Archive for ‘pensieri esistenziali’

febbraio 14, 2015

Lo scrivo io il mio necrologio!!

Un altro amico di FB ha traslocato altrove. Presumibilmente nella Città della Luce, perché Michele era una bella persona, una persona mite, allegra, ironica.

Ho passato una mezzora sulla sua pagina FB a leggere che ne dicevano gli amici e conoscenti.

Ho pensato alla mia morte e quanti diranno come ero buono, bello, intelligente e non so che.

Per favore non fatelo !! Quando partirò non sentitevi in dovere di parlare bene di me.

E considerate che sono partito per un viaggio e che magari si scopre che, dall’altra parte, ci si incrocia di nuovo.

maggio 1, 2014

Ciao Arianna

Ho scritto questo testo il 19 giugno del 2000 e l’ho mandato a poche persone, coinvolte in una perdita. Arianna era una di quei bambini, cosiddetti “di Chernobyl” perché afflitti da una malattia le cui origini sono imputate a quel terribile incidente.

La ripubblico in omaggio a quei bambini e a tutte le persone contaminate dalla cecità delll’avidità umana. E, magari, nella speranza che la sua lettura possa alleviare il dolore ad altri esseri umani.

 

Ciao Arianna,

sono certo che il viaggio è stato bello e che stai bene lì dove sei.

Non ti preoccupare, la Luce è un po’ abbagliante all’inizio, ma poi ci si abitua.

Non ti preoccupare nemmeno di noi, troppo attaccati al nostro corpo per comprendere che hai voluto lasciare il tuo perché non serviva più alle cose belle e dolci che volevi fare e che ora puoi fare in libertà.

Non ti preoccupare delle nostre lacrime e della nostalgia nei nostri volti: sono solo la nostra incapacità a vedere oltre le tenebre, la nostra rabbia per una scomparsa ingiusta, incomprensibile.

Ma so che ci ritroveremo, lì dove sei, in un giorno senza tempo; e so che sarai là ad aspettarci con il tuo sorriso, con la tua meravigliosa gioia di vivere e con qualcosa che assomiglierà ai tuoi capelli, al tuo volto, a te.

A presto

Olivier

maggio 27, 2013

Prepararsi

Ho ricevuto un messaggio di una amica. Un comune amico è molto malato e si sta preparando.

Ci prepariamo quando stiamo male. E’ umano, si dice,  prima non ci pensiamo.

Ricordo l’ultima intervista alla Lala, quando era in sedia a rotelle, con un foulard in testa per coprire la testa rapata, con metà del corpo paralizzato dagli effetti dell’operazione; l’intervistatrice gli chiede della malattia e Laura risponde: “vedi, tu ed io un giorno moriremo, solo che per me è un attimo più evidente”.

Da quella battuta ho capito che sarebbe opportuno prepararsi ogni giorno. Non è indifferente ciò che fai con la tua vita…

Prepararsi a partire per un meraviglioso viaggio in un altro spazio e in un altro tempo ma con i piedi piantati su questa terra dove abbiamo un Destino da compiere.

maggio 2, 2013

Ciao Loretta

Credo che Loretta ci abbia insegnato, più di ogni teoria o affermazione dogmatica, che noi non siamo il corpo che abitiamo.

Loretta l’ho conosciuta con un corpo abbondante e nessun problema ad abitarlo. Quel corpo si è ammalato e la sua malattia è stata dipinta come terribile e veloce.

Loretta non era dello stesso parere: aveva voglia di vivere, di aiutare gli altri, di giocare ed educare i bambini, come ha fatto per tanti anni con amore e con cura. Aveva ancora molto da dare.

Il suo corpo si è trasformato, è diventata magrissima, è tornata a scuola.

Quando l’ho vista l’ho riconosciuta per il suo sorriso, che era rimasto lo stesso, radioso. Per i suoi gesti gentili che non moriranno mai.

Ciao Loretta, hai vinto la tua battaglia, al di là di un corpo che muore e che non è quello che profondamente noi tutti siamo.

