allontanare l’immagine stereotipata “l’editore da una parte (in cima a un piedistallo) e l’autore dall’altra (in fondo al burrone…)”. In questo lavoro io sono il facilitatore di una nuova relazione.

 

Ma già in quella telefonata in mezzo alla strada c’era qualcosa che non andava, c’era qualcosa di più; poteva essere che Checco è un mio amico (vogliate notare il tempo presente), che da poco un altro amico straordinario, Ruggero, ci ha lasciato o che sono 20 anni esatti che papà mio e Laura Rodriguez sono morti. Poteva essere, ma non era abbastanza.

 

Così l’editore ha letto il testo, venendo in treno a curare la mamma malata (anche io ho una vocazione da badante, anche se con Checco non mi è riuscito). Devo dire che ho letto tutto di getto e che ho alcune cose da dire: non è vero che Eracle non sa scrivere prefazioni; non è nemmeno vero che la Betty non sa scrivere: scrive con la forza della testimonianza, con la necessità di un sogno, scrive cose tagliate con l’accetta, quando è l’accetta che va usata per parlare. Mi colpisce in particolare la spudoratezza nel raccontare quegli ultimi cruciali giorni.

 

Nella mia mente si è fatta strada la necessità: lo dice la Betty nel libro, lo diceva Laura nelle sue ultime interviste: dobbiamo parlare della morte, dobbiamo condividere questo momento tanto rimosso dal nostro pragmatico mondo presente. Affinché la Morte ci trovi vivi e la Vita non ci trovi morti recitava il muro della Sapienza occupata nel 1977. La nuova Vita sboccerà pienamente quando avremo rimosso l’ostacolo della censura della Soglia.

 

Per cui sono contento che pubblichiamo questo libro necessario e lo pubblichiamo senza la pompa delle esperienze straordinarie. Pubblichiamo l’esperienza nella sua disarmante semplicità e nel suo profondo registro di verità.

 

Per coloro a cui capiterà nelle mani per caso (qualora questo fosse possibile) vorrei tornare a svolgere il mio ruolo di facilitatore (di editore) segnalando che le cerimonie di cui si parla (Assistenza, Benessere, Offizio) sono tratte dal Messaggio di Silo testo liberamente scaricabile da http://www.silo.net e pubblicato su carta dalla Macro Edizioni e dalla Multimage. In quel libro si dice anche:

 

non immaginare che con la tua morte si perpetui in eterno la solitudine

 

 

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