Archive for ‘Commenti in libertà’

gennaio 21, 2018

Le trasmissioni di Radio Montebeni sul mio canale You Tube

Avevo un canale YouTube e non sapevo bene cosa farne :-))

 

Ora ho pensato, piano piano, di metterci le vecchie trasmissioni che Sergio Baldelli ed io facevamo a Radio Montebeni negli anni ’80 del secolo passato.

Sine Musica Nulla Vita, motto latino medievale sgrammaticato era il titolo delle trasmissioni che volevano valorizzare e far conoscere la storia della musica occidentale dei secoli dal medioevo al barocco.

Ecco qua intanto la prima, dedicata a un evento assolutamente straordinario, il primo spartito a stampa della storia dell’umanità

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dicembre 27, 2017

Uscito “Fiscal che” il primo ebook di Pressenza

Ho dato anche io un piccolo contributo.

 

Si compra alla modesta cifra di 99 cent qui

C’è un articolo su Pressenza, ovviamente…

https://www.pressenza.com/it/2017/12/fiscal-che-e-line-le-book-sul-fiscal-compact/

 

settembre 2, 2015

Buona Scuola: non pervenuto

Da un paio di giorni gli insegnanti si sono rimessi a lavorare, proabilmente senza grandi clamori né che qualcuno se ne accorgesse.

Un po’ di ruggine estiva da levare, tanti saluti e qualche nuova conoscenza.

 

Buona Scuola? non pervenuto….

agosto 31, 2015

Sull’irritabilità

Sarà il caldo. Ma vedo molta facilità ad irritarsi.
Forse non è il caldo.

In ogni caso il mio proposito è quello di mettere attenzione a non irritare le persone che incontro.

Semplicemente perché sento un certo fastidio quando qualcuno cerca di irritarmi 🙂

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luglio 13, 2015

Passeggiando nelle illusioni

In questi giorni caldi e caotici torride illusioni ci avvolgono nelle loro spire.

Fatti irreparabili, tragici epiloghi, furenti dispute.

O solo raffinate illusioni che un mondo che muore (o è già morto) ci propina sperando che le scambiamo ancora per la Realtà.

L’ineffabile Vittoria di Samotrace, senza testa, ricorda al popolo greco e all’Euopa tutta lo splendore dei tempi antichi, la bellezza, la potenza.

E che non si può impedire di volare.

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giugno 3, 2015

Incontrare un vecchio amico

Karl al Parco di Attigliano

Karl al Parco di Attigliano

Ci sono dei momenti molto attesi, tanto attesi che finisci per pensare che non accadranno mai.

La foto qua sotto è un veloce ritratto della visita di Karl Guillen ad Attigliano.

Sulle prossime attività che svolgeemo insieme con Karl si pò leggere questo articolo.

Quello che volevo dire qui è che è particolarmente curioso incontrare una persona che conosci per lettera da 16 anni, una persona per i cui diritti hai lottato per anni, di cui hai presentato i libri nella sua forzata assenza.

E ti trovi a passare una giornata, quella di ieri, semplicemente con un vecchio amico. E puoi abbracciarlo e passeggiare con lui, presentargli amici, chiacchierare e fare quelle cose che tutti gli esseri umani dovrebbero poter fare sempre tra di loro, se non ci fossero, in questo mondo,  barriere di ogni tipo che lo impediscono.

Grazie Karl, per essere riuscito ostinatamente a restare umano e a scrivere poesie all’ombra di un albero; e a progettare un grande albero della vita che possa abbracciarci tutti.

 

maggio 20, 2015

Uscito il mio libro di pedagogia

Se dovessi fare dei calcoli direi che il libro  in lavorazione da 4 anni e che il mio hard disk è pieno di versioni del medesimo.

Anche dopo averne scritto, apposta, l’epilogo ci ho messo un po’ a farlo uscire.

A volte sono un po’ perfezionista.

Se ne vuoi sapere qualcosa di più segui questo link

CopertinaI grandi non capiscono

maggio 9, 2015

“Parlerò a titolo strettamente personale”

gandalf“Mi chiamo Gandalf il Viola, parlerò a titolo strettamente personale. Perciò parlo a nome di…”.

A questo punto lo strano personaggio seduto accanto al giovane Segretario della FIGC, tal Massimo D’Alema, recita una lunga fila di nomi stravaganti che denotano ipotetiche tribù di Indiani Metropolitani.

Questa curiosa scena viene incredibilmente filmata dalla RAI e finisce nelle amorevoli grinfie di Ghezzi, il geniale autore di BLOB che non può far a meno di farlo diventare un tormentone della sua trasmissione, con repliche a ore improponibili.

