Archive for gennaio, 2016

gennaio 24, 2016

Milagro Sala: una persecuzione politica

Pubblicato su Pressenza il 18.01.2016

Milagro Sala: una persecuzione politica
(Foto di Pressenza)

Federico Palumbo e Magalì Buj hanno curato la regia e la produzione del documentario “Tupac Amaru, algo està cambiando (2012)” che vede protagonista Milagro Sala, presidentessa della Tupac Amaru, organizzazione sociale della Provincia di Jujuy (nord dell’Argentina) arrestata in questi giorni in Argentina per aver invitato alla protesta.

Come giudicate questo arresto?

E’ chiaramente una persecuzione politica. Hanno arrestato Milagro Sala accusandola d’istigazione al delitto, per aver occupato la piazza di fronte al Governo Provinciale. Il governatore di Jujuy vuole sgomberare la piazza, annulare la protesta, e per questo ha fatto arrestare la leader della Tupac Amaru. L’occupazione della piazza va avanti da diverse settimane e i manifestanti chiedono un incontro con il governatore Gerardo Morales, per avere garanzie sul futuro dei lavoratori delle cooperative associate alla Tupac Amaru, ma anche delle decine di altre organizzazioni sociali che sono nella piazza.

Quale è stata la reazione in Argentina?

I settori progressisti e del governo precedente stanno protestando. Il governo attuale ha mandato la polizia a filmare i manifestanti che sono scesi in piazza in diverse città. Ci sono poliziotti in borghese, altri in divisa ma senza identificazione e a Jujuy sono state viste auto della polizia girare senza targa. Tutto questo riecheggia i metodi della dittatura.

Chi è Milagro Sala?

E’ la leader dell’organizzazione Tupac Amaru, un’organizzazione con una forte componente indigena, nata negli anni 2000 a seguito della grande crisi del 2001, quando hanno iniziato a organizzarsi per dare una risposta ai temi della casa, del lavoro, della salute, dell’educazione.

Cosa fa la Tupac Amaru?

La Tupac Amaru ha costruito,  con la collaborazione dei governi di Nestor e Cristina Kirchner, quartieri interi per dare una casa a chi non l’aveva, ha costruito ospedali, scuole, università. Ha creato centinaia di cooperative.

Vivendo una parte della vostra vita in Argentina e documentando quel paese tramite il mezzo video cosa vi sembra stia succedendo dopo le ultime elezioni?

Per ora quello che abbiamo visto è che Macri ha usato i decreti di urgenza per imporre delle scelte che il Congresso avrebbe rifiutato, se tali scelte avessero seguito l’iter istituzionale normale. Macri sta dando una forte impronta neoliberista al paese, ha già contratto diversi debiti con banche estere, ha fatto licenziare migliaia di lavoratori, ha messo pesantemente mano al sistema di controllo dei media, volendo favorire il gruppo Clarin che lo appoggia.

Il documentario Tupac Amaru, algo està cambiando  è su

gennaio 18, 2016

Inaugurata a Dakar la Casa delle donne e dei bambini Keur Marietou

Pubblicato su Pressenza il 04.01.2016

Quest’articolo è disponibile anche in: Francese, Tedesco

Inaugurata a Dakar la Casa delle donne e dei bambini Keur Marietou
(Foto di Olivier Turquet)

Oggi nel comune di Pikine Icoraf (Regione di Dakar) è stata inaugurata la Casa delle Donne e dei Bambini Keur Marietou, progetto realizzato dalle 3 associazioni italiane –  Energia per i diritti umani onlus, Diritti al Cuore onlus e One Love onlus –  e dalla Rete delle donne umaniste di Pikine.

Una folla festosa ha riempito le strade di fronte al centro polifunzionale, che ospiterà nei suoi tre piani una scuola, una biblioteca, un centro medico, laboratori di micro-credito, spazi per riunioni e attività di turismo solidale.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre a una folta delegazione delle associazioni italiane, il Sindaco di Pikine, Abdoulaye Timbo e altre autorità civili e religiose della città.

Alla fine della cerimonia il sindaco ha insignito Marco Inglessis, Presidente di Energia per i Diritti Umani, della cittadinanza onoraria di Pikine.

Nell’occasione Marco Inglessis ha sottolineato il fatto che l’essere umano è il valore centrale che porta allo sviluppo della società e che se vogliamo evolverci verso un futuro migliore bisogna smettere di credere nel denaro e nel potere.

gennaio 18, 2016

Una lunga e necessaria marcia

Pubblicato su Pressenza il 26.12.2015
Una lunga e necessaria marcia
(Foto di Mondoperaio)

Una Lunga Marcia è un libro di Carlo Correr per la Nuova Editrice Mondoperaio.

Cosa è successo ai socialisti italiani dopo il 1993 cioè dopo le note vicende che spazzarono via il PSI di Craxi? Come spiegare l’anomalia italiana, in un’Europa dove i partiti socialisti sono spesso al governo come partito di maggioranza relativa, mentre qua da noi i socalisti hano consistenze elettorali intorno al 2%?

Da queste domande parte Carlo Correr, giornalista, addetto stampa e docente di giornalismo.

Vorrei sottolineare queste qualifiche dell’Autore perché tutte e tre sono chiavi di lettura importanti di un libro difficile da scrivere ma estremamente necessario per la ricostruzione della verità storica.

Il giornalista Correr riesce nella parte più difficile del mestiere di giornalista: quella di essere un cronista descrittivo e puntule degli anni che dal 1993 portano all’oggi: lo fa con precisione e sobrietà, citando fonti variate ed autorevoli. Ma del PSI correr è stato anche addetto stampa dal 1993 al 2008 e questo gli consente anche di narrare una storia che lui stesso ha contribuito a scrivere, una storia in cui il suo cuore ha battuto; infine il Professor Corrr, da buon insegnante “scientifico” correda il libro cn strumenti (come l’ottimo indice dei nomi) che permettono allo studioso, ma anche al curioso, di andare a cercare personaggi specifici di questa intricata storia.

Così si dipana una storia complicata e, in parallelo, si sviluppa la storia della politica italiana, delle sue incredibili trasformazione, della nascita e del tramonto di numerose “teorie politiche”, leggi elettorali, ascese e caduta di forze politiche.

Un libro sicuramente difficile da scrivere ma sicuramente necessario per chi voglia districarsi tra le vicende politiche italiane della fine del secolo passato e dell’inizio del nuovo.

Per chi, come il sottoscritto, ha vissuto e osservato la scena politica da un punto di vista abbastanza diverso da quello dell’autore è stato molto interessante poterla osservare da questa altra prospettiva.

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