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aprile 2, 2018

La tregua regge in Siria, forse

Pubblicato su Pressenza il 25.02.2018 – Olivier Turquet

La tregua regge in Siria, forse
Damasco, oggi (Foto di Agenzia Sana)

Scrivere qualcosa di sensato sulla Siria è abbastanza complicato, da parecchio tempo, se il proprio interesse è quello di commentare fatti dal punto di vista della pace e della nonviolenza, com’è lo scopo di quest’agenzia, e se si vuole farlo con onestà giornalistica (obiettività? No, non si è obiettivi e non lo si può essere, si guarda da un punto di vista e questo guardare ci porta a una narrazione non neutrale).

Temo inoltre che anche il lettore attento abbia, in questo momento, almeno un po’ di confusione in testa nel turbinio di notizie che vengono date, a volte con incredibile leggerezza, da tutte le parti, e spacciate come verità.

Riassumiamo alcuni fatti, intendendo con questa parola avvenimenti di cui ci sono documenti incontrovertibili.

Primo fatto: dopo l’accordo di pace ad Astana si è dichiarato che la guerra in Siria stesse andando verso una soluzione pacifica.

Secondo fatto: quello che invece è successo è stata l’offensiva di Afrin della Turchia contro i Kurdi.

Terzo fatto: nella zona della Ghouta intorno a Damasco vi sono stati lanci di missili contro la città e incursioni antiterroriste da parte dell’esercito governativo.

Nota bene: quest’ultimo fatto, così come ho tentato di scriverlo rispecchia quei fatti di cui anche la parte avversa riconosce l’esistenza. Cioé: si riconosce che sono caduti missili in alcuni quartieri di Damasco e la stessa agenzia Sana (agenzia di stato siriana) riconosce che l’esercito ha effettuato attacchi a Ghouta contro installazioni terroriste.

Ovviamente sull’intensità e gli effetti di queste azioni le notizie sono molto differenti: in questi giorni si è parlato di centinaia di morti e, a mio modo di vedere, la fonte più attendibile è risultata essere Medici Senza Frontiere; più attendibile perché finanzia direttamente numerose strutture mediche nella zona ed ha accesso a fonti dirette. Tuttavia quando ieri ho letto in un comunicato di MSF la seguente affermazione “Nella giornata di ieri, il 58% dei feriti e il 48% dei morti erano donne e bambini secondo quanto riferito dalle 9 strutture supportate da MSF che sono riuscite a fornire informazioni” mi chiedo chi abbia avuto la possibilità di fare statistiche così precise su morti e feriti, anche perché, i questi casi, la divisione tra le categorie può cambiare nel giro di pochi minuti; e se, quindi, una certa “spettacolarità” sia andata oltre la volontà di dare informazioni.

Quarto fatto: una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stata approvata ieri e recita:

Il Consiglio di sicurezza, deliberando oggi all’ unanimità, ha adottato una risoluzione che chiede alle parti del conflitto siriano durato sette anni di cessare le ostilità senza indugio per almeno 30 giorni consecutivi, assicurando una “pausa umanitaria duratura” per consentire le consegne settimanali di aiuti umanitari e le evacuazioni mediche dei feriti e dei malati critici.

La risoluzione si applica a tutto il territorio siriano ma ne sono escluse le azioni militari contro le varie frange terroristiche che la risoluzione identifica in ISIS, Al Queda e Al Nusra, citandole esplicitamente più altre genericamente riconosciute dal Consiglio stesso come tali.

Ora varie fonti giornalistiche, all’indomani della risoluzione, hanno immediatamente dichiarato che la tregua è stata violata:

ADN Cronos riferisce in un dispaccio di oggi che:

Elicotteri del regime di Damasco hanno sganciato barili bomba sui sobborghi della Goutha orientale controllati dai ribelli: lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani che parla di una donna uccisa e diversi feriti nella località di Hammuriyeh.

