Archive for ‘introduzioni a libri’

gennaio 26, 2017

La memoria per il domani

Domani è il Giorno della Memoria. Mi son ricordato che tanti anni fa ho scritto la prefazione al libro di Edilberto Oré Cardenas “All’ombra di Sendero”, edito da Multimage in cui parlo per l’appunto del tema. Così eccola qua ripubblicata.

 

Non avete fra le mani un capolavoro della letteratura latinoamericana né un futuro best seller. Avete fra le mani la testimonianza di una persona semplice, di una persona che ha dovuto abbandonare i suoi studi travolto da un disastro che ha coinvolto la sua gente.

Questa persona, Edilberto Oré Cardenas, ci descrive con minuzia etnografica cosa è successo per anni al suo popolo; ci parla di nomi e cognomi, di parentele, di luoghi, di circostanze in cui sono successe cose orribili, difficili da leggere e perfino da accettare come possibili. Queste cose sono accadute tra quelle montagne e sono state negate dai politici e dai governi, dimenticate dai media, tentando di cancellarle dalla coscienza umana.

Edilberto scrive un libro necessario da scrivere, necessario da pubblicare, necessario da leggere per la memoria di tutta l’Umanità; uno dei tanti documenti possibili della memoria dei popoli intenzionalmente dimenticata da questo Sistema.

In un recente discorso il Comandante Marcos dice:

“I nostri anziani ci hanno insegnato che la celebrazione della memoria è anche la celebrazione dell’oggi. Ci hanno detto che memoria non è distogliere il volto e i cuore dal passato, non è uno sterile ricordo di risa o di lacrime. La memoria, ci hanno detto, è una delle sette guide con le quali il cuore umano condivide i suoi passi. Le altre sei sono la verità, la vergogna, la coerenza, l’onestà, il rispetto di se stessi e degli altri, l’amore.

Per questo, ci dicono, la memoria guarda sempre l’oggi ed è questo paradosso che permette che in questo oggi non si ripetano gli incubi e che giungano nuove gioie (parte essenziale della memoria collettiva).

La memoria, dicono i nostri anziani, è soprattutto un potente vaccino contro la morte ed un alimento indispensabile della vita. Per questo chi conserva e cura la memoria, conserva e cura la vita; e chi non ha memoria è morto.”

Leggendo queste parole ci è venuto in mente una volta di più questo libro, difficile e necessario ed il suo progetto vitale di riconciliazione e di ricostruzione sintetizzato ed in marcia grazie alla campagna di appoggio umano del Movimento Umanista. Nel correggerlo e nel migliorarlo e nel ringraziare tutti coloro che hanno dato una mano in questo (Edilberto stesso, Silvia, Laura, Daniela, Daria e tutti gli altri) vorremmo dare il nostro contributo a questa impresa di non dimenticare lo ieri, per  l’oggi e per il domani.

 

Olivier Turquet

Direttore Editoriale della Multimage.

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dicembre 10, 2016

Perché facciamo quest’agenzia stampa

Pubblicato su Pressenza il 12.11.2016

Quest’articolo è disponibile anche in: Francese, Tedesco

Perché facciamo quest’agenzia stampa

 

Ci sono dei momenti, molto differenti tra loro (incontri pubblici, momentri di sconforto, lettori impertinenti, ecc.) in cui ci chiedono e ci chiediamo perché facciamo quest’agenzia stampa internazionale.

Perché facciamo Pressenza. Beh, facile, c’è scritto in un link sul sito, basta digitare http://www.pressenza.com/informazioni è perfino in sette lingue.

Pressenza è un’agenzia internazionale, tematica, su pace, nonviolenza, diritti umani, non discriminazione, umanesimo e simili. E’ un’agenzia fatta interamente da volontari, si autofinanzia, cerca di arrivare alle notizie in modo diretto o con una rete di media, grandi o piccoli che sono partners di quest’impresa titanica: raccontare il mondo da un altro punto di vista.

Va bene questa risposta, ma stiamo cercando qualcosa di più profondo.

