Posts tagged ‘diritti umani’

gennaio 5, 2018

Celebriamo i valorosi difensori dei Diritti Umani, senza se e senza ma

Pubblicato su Pressenza il 10.12.2017

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

Celebriamo i valorosi difensori dei Diritti Umani, senza se e senza ma

Oggi è la Giornata Internazionale dei Diritti Umani. Al di là del la retorica delle giornate internazionali il tema non potrebbe essere più attuale. Come ricordava Silo in  Umanizzare la Terra quasi 30  anni fa:

I Diritti Umani non hanno la vigenza universale che sarebbe desiderabile perché non dipendono dal potere universale dell’essere umano ma dal potere di una parte sul tutto; e se le più elementari rivendicazioni della libertà di disporre del proprio corpo sono calpestate in tutte le latitudini, possiamo solo parlare di aspirazioni che dovranno trasformarsi in diritti. I Diritti Umani non appartengono al passato, stanno nel futuro attraendo l’intenzionalità, alimentando una lotta che si ravviva ad ogni nuova violazione del destino dell’uomo. Pertanto, qualunque rivendicazione di tali diritti  è  sempre valida giacché  mostra che gli attuali poteri non sono onnipotenti e che non controllano il futuro.

E metteva, in altre occasioni,  anche in guardia sul banditismo semantico delle guerre umanitaria in nome dei diritti umani.

Parlando semplicemente di questo ultimo anno possiamo registrare le più diverse violazioni dei diritti umani. Alcune hanno avuto l’onore della cronaca, altre un pericoloso oblio. Esistono ancora pesi e misure diversi, per i media mainstream o per i governi, per valutare i diritti umani.

Vogliamo solo ricordare il caso emblematico di Milagro Sala: donna, indigena, oppositrice politica di un sistema mafioso e clientelare ma soprattutto benefattrice della sua gente nella sua azione costante di difesa dei Diritti Umani, della dignità. Colpita da quasi due anni di carcere preventivo ingiustificato per aver levato dalla speculazione la gestione delle case popolari di Jujuy, usando i soldi dei guadagni non per fini personali ma per costruire scuole, ospedali, centri disabili e, cosa insopportabile ai ricchi, piscine gratuite per i bambini poveri. Ancora dobbiamo protestare perché lei e i suoi valorosi compagni della Tupac Amaru sono in carcere. #LiberenAMilagro .

Come umanisti noi proclamiamo che non vediamo nessuna differenza tra chi viola i diritti umani, che siano governi o gruppi paramilitari; nessuna differenza tre diritti violati a una persona o a popoli interi; nessuna differenza geopolitica, di razza, genere o colore politico. Quando si violano diritti si violano i diritti, punto e basta. E la risposta a questa violazione non può essere un’altra violazione (vedi “guerra umanitaria”). Nemmeno il fatto che qualche violento si sia impossessato dei diritti umani e li usi per giustificare la sua violenza permette di abbassare la guardia sul tema.

Fa particolarmente schifo vedere i diritti umani barattati con interessi economici, o violati per evidente interesse politico. Chi legge abitualmente le pagine di Pressenza sa benissimo a chi stiamo pensando.

Esiste però una credenza di fondo che dobbiamo smascherare perché sì insinua nei pensieri di ognuno noi: Quella credenza come si che la natura umana sia di per sé corruttibile e incoerente e che ogni persona abbia un prezzo.

Questa visione pragmatica delle cose è molto radicata  nella vecchia mentalità che sta morendo e  che impedisce di vedere la genuina è disinteressata azione di difesa dei diritti umani, azione che non si ferma di fronte al tornaconto, che afferma la sua validità aldilà di qualunque apparente fallimento, che si nutre di un ideale più profondo, più insito nel cuore di ogni essere umano: l’orrore per la violenza, l’empatia per ogni essere umano, per il solo fatto di essere umano.

Celebriamo dunque oggi quei valorosi essere umani che non si arrendono all’apparente destino di un mondo senza senso, senza giustizia, senza rispetto dei diritti di tutti.

 

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marzo 1, 2016

Amnesty: il caso Regeni evidenzia la violazione dei Diritti Umani in Egitto

Pubblicato su Pressenza il 08.02.2016

Amnesty: il caso Regeni evidenzia la violazione dei Diritti Umani in Egitto

Il caso della tragica morte di Giulio Regeni  porta alla ribalta una delle tante storie “dimenticate” dai media tradizionali: la violazione dei diritti umani in molte aree del pianeta. Abbiamo chiesto a Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International, di darci più contesto e la loro opinione in merito.