Il particolare di questa notizia è che la località in questione non è presente su Google Maps né la notizia viene confermata da nessuna parte; se a questo si aggiunge che l’Osservatorio in questione ha più volte diffuso notizie false e tendenziose…

Invece verso le 15 di oggi in un colegamento da Idlib a Radio Capital Pietro Del Re, corrispondente di Repubblica a Idlib riferisce che sono ripresi i bombardamenti sulla città da parte delle forze aeree siriane e russe ed anche che sono ripresi quelli sulla Ghouta. Su quest’ultima notizia Del Re non penso che ne possa sapere più di noi dato che Idlib sta a 300km di distanza; sulla prima gli vogliamo credere ma non troviamo un riscontro su altri media; e le notizie che arrivano su un media solo sanno di scoop giornalistico, cioé dell’ansia del cronista nel dare una notizia che non dà nessuno.

Infine di violazioni della tregua parla anche la Sana indicando il proseguire degli attacchi turchi nella zona di Afrin; però anche qui non riusciamo a trovare un riscontro di parte kurda che sicuramente darebbe autorevolezza alla notizia.

Il lettore mi scuserà per questa pedanteria: tutta questa noiosa serie di citazioni e descrizioni sono solo l’esplicitare un duro e, spero, serio, lavoro di giornalista per arrivare a battere la notizia che è nel titolo: la tregua in Siria regge. Almeno finché qualcuno non mi dà una notizia attendibile contraria.

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aprile 2, 2018

Parma: Nicoletta Paci, vogliamo dare grande attenzione alla partecipazione

Pubblicato su Pressenza il 02.02.2018

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Parma: Nicoletta Paci, vogliamo dare grande attenzione alla partecipazione
(Foto di Comune di Parma)

Nicoletta Paci è assessora alla partecipazione e ai diritti dei cittadini a Parma, nella giunta Pizzarotti, ed ha promosso insieme a tutta l’amministrazione la realizzazione dei Consigli dei Cittadini Volontari le cui elezioni si terranno nei prossimi giorni, dal’8 al 14 Febbraio

Intanto ci può chiarire il senso di quest’assessorato che, di norma, si chiama “al decentramento”: cosa volevate sottolineare scegliendo questo nome?

Volevamo sottolineare proprio la grande attenzione che, come amministrazione comunale, vogliamo dare alla PARTECIPAZIONE, in tutte le sue forme. Il termine Decentramento ci sembrava riduttivo e con un’accezione leggermente negativa. Invece per noi, sia che si tratti di zone centrali della città che di aree più periferiche, è importante che tutti siano partecipi della vita sociale della città, facendosene carico e collaborando attivamente per la soluzione dei problemi.

Ci può raccontare il processo che porterà all’elezione dei Consigli dei Cittadini Volontari?

Il processo è iniziato con l’estrazione a sorte dall’anagrafe comunale di 300 nominativi per ciascun quartiere, equamente distribuiti fra uomini e donne e divisi per fasce d’età in modo da rappresentare uno spaccato veritiero della composizione della nostra cittadinanza. A questi cittadini sono state inviate lettere di invito a candidarsi per essere consiglieri nei Consigli dei Cittadini Volontari (CCV) del proprio quartiere. Contemporaneamente è partita la campagna di candidatura anche per quei soggetti che hanno proposto autonomamente la propria candidatura per i CCV.  Per queste persone è stato necessario raccogliere un minimo di 25 firme a sostegno della propria candidatura da presentare poi on –line sul sito del Comune di Parma.

Dopo la chiusura di questa prima fase e una volta stabilite le liste si passerà alle votazioni aperte a tutta la cittadinanza. Si svolgeranno dall’8 al 14 febbraio con modalità on line o assistita preso alcuni nostri punti dove c’è maggiore affluenza di pubblico.

Ci tengo a precisare che per il nostro sistema di votazione on-line abbiamo ricevuto anche un premio nel 2016 come miglior sistema di e-Governance fra quelli della rete.

Come funzioneranno? Che potere avranno?

I Consigli avranno potere consultivo e propositivo verso l’amministrazione comunale. Dovranno altresì fare da collante con tutte le realtà del territorio a loro assegnato e quindi cogliere e coordinare le attività delle varie associazioni, gruppi o singoli cittadini che si rivolgono a loro per le varie istanze o progetti. Saranno anche fulcro per lo sviluppo del bilancio partecipativo o per l’attuazione del regolamento di cittadinanza attiva, due altre forme di partecipazione che abbiamo implementato.

