Archive for aprile, 2016

aprile 20, 2016

Riccardo Petrella, l’utopia come alternativa per il divenire

Pubblicato su Pressenza il 18.04.2016 – con Dario Lo Scalzo

Riccardo Petrella, l’utopia come alternativa per il divenire
(Foto di Dario Lo Scalzo)

All’interno del meraviglioso Monastero del Bene Comune di Sezano, luogo di pace, di accoglienza e  di rispetto, abbiamo avuto l’occasione d’incontrare e d’intervistare l’economista politico Riccardo Petrella. Tra gli argomenti trattati quello dei beni comuni, del valore della conoscenza e quello dell’utopia, che vestita di una nuova accezione del termine, può farsi traino verso la costruzione di un nuovo divenire.

Ascoltate le stimolanti argomentazioni di Riccardo Petrella raccolte nella video intervista qui di seguito

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aprile 19, 2016

Milagro Sala deve difendersi da cittadina libera

Pubblicato su Pressenza il 12.04.2016

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Tedesco

Milagro Sala deve difendersi da cittadina libera
Giovanna Martelli in una recente manifestazione (Foto di Ufficio Stampa Martelli)

Giovanna Martelli, deputata, è stata tra le prime persone in Italia a mobilitarsi per Milagro Sala, la leader dela Tupac Amaru imprigionata da gennaio a Jujuy (Argentina) con accuse pretestuose. Un caso che Pressenza segue dall’inizio.

Giovanna, da dove deriva questo tuo impegno a favore di Milagro?

Appena ho saputo dell’arresto di Milagro ho immediatamente pensato che dovesse essere liberata. Qualunque cosa possa aver fatto il suo diritto, come cittadina, come donna, come militante sociale e come deputata del ParlaSur, è quello di essere libera e nelle piene facoltà per potersi difendere.
In seguito mi sto rendendo conto che la vittoria elettorale di una certa parte sta spingendo alcune persone di quella parte a credere che sia possibile fare cose che, da quelle parti, non si sono più viste da tempo. Così ho immediatamente lanciato un appello per la sua liberazione.

Potresti riassumere la vicenda e lo stato della situazione?

Milagro è accusata di reati squisitamente “politici” da una parte e di reati più “amministrativi” dall’altra. Ma l’entità degli uni (istigazione alla rivolta) e degli altri (malversazione di fondi) non prevede, in nessun Stato di Diritto, il mantenimento in carcere dell’imputato. La situazione attuale assomiglia, ogni giorno di più, a una parziale sospensione di uno Stato di Diritto e a una rivalsa di natura politica. Non lo dico solo io, ma un’insieme di realtà, da Amnesty International al clero argentino. Questo non è accettabile ed è pericoloso.

Cosa ti preoccupa di più in questo momento?

Mi preoccupa il ruolo che l’Argentina possa prendere nel contesto latinoamericano.

L’Argentina è un grande paese e deve avere un ruolo in questa America Latina che sta affrontando grandi cambiamenti, come il processo di pace colombiano in corso  all’Avana e la crisi del governo brasiliano, che non si può risolvere per via giudiziaria. L’Argentina ha avuto nel suo recente passato una sanguinosa dittatura e non vogliamo che quelle ombre del passato ritornino. Il Presidente Macri deve governare secondo le idee e le azioni che lui ritiene valide, avendo vinto le elezioni. Ma vincere le elezioni non significa aver diritto di fare qualunque cosa e, meno che mai, di mettere in galera gli oppositori politici.

La sensazione è che la nostra azione, ragionevole ed accurata, si scontri con un muro di gomma di indifferenza ed arroganza: che cosa possiamo tentare ancora?

I muri di gomma non ci spaventano. I muri di gomma rivelano una profonda debolezza da parte di chi li innalza. Vorrei sottolineare la grande calma e compostezza che i militanti della Tupac Amaru hanno dimostrato, insieme a tutti coloro che stanno protestando per le strade di tutta l’Argentina per gli arresti, i licenziamenti, i tagli che il governo sta mettendo in atto.

La nonviolenza è la mia risposta, la nostra risposta. Qua in Italia abbiamo creato un comitato informale di appoggio alla causa di Milagro; si tratta di un comitato composto da persone molto diverse, ma unite nella lotta per la giustizia e la verità: per Milagro Sala e per molte altre situazioni che hanno bisogno, in tutto il mondo, di verità e giustizia. In concreto io cerco di appoggiare, per quel che posso, tutte le iniziative di questo comitato e, in particolare  in questo momento, sto cercando di far proiettare il documentario “Algo está cambiando” girato da Magalí Buj e Federico Palumbo sulla realtà della Tupac Amaru in una sede istituzionale il prima possibile. Anche perché credo che alla grande disinformazione su quella realtà sia opportuno rispondere con informazione e documentazione. La verità trionfa sempre sulla menzogna.

aprile 19, 2016

Il giardino di tutt*

Pubblicato su Pressenza il 03.04.2016

Il giardino di tutt*

 

 

Il Giardino delle mele, la violenza non deve vincere è un libro di Maria Giovanna Farina edito nel 2015 da Silele Edizioni.

 

La missione dichiarata di Maria Giovanna Farina è quella di aiutare le persone a vivere meglio. Il suo curriculo di studi e di esperienze, il lavoro dell’Heuristic Institution e le sue attività di scrittrice e blogger testimoniano nella pratica questo suo impegno nei confronti delle persone.

 

Il piccolo libro, quasi un manuale, “Il giardino delle mele” riescie in poco più di 100 pagine a sintetizzare alcuni pensieri e molti suggerimenti pratici per affrontare, nel concreto, il problema della violenza sulle donne.

 

La prospettiva del libro non è “femminista” ma vuole al contrario portare nel giardino delle mele i due sessi senza creare una inutile contrapposizione. Il problema, sottolinea Maria Giovanna, è la violenza e i suoi complessi meccanismi. Dalla violenza si esce insieme, non separati.

 

Il libro parte da un gioco di rovesciamento molto ironico e divertente “Io Eva, tu Adamo” dove il maschio si trasforma in uomo oggetto; poi  brevi capitoli affrontano topici cruciali: la parità, le varie facce della violenza, l’amore, la sottomissione, il maschilismo…

 

Tra i capitoli, leggiadre, scorrono piccole poesie di evidente sfondo esistenziale che chiosano il testo.

Concludono gli ultimi capitoli dedicati a una serie di considerazioni e consigli pratici per evitare gli esiti più penosi e perfino terribili che una storia d’amore può avere nel momento attuale.

Contro la violenza usiamo i sentimenti è il movimento che Maria Giovanna ha messo in moto nel 2014, dedicato appunto al superamento della violenza di cui non c’è che da sposare la frase con cui inizia l’introduzone di questo libro: la violenza si combatte con la potenza delle idee.