luglio 14, 2012

Domenica, 08 Gennaio 2006

Comunicazioni

Osservando il proprio figlio viene da pensare a che succede ai bambini così piccoli, viene da tentare di esplorare quel mondo e quel modo di guardare la realtà così incomprensibile in certi momenti, così chiaro e diretto in altri.
Il pupo sta affinando certi strumenti di comunicazione e, educato, sorride a chi gli sorride; anche chiacchiera e, se necessario, caccia un bell’urlo per ricordare alcune esigenze pirmarie: “ho fame, quando si mangia qua?”, “ci restate voi con il sederino a mollo nella pipì?”.
Ma sorge a volte un sospetto: il ragazzo sa già tutto e, con la calma del saggio, fa finta di scoprirlo per la gioia dei grandi, lì pronti a cogliere ogni cambiamento e ad impazzire per i progressi del pargolo. E altre volte sembra che voglia dare una mano a una situazione difficile, distendere un momento di tensione, ricordare la relatività delle cose e la leggerezza dell’Essere.
Sicuramente il parco degli strumenti di comunicazione sta crescendo e si sta differenziando: sorrisi, suoni, grida, gesti.
L’Intenzione avanza nel mondo, agù.

luglio 14, 2012

venerdì, 06 Gennaio 2006

Complimese

Fa un mese che  è nato Ivan Louis, della serie il tempo passa.

Bisognerebbe avere un fotografo dietro che potesse cogliere tutte le facce che fa un bambino in un mese, tutte le volte che cambia.
E bisognerebbe saper interpretare questo cambiamento, almeno provarci.
Si potrebbe scoprire che l’essere umano  è continuo cambiamento e che non si può fermare.
Milioni di cambiamenti di faccia, Ivan Louis, milioni di nuove possibilità per te e per tutti. Buon complimese!!!

luglio 14, 2012

Il Budda del Terzo Millennio

 

Alcuni sostengono che i bambini nati da poco ricordano qualcosa di un altro piano; altri dicono che da una certa data in poi i bambini sono completamente cambiati.

Differenti visioni in qualche modo di ispirazione per un padre recente che guarda il proprio bambino con quegli occhi un po’ arbitrari tipici di chi guarda qualcosa che ama troppo…..

Sto esagerando o effettivamente il ragazzo trasmette qualcosa di ineffabile e che comprenderanno le future generazioni?

luglio 14, 2012

giovedì, 22 dicembre 2005

Traduzioni

Sempre parlando di Ivan Louis. Il piccolo corpo si muove, la faccia si compone in espressioni che l’adulto interpreta come può (chissa con quale margine d’errore). Sembra che gli stimoli dell’intracorpo vadano a configurare uno schermo di interpretazione motoria, un inizio di spazio di rappresentazione che si esprime attraverso la fisicità.
In altre parole: quelle facce, quei movimenti delle braccia e delle gambe, quei fremiti, quel pianto ecc. sono traduzioni di impulsi interni che stanno configurando immagini, muovendo cariche.
La più semplice e assolutamente comprensibile: il pianto che chiede pappa :-))
Altri genitori o osservatori di bambini che abbiano commenti da fare a proposito sono benvenuti.

luglio 14, 2012

martedì, 20 dicembre 2005

Linguaggi infantili

Il bimbo fa la sua vita: mangiare dormire fare la cacca; obbiettivo: crescere.
Il cucciolo nasce impreparato a cavarsela da solo e sfrutta le sue armi: piangere e sorridere.
Non sappiamo bene dire quanto sia l’innato sapere della creatura, sappiamo, per esperienza, che riescie ad emozionarci, affascinarci, intenerirci e farci sorridere con le sue faccine, le sue urla, i suoi fremiti.
Tremendo ranocchietto a cui non puoi far a meno di voler bene!!!
E in questo repertorio di trucchi si insinua l’intenzione che si apre passo verso nuovi limiti, con l’obiettivo preciso di superarli.

luglio 14, 2012

Martedi, 06 Dicembre 2005

Una nuova intenzione

una nuova intenzione si è manifestata nel mondo.
E’ nato Ivan Louis, nostro figlio.
La sua protesi pesa 3.6 kg ed è venuto fuori dalla sua mamma Cecilia con parto cesareo alle 20.55 del 6 Dicembre 2005.
E’ subito finito in braccio a suo papà Olivier che gli ha cantato una ninnannanna mentre lui lo guardava con occhioni densi di curiosità.
E’ nato fragile, gridando al cielo la sua voglia di trasformare il mondo, e si è messo subito a mangiare dalle tette della mamma dato che qualcuno ha cominciato a chiamarlo “gordito” (grassottello).
E’ nato sapendo di portare il nome dei padri dei suoi padri, e che in lui rinasce la gentilezza, la saggezza, l’allegria e la sfida di tutti coloro che lo hanno preceduto.
Siamo molto emozionati e riconoscenti per questo evento.
Condividiamo con tutti gli amici la gioia di questa nuova intenzione di pace, forza e allegria
Cecilia e Olivier

Ecco qua una foto del piccoletto al suo primo giorno di vita

E qui  la vignetta del suo omonimo Ivan Appelgren che celebra l’evento