In epoca più moderna lo spezzone, con la triste scena dell’interruzione da parte di Cavallo Pazzo Appignani, finisce su youtube, registrando una caduta di poesia abbastanza forte.

Il tipo col cappello a cilindro ero io, come ormai testimoniano vari libri pubblicati sull’argomento nel corso degli anni.

Sull’argomento ho già scritto l’Intervista con l’Indiano che puoi leggerti su questo blog. Quello che non ho mai raccontato è come sia nato quell’evento; perlomeno mai raccontato in pubblico.

Così, visto che qualcuno continua a interessarsi di quegli anni, ho pensato di scrivere la mia personale memoria di quell’evento in cui, modestia a parte, svolgo la parte principale.

Tutto comincia almeno un paio di giorni prima quando Paino, Fanale ed io stanno perdendo tempo nel gabbiotto occupato da Paino e che hanno convertito nella redazione de Il Corrispondente Operaio foglio murale dadaista che si attacca sui muri della redazione di Lotta Continua.

Sì perché i tre in questione sono stipendiati redattori del quotidiano più di sinistra che sia esistito in Italia; ma sono anche tre tra i pazzi che hanno composto e pubblicato il più demenziale giornale della storia italiana Oask, il giornale degli indiani metropolitani. Anzi, in quell’occasione si sono conosciuti e sono diventati inseparabili amici.

Questi esagerati ricevono un invito a partecipare a una conferenza stampa all’Associazione della Stampa Estera, prestigiosa istituzione giornalistica romana. L’invito è a un indiano metropolitano. Beh, l’epoca è demenziale e invitare un indiano metropolitano ad una conferenza stampa è abbastanza in tema (con la demenzialità). Ma i nostri tre eroi sono dei bastian contrari per principio e quindi la prima risposta è NO.

Ma la notte porta consiglio e il sottoscritto, con l’aiuto del variegato guardaroba della casetta molto freak di Via Stazione d’Ottavia comincia a creare un personaggio che avrà una sua piccola trascendenza. Un cappello a cilindro in testa, pantaloni a sbuffo, gilé di raso, sveglia/bussola al collo e una bella maschera di garza gessata in faccia (un pochino di privacy, per favore).

Gandalf il Viola è nato; più esattamente, la sua versione pubblica perché come nome-forza già esisteva, ma con una vita più mistica e meno materiale.

No, questo è concreto e ha un discorso simpatico: il Compagno dadaista Enrico Berlinguer sta facendo impazzire la DC portando avanti la rivoluzione surrealista in cui si dà di reazionari ai rivoluzionari. Gandalf termina il divertente discorso (all’epoca D’Alema si divertì) rassicurando gli amici e compagni sul fatto che la Rivoluzione sia finita e che abbiamo vinto (citazione evidente di un altro foglio dadista, ma più “serioso”).

La scenograifa pare perfetta, dovrebbe piacere agli amici situazionisti per i quali i ragazzi del Corrispondente Operaio simpatizzano; infatti quando mi presento per proporre la nuova versione ai miei amici essi la trovano fantastica e danno la loro benedizione.

Così, cambiandosi furtivamente in un bar vicino al luogo fatidico, Gandalf arriva alla famosa conferenza e viene immediatamente assaltato dai giornalsti in cerca di note di colore; la conferenza comprende il sancta sactorum di tutta la sinistra italiana e il buon pesce fuor d’acqua (indovina chi?) capisce subito di essere parecchio fuor d’acqua. Da buona persona coerente continua con rigore la sua provocazione: legge buona parte del discorso demenziale fino a quando è interrotto dal povero Mario Appignani (il militante radicale morirà pochi anni dopo, ahinoi); il quale non capisce nulla della fine provocazione e dichiara che Gandalf è un impostore e che l’unico vero indiano metropolitano è lui. 🙂

Al povero Gandalf, finita l’interruzione, non resterà altro da fare che scambiare quattro battute con Segretario della FIGC (sì quello che poi diventerà Presidente del Consiglio), che aveva conosciuto in birreria in un’altra situazione demenziale. Poi andare via e riporre cilindro e maschera nell’armadio colorato della casetta freak in Via Stazione d’Ottavia.

