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maggio 2, 2017

Le lingue africane dovrebbero diventare lingue ufficiali

Pubblicato su Pressenza il 04.02.2017

Quest’articolo è disponibile anche in: Francese

Le lingue africane dovrebbero diventare lingue ufficiali

Multilinguismo è l’uso di due o più lingue, sia da un individuo parlante o da una comunità di parlanti. Si ritiene che i parlanti multilingue superano parlanti monolingui nella popolazione africana. Più della metà di tutti gli africani sostengono di parlare almeno un’altra lingua oltre alla propria lingua madre per via della colonizzazione. Il multilinguismo sta diventando un fenomeno sociale governata dalle esigenze della globalizzazione e apertura culturale. Varie volte in Africa ho conosciuto persone sagge che mi parlavano delle “due teste” che gli africani hanno. Teste che spesso corrispondono alla lingua che si parla. Il colonialismo ha lasciato queste due teste, almeno due lingue. Ne parliamo con Anderline Amamgbo, militante per i diritti umani, collaboratrice di Pressenza e studiosa di storia africana.

 

È vera questa cosa delle due teste? Ci sono africani che si sentono così, con due teste?

Tutti gli africani, me compresa, si sentono due teste se così lo vogliamo chiamare. I parlanti multilingue hanno acquisito e mantenuto almeno una lingua durante l’infanzia, la cosiddetta prima lingua. La prima lingua (a volte indicato anche come la lingua madre) è acquisita, senza istruzione formale, grazie a meccanismi pesantemente contestati. I bambini che acquisiscono due lingue in questo modo sono chiamati bilingui simultanei. Anche nel caso dei bilingui simultanei, una lingua di solito domina l’altra. Io parlo perfettamente 3 lingue, però nella mia vita  l’italiano domina purtroppo la mia lingua madre, questo è dovuto al fatto che sono cresciuta in Italia e a casa mia i miei genitori mi parlavano sempre ed unicamente solo italiano, mentre i parenti mi parlavano in Inglese (lingua coloniale). Durante la mia adolescenza ho capito l’importanza di conoscere le mie origini e  la mia lingua madre, così iniziai ad imparare anche l’Igbo.

È evidente che qualunque lingua genera una mentalità; secondo te qual è l’influenza delle lingue africane nella mentalità della vostra gente?