La vostra giunta, rieletta da poco, ha già effettuato numerose iniziative a favore della partecipazione dei cittadini, ce le può ricordare?

Come appena citato abbiamo adottato il Regolamento di Cittadinanza attiva che ha dato vita a piccoli progetti di recupero urbano proposti dai cittadini e che vogliamo allargare ulteriormente nei prossimi anni. Poi c’è stato il Bilancio partecipativo per il quale abbiamo messo a disposizione € 500.000 a favore di progetti proposti dalla cittadinanza e mediati attraverso i CCV. Di tutti quelli che sono pervenuti e che sono stati votati, si sono realizzati o sono in via di realizzazione i primi dieci per un importo di e 50.000 circa a progetto.

Sul fronte invece dei nuovi cittadini italiani abbiamo costituito la “Consulta dei popoli” e il Consigliere Aggiunto che cercano di dare voce e risalto ai nuovi italiani presenti sul nostro territorio.

Parma fa parte dell’Associazione dei Comuni Virtuosi: in questo mondo in cui ci vogliono far credere che tutti i politici amministrano per il proprio tornaconto personale c’è che sta cercando di porre un nuovo modello di politico, al servizio del cittadino: come sta andando questa esperienza?

Direi bene visto che i parmigiani ci hanno appena rieletto e mostrano entusiasmo per le attività che gli dedichiamo. Rispetto alla precedente elezione dei CCV infatti abbiamo registrato un aumento del 40% dei cittadini che si sono offerti come candidati e soprattutto un aumento di oltre il 50% fra i ragazzi di età compresa fra i 16 e i 20 anni. Questo per noi è un dato davvero molto importante perché significa interessare le giovani generazioni che oggi sono spesso indifferenti o lontane da ogni forma di partecipazione sociale attiva.

aprile 2, 2018

Disarmo nucleare: una valanga di mozioni di enti locali affinché l’Italia ci ripensi

Pubblicato su Pressenza il 30.01.2018

Quest’articolo è disponibile anche in: IngleseSpagnolo

Disarmo nucleare: una valanga di mozioni di enti locali affinche l’Italia ci ripensi

Lisa Clark con il volantino di “Italia Ripensaci!” (Foto di Lisa Clark)

Abbiamo parlato con Lisa Pelletti Clark, pacifista storica italiana, tra le numerose cose Co-Presidente dell’ International Peace Bureau; la intervistiamo nella sua veste di Coordinatrice per l’Italia di Mayors for Peace, una delle organizzazioni internazionali che fanno parte di ICAN.

Sia Mayors for Peace che International Peace Bureau sono tra le organizzazioni internazionali che sono partner di ICAN. Come del resto lo è Pressenza! Quindi stiamo parlando tra collaboratori alla stessa campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, sebbene ognuna delle nostre organizzazioni abbia un focus specifico.

Intanto se ci puoi fare il punto della situazione internazionale ed italiana di Mayors for Peace con le ultime notizie.

A livello internazionale Mayors for Peace (MfP) ha sostenuto le attività di ICAN con due importanti appelli scritti dal Sindaco di Hiroshima, Presidente di MfP, a tutti gli oltre 7000 membri, invitandoli a far sentire la voce delle città nell’incoraggiare i governi nazionali a partecipare al percorso verso il trattato. I Sindaci Matsui e Taue sono stati presenti ad ambedue le tornate della conferenza degli Stati in cui si discuteva il testo del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari: hanno espresso, con tutta l’autorevolezza che deriva dall’essere i rappresentanti eletti delle due città distrutte dalle bombe atomiche, un sostegno pieno a chi si batteva per la messa al bando delle armi nucleari. Insieme agli Hibakusha, i sopravvissuti alle bombe, hanno convinto molte delegazioni della necessità di votare secondo umanità, e non secondo convenienza diplomatica.

Mayors for Peace contribuisce attivamente alla campagna “Italia Ripensaci!”, promossa da Rete Disarmo e Senzatomica, affinche’ l’Italia firmi il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari: come e’ andata la campagna finora? Quali eventi ti hanno colpito di piu’?