Amnesty ha pubblicato di recente un rapporto sulla situazione dei Diritti Umani in Egitto. Ce ne puoi riassumere i dati più importanti?

L’uccisione di Giulio Regeni ha messo in evidenza una situazione di drammatica repressione e violazione dei diritti umani in Egitto, che avrebbe continuato a essere ignorata da parte delle istituzioni italiane se la vittima fosse stata egiziana. Da quando al Sisi è salito al potere, le organizzazioni per i diritti umani hanno registrato centinaia di casi di sparizioni e oltre 1700 condanne a morte (quasi tutte ancora non eseguite) e decine di migliaia di arresti, in larga parte nei confronti di sospetti militanti della Fratellanza musulmana, messa fuorilegge nel 2014. La tortura è praticata abitualmente nelle stazioni di polizia e nelle carceri, compresi i centri segreti di detenzione. La libertà d’espressione e manifestazione pacifica è pesantemente limitata e i difensori dei diritti umani e i giornalisti subiscono persecuzioni e processi irregolari. A questo Egitto di al-Sisi, tra l’altro, l’Italia ha mandato enormi quantità di armi.

Nello specifico caso Regeni che osservazioni avete fatto?
Abbiamo sottolineato l’incidenza della tortura e la coincidenza della sua sparizione il giorno del quinto anniversario della “rivoluzione del 25 gennaio” che diede il via alla fine del potere di Hosni Mubarak. Abbiamo chiesto un’indagine indipendente, imparziale, approfondita e tempestiva per chiarire le circostanze e i responsabili della morte di Giulio Regeni.

Come giudica Amnesty l’operato della autorità egiziane in questa vicenda? 

Privo di trasparenza. Si è provato a fare quello che si fa abitualmente in casi di violazione dei diritti umani che riguardano cittadini egiziani: versioni contraddittorie, cui temo potranno seguire indagini non coerenti con le caratteristiche sollecitate da Amnesty International.

E secondo Amnesty, qual è stato il comportamento delle autorità italiane?

Sono intervenute con decisione, chiedendo di sapere la verità. E’ fondamentale però che le autorità italiane al Cairo collaborino pienamente, anche rispetto al lavoro dei legali, e che non ci si accontenti di verità di comodo.

Quale ti sembra la situazione dei diritti civili e di espressione nella regione e, in generale, nel mondo? Stiamo avanzando nella direzione del rispetto dei diritti umani?

Nell’area la situazione dei diritti umani è deprimente. In queste settimane di anniversari delle cosiddette “primavere” del 2011, non c’è una situazione (salvo, parzialmente, quella tunisina) che abbia mostrato segni di progresso. In alcuni paesi, come Siria, Yemen e Libia, alle rivolte del 2011 è seguita una catastrofe umanitaria e dei diritti umani. Altrove, la repressione si è persino intensificata, ed è il caso dell’Arabia Saudita e del Bahrein.

Il prossimo Rapporto annuale di Amnesty International fornirà un’analisi approfondita della situazione dei diritti umani su scala mondiale.

giugno 3, 2015

Incontrare un vecchio amico

Karl al Parco di Attigliano

Karl al Parco di Attigliano

Ci sono dei momenti molto attesi, tanto attesi che finisci per pensare che non accadranno mai.

La foto qua sotto è un veloce ritratto della visita di Karl Guillen ad Attigliano.

Sulle prossime attività che svolgeemo insieme con Karl si pò leggere questo articolo.

Quello che volevo dire qui è che è particolarmente curioso incontrare una persona che conosci per lettera da 16 anni, una persona per i cui diritti hai lottato per anni, di cui hai presentato i libri nella sua forzata assenza.

E ti trovi a passare una giornata, quella di ieri, semplicemente con un vecchio amico. E puoi abbracciarlo e passeggiare con lui, presentargli amici, chiacchierare e fare quelle cose che tutti gli esseri umani dovrebbero poter fare sempre tra di loro, se non ci fossero, in questo mondo,  barriere di ogni tipo che lo impediscono.

Grazie Karl, per essere riuscito ostinatamente a restare umano e a scrivere poesie all’ombra di un albero; e a progettare un grande albero della vita che possa abbracciarci tutti.