Ci sono tanti tesori trasportati da lingue africane come la dignità della letteratura, la cultura e la filosofia e il rispetto degli altri.
Ci sono stati vari tentativi, in alcuni paesi africani, di riconoscere le lingue originarie come lingue nazionali: qual è la tua valutazione di questo processo?
Partiamo dal presupposto che le nostre lingue originarie sono la nostra identità. Per esempio in Africa quando nasce un bambino il primo nome da dargli deve essere nella lingua originaria perché facendo così i genitori danno già al bambino la sua origine ed identità. Nelle società multilingue l’uso di una lingua coloniale dominante minaccia la cultura e l’origine di un popolo. l’inglese ed il francese rimangono le lingua coloniali dominanti di affari e politica, ed è sempre più l’orientamento della lingua nelle scuole africane. Secondo me è molto importante che tutti i paesi in Africa riconoscano le loro lingue originarie come lingue nazionale anziché la lingua coloniale, però la vedo dura visto e considerato che i colonizzatori, durante il colonialismo, hanno “amalgamato” più di una nazione/tribù con diverse lingue originarie, diverse culture, diverse sistema di valori comuni e diverse religioni. La storia ci insegna che l’unione di diversi stati post-colonialismo non funzionerà mai, vedi il caso della Nigeria e il Biafra per esempio. C’è un detto africano che dice “non si può mischiare l’olio con l’acqua”. La fusione dei protettorati del Nord e Sud della Nigeria nel 1914, è stato un unione di convenienza avviato dagli interessi inglesi, cioè esplorare, dominare, soggiogare. Nel 1914 gli Inglesi hanno amalgamato tre nazioni ovvero il Biafra, Oduduwa e Arewa facendoli diventare la Nigeria che noi vediamo oggi. Hanno usato questo sistema in tutta l’Africa non solo in Nigeria. Ora come ti dicevo prima non si può unire e forzare tre nazioni completamente diverse e forzarli a vivere insieme come un unico Stato. Ci saranno sempre conflitti per via di marginalizzazione, diversità, discriminazione e sofferenze. Dopo 50 anni la popolazione del Biafra sta ancora chiedendo l’indipendenza dalla Nigeria perché non si trovano bene con questa unione forzata. Stessa cosa sta accadendo nel Camerun. Se una nazione ha un unica lingua madre questo crea l’indipendenza, l’uguaglianza, il rispetto, la democrazia e la pace.
Le lingue africane sono lingue orali, in generale; ha senso la loro trasformazione in lingue scritte? Ha senso scrivere documenti ufficiali nelle lingue africane?
È molto importante secondo me che le lingue africane vengano trasformati in lingue scritte perché popoli che permettono al colonialismo di annullare del tutto le loro origine imponendoli lingue diverse dal loro è una forma di oppressione. Questa pratica di imporre le lingue coloniali sui popoli colonizzati, anche vietando l’uso della lingua nativa, danneggia lo stato psicologico, fisico, culturale e il benessere dei popoli colonizzati. Ogni popolo africano ha il diritto di usare la propria lingua di origine sia orale che scritta. I governi africani dovrebbero promuovere le loro lingue madri e usarle come lingue ufficiali. Per esempio sarebbe una buona idea se i segnali stradali fossero bilingue. Sarebbe anche utile tradurre pubblicazioni governative dall’inglese e francese in varie lingue madri.
Recentemente hai scritto su questo conflitto in Camerun tra la minoranza anglofona e il governo francofono: non è assurdo che gli africani si disputino su due lingue dei loro antichi colonizzatori?
Nella regione meridionale del Camerun dove la maggioranza parla inglese, sono iniziate le proteste per chiedere la fine dell’uso della lingua francese nei tribunali e nel sistema scolastico. Le proteste sono iniziate nel mese di ottobre 2016, quando un gruppo di avvocati anglofoni sono scesi in piazza nella città di Bamenda, capitale della regione nord-occidentale, per protestare contro l’uso del francese nei tribunali e la mancanza di versioni in inglese di alcuni atti giuridici. Ora queste persone per carità fanno benissimo a protestare per chiedere la fine dell’uso della lingua francese nei tribunali e nel sistema scolastico se vengono marginalizzati o discriminati per via della lingua francese, però quello che sta succedendo nel Camerun non è solo un conflitto tra due popoli per via della lingua coloniale. Questo non è un problema che ha avuto inizio con la protesta degli avvocati nel mese di ottobre scorso, ma è iniziato nel 1961, quando i territori del Camerun del Sud furono annessi al moderno Camerun. Ambazonia è un termine usato per identificare il movimento che cerca il restauro del Camerun meridionale. La gente in Ambazonia  sono scesi in piazza chiedendo l’indipendenza senza pre-condizioni. Alcuni gruppi hanno chiesto un ritorno a un sistema di stato federale. Altri chiedono la separazione tra le province di nord-ovest e di sud-ovest e il ripristino dei cosiddetti “Camerun meridionali” o Ambazonia, che è stato un mandato britannico durante la colonizzazione.
La cartina dell’Africa presenta ancora troppe linee rette, tracciate da chi non sapeva nulla di popoli, lingue, etnie e tradizioni: cosa pensi che dovrebbero fare gli africani? È ancora possibile fare qualcosa per rispettare l’identità e i diritti di tutti?   
 
Sono dell’idea che la cartina dell’Africa dovrebbe ritornare come era prima della colonizzazione. È stato provato che amalgamare popoli africane con diverse culture, tradizioni, religioni, etnie e sistema di valori comuni non funziona, crea solo guerre, discriminazione, marginalizzazione e violazione dei diritti umani.
febbraio 9, 2015

I Nuba vogliono essere considerati delle persone umane

Pubblicato su Pressenza il 09.02.2015

I Nuba vogliono essere considerati delle persone umane
(Foto di Amani for Africa)

Abbiamo incontrato Padre Renato Kizito Sesana di passaggio a Roma. Kizito, giornalista e scrittore, è un missionario comboniano, il primo cattolico a mettere piede sui Monti Nuba parecchi anni fa. Gli abbiamo chiesto di raccontarci di un conflitto dimenticato, quello dei Nuba, e di metterlo nel contesto delle complesse vicende africane.

All’interno del territorio sudanese vive una popolazione straordinaria per la sua propensione all’accettazione della diversità. I Nuba, multietnici, multiculturali e multireligiosi, sono un popolo da lungo tempo tartassato e aggredito violentemente dal Sudan nel disinteresse e nella quasi indifferenza internazionale.

Riprese e montaggio di Dario Lo Scalzo