In Italia, proprio in questi giorni, abbiamo raggiunto la cifra di 500 membri! Io ho iniziato ad impegnarmi nella promozione di MfP nel 2005, in occasione degli eventi che organizzammo in Lombardia,  Veneto e Friuli Venezia Giulia per il 60° anniversario dei bombardamenti del 1945. E ricordo che in quegli anni le amministrazioni comunali avevano molte più energie per occuparsi di questioni internazionali: Firenze era Vicepresidente di MfP. Con l’ospitalità del Sindaco Domenici e del Presidente del Consiglio Comunale Eros Cruccolini si tenne nel Salone dei Cinquecento un’assemblea degli iscritti italiani a cui furono invitati i Sindaci di Ghedi (BS) e Aviano (PN), le due città che (ancora oggi) ospitano armi nucleari statunitensi. A nome di tutti i membri MfP, Firenze strinse un patto d’amicizia con i Sindaci Annamaria Guarneri (Ghedi) e Stefano Dal Cont Bernard (Aviano), con la finalità di lavorare insieme per la rimozione delle armi nucleari dalle basi in quei due territori, un passo verso la totale eliminazione di tutte le armi nucleari. Eravamo molto attivi!
E ogni anno, come Beati i costruttori di pace, abbiamo sempre organizzato eventi in occasione degli anniversari di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto): la manifestazione Pace in Bici, che si conclude sempre davanti alla base USAF di Aviano il 9 agosto, ha come obiettivo anche quello di raccogliere adesioni a MfP: in 13 anni abbiamo quasi triplicato il numero degli iscritti!
Negli ultimi anni, e in particolare da quando abbiamo lanciato la Campagna “Italia Ripensaci”, nell’ottobre 2016, non abbiamo riscontrato lo stesso livello di protagonismo da parte degli enti locali. Le difficoltà economiche dei Comuni in molti casi hanno azzerato le iniziative, anche se ci sono eccezioni: il Segretariato di MfP a Hiroshima aiuta ad organizzare eventi a costo zero o quasi, come per esempio incontri via Skype tra scuole e Hibakusha, oppure la condivisione di sementi e piantine discendenti dagli alberi sopravvissuti alle bombe atomiche, o firme di petizioni online a sostegno del Trattato di messa al bando (siamo arrivati a 2.662.841 firme!).

All’interno della campagna MfP ha spinto in modo particolare perché, dal basso, venissero presentate mozioni in tutti i consigli comunali invitando il Governo a firmare: come sta andando? Ci puoi dare delle cifre?

Sì, in Italia abbiamo spinto molto per l’approvazione di mozioni dei consigli. Questo è il paese di Giorgio La Pira: e quando ho raccontato qualcosa al Sindaco Akiba (sindaco di Hiroshima fino al 2011) sull’impegno politico del sindaco fiorentino mi ha risposto, “Ma allora La Pira era il profeta di Mayors for Peace!” La Pira rivendicò il diritto delle Città a fare politica internazionale, a intessere relazioni di amicizia e collaborazione con altre città oltre i confini degli Stati. Invitò a Palazzo Vecchio, in piena Guerra Fredda, i sindaci di una cinquantina di capitali: seduti uno accanto all’altro, i sindaci di Washington, Mosca, Praga, Londra mostrarono di avere una visione diversa dai loro governo nazionali. La Pira, che era rimasto colpito proprio dall’urbicidio di Hiroshima e Nagasaki, scrisse che nessuno ha il diritto di uccidere una città, e che – comunque – la storia ci mostra che le Città restano, mentre gli Stati vanno e vengono. E il Sindaco Akiba amava dire che la Città sanno risolvere i problemi senza ricorrere alle armi, che le Città non possiedono eserciti.
Per tutto questo, crediamo che la voce dei Consigli comunali sia importante. Ad oggi sono solo pochi i comuni che hanno adottato una risoluzione specifica in cui si chiede al Governo italiano di “ripensarci” e aderire al percorso del Trattato sulla messa al bando delle armi nucleari. Ma la seconda fase di “Italia Ripensaci”, da febbraio fino al 7 luglio 2018, spingerà proprio per raggiungere una valanga di mozioni di enti locali da consegnare al nuovo Governo!

Alleghiamo:
Ordine del giorno Firma Nuclearban gen 2018 M4P

3 Lettera e Appello di Mayors for Peace versione italiana