Gandalf riapparirà, qualche mese più tardi, come autore di un libriccino anch’esso piuttosto stravagante intitolato Di/Versi dove raccoglierà un collage dei testi dei giornali, volantini, scritte sui muri  di quella meravigliosa stagione dove qualcuno (non gli indiani metropolitani), sul muro di Lettere, scrisse in una notte, in verticale su tutta la facciata, la frase di Majakovskij; La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà.

dicembre 2, 2014

la rete di papà

I padri dei tuoi padri continuano in te, Silo, Umanizzare la Terra

Papà, uomo predigitale, scriveva un sacco di lettere; ne ho una collezione di quelle inviate a me ma ricordo quelle mandate a tutti i parenti, ad amici, a quelle persone che “raccattava” all’aeroporto di Orly, dove lo avevano accuratamente esiliato per essere un sindacalista troppo zelante e un po’ rompiscatole; doveva occuparsi dei VIP e andava invece in giro ad aiutare le vecchiette perse in sala d’attesa.

Scriveva e io non capivo. Non capivo perché, mi dicevo, a me non piace scrivere…

Invece mi scopro a scrivere in giro, a vecchi e nuovi amici; un pensiero, una domanda, una parola di conforto. Chiaro, io scrivo email, homus telematicus.

Però ritrovo quel senso di tenere le persone in rete, di creare connessioni, di accudire e proteggere tutti ed ognuno che papà praticava così bene, con costanza e semplicità.

Grazie Louis !!

maggio 22, 2014

Sognando la SUN: cosa voterei domenica prossima

A queste elezioni non si presenta una sigla che sogno da tempo: la Sinistra Umanista Nonviolenta; la sigla suona bene SUN che fa pensare al sole in inglese.

Perché non servono molte parole (recita il Documento Umanista) per definire le destre come strumenti dell’antiumanesimo; per cui possiamo essere critici con quel che ha fatto la sinistra storica ma siamo comunque di sinistra e ci interroghiamo sugli errori storici della sinistra che sono, a mio avviso, sostanzialmente due: non essere stata charamente umanista e nonviolenta. La preoccupazione per l’Essere Umano rispetto alle infinite dittature della razza, della nazionalità, del genere, della preferenza sessuale, della condizione econumica, del suo pensiero ecc e la metodologia di cambiamento basata sulla nonviolenza attiva sono i due elementi centrali che hanno messo in crisi l’azione politica della sinistra e che vediamo ancora ben presenti, per esempio, nei settarissmi che ne hanno portato alla polverizzazione.

Ma anche a questo giro nessuno ha lavorato seriamente per la SUN e quindi dovremo accontentarci.

E siccome qualcuno mi chiede per chi votare io provo a rispondere.

Se fossi a Prato voterei per il Partito Umanista e per il suo candidato a sindaco Gisberto Gallucci: un voto utile alla coerenza di un partito che presenta da 30 anni lo stesso programma e che ha come priorità la sanità, l’istruzione e la qualità della vita delle persone: perché votar altro. Nello specifico un premio a quei coraggiosi umanisti pratesi che hanno raccolto le firme e si sono presentati non come una episodica opportunità ma a coronamento di un lavoro che portano avanti nella base sociale da anni.

Se fossi a Figline Valdarno voterei per la lista civica Intesa Comune che ha il coraggio di riprendere il tema civico senza paura di concorrenze famose e con il gusto dei cittadini a costruire insieme la politica e voterei per Ilaria Bozzuffi che, nonstante le minacce, non ha perso la passione di far politica; allo stesso modo a Capannori voterei per ABC (Alleanza Beni Comuni) altra dimostrazione che si può far politica dal basso, con i cittadini, senza urlare e senza chiudersi dentro un meetup.

Alle europee cosa voto effettivamente lo sanno tutti: Francuccio Gesualdi che si presenta con L’Altra Europa con Tsipras: una persona buona, pulita, con dei solidi principi, competente e in grado di fare molto bene il deputato europeo e di portare le istanze delle persone in quel Parlamento; un altro editorialista di Pressenza che consiglio di votare è Antonio Mazzeo che si presenta candidato sempre con Tsipras nella circoscrizione sud.

Un’altra considerazione: è sempre più difficile informarsi sulle elezioni e i media, incluso internet, danno un’informazione sempre più superficiale e incompleta; sono spariti di circolazione i programmi, che dovrebbero essere la base del giudizio dell’elettore e che dovrebbero essere vincolanti per l’eletto; ma se sui programmi ci sono solo generiche affermazioni è inutile discutere sul vincolo di mandato giuridico o anche solo morale.

E se si è stufi della politica gridata e delle polemiche sul nulla smettiamola di votare quei partiti che per primi si dedicano a questa insulsa attività.

Infine: andate a votare !! Quello che fa più comodo ai poteri che cercano di dominarci è che non lo facciate e che loro possano dire che la democrazia è una cosa inutile. La democrazia ha tanti difetti ma è meglio della dittatura.

 

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