Perché un’agenzia sulla pace, la nonviolenza, i diritti umani, la non discriminazione, la spiritualità in questo mondo così incomprensibile, violento, materialista, in-sensato?

Cos’è questa roba da ingenui idealisti quando tutti sono corruttibili, tutti hanno un prezzo, tutti si macchiano dei peggiori crimini, magari nascondendosi sotto una foglia di fico di buone intenzioni?

Perché mai impegnarsi e per chi, se nessuno vale la pena, se tutti sono uguali a tutti?

Arriviamo a un punto, molto conosciuto dall’Umanità, in cui tutto è privo di senso. “Mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita…”.

E’ a partire da qui che possiamo cercare la risposta profonda alla domanda.

E la risposta, oggi, è: “perché sì!!”.

Perché è possibile, in un atto libero, affermare la massima ribellione all’apparente destino e dichiarare: “c’è ancora un futuro, e come esso sarà dipende da ciò che ne faremo!!”.

Esiste una forza interiore che risiede in ogni essere umano e che lo chiama verso il futuro: verso il futuro desiderato, verso il futuro immaginato, verso un futuro degno dell’Essere Umano.

Non crediamo nella nefasta profezia dell’autodistruzione, non crediamo nella catastrofe: al di là di tanti errori che l’Essere Umano ha compiuto siamo certo che l’Umanità riuscirà a superare questo grande momento di crisi, che è una crisi di crescita, come tutte le crisi.

Ed è il futuro che guida le azioni, è la forza del progetto, la forza dellUtopia.

Pressenza duchiara che non è indifferente l’azione nel mondo e vuole evidenziare quei pezzi del Nuovo Mondo che già agiscono nel momento attuale, essere uno spazio dove le persone possano riflettere e scambiare opinioni, una palestra di diversità di punti di vista in grado di dialogare, una cronaca delle critiche e degli smascheramenti di questo sistema violento, un ambito di sperimentazione di un vero lavoro in équipe, circolare, partecipativo, affettuoso.

In questi pochi anni di esistenza Pressenza è stata ed è una realtà in crescita, una piccola luce che annuncia i tempi che arriveranno. Una luce necessaria, impertinente, gioiosa, un Davide di fronte all’insolente Golia. Grazie a tutti coloro che l’hanno costruita, dimostrando una volta di più che nessuno può ipotecare o comprare il Futuro.

NdA: questo articolo sarà la prefazione del primo libro di Pressenza in italiano.

agosto 19, 2016

Introduzione al Documento del Movimento Umanista

documentodelmovimentoumanista

Mia introduzione all’edizione elettronica del Documento del Movimento Umanista, edito da Multimage, acquistabile su Bookrepublic.

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Il Documento del Movimento Umanista è estratto dalla Sesta Lettera ai Miei Amici del libro di Silo Lettere ai miei amici. Sulla crisi personale e sociale di questo momento storico.

La sesta lettera è datata 5 aprile 1993 ed è praticamente costituita interamente dal Documento.

Queste Lettere venivano effettivamente inviate da Silo ai suoi amici, cioè diffuse tramite vari mezzi (tra cui internet che si stava popolarizzando in quegli anni) dai membri del Movimento Umanista che lui aveva fondato vari anni prima.

Il Documento costituisce senz’altro una svolta nella storia del Movimento Umanista dato che pone gli elementi fondanti di quello che Silo stesso chiamerà, più tardi, l’Umanesimo Universalista.

Al tempo stesso il Documento si inserisce nell’elenco delle produzioni di varia natura che, nel corso del XX secolo, scandiscono i segni della rinascita ideologica dell’Umanesimo: gli Humanist Manifesto I e II, la conferenza di Sartre L’esistenzialismo è un umanesimo, la Lettera sull’umanesimo di Heidegger, la Costituzione di stampo umanista dello Zambia, i documenti della Perestroika.

L’inizio del nuovo millennio non sembra aver relegato il Documento nel passato ma anzi, rileggendolo, vi troviamo idee e proposte che appaiono come necessità di cambiamento sempre più impellenti.