Posts tagged ‘Essere Umano’

giugno 17, 2014

Nelle mani di Dio

Pubblicato su Pressenza il 9 giugno 2014

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foto da Osservatore Romano

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Ha avuto grande ripercussione mediatica l’invocazione per la pace che il Papa ha fatto nei giardini del Vaticano davanti ai Presidenti di Israele e della Palestina domenica scorsa.

Tanta ripercussione che quasi nessuno si è preoccupato troppo di citarla e, soprattutto, di leggerla integralmente e attentamente.

Chiariamo, non è mia intenzione sminuire le iniziative “pacifiste” del Papa attuale: chi prega per la Pace, qualunque fede professi ha la mia attenzione, il mio rispetto ed il mio sostegno; mi capita spesso, in una Sala di qualche Parco di Studi e Riflessione, o anche solo in una riunione fra gli amici, o a volte da solo, in contatto con il Cosmo, di pregare per la pace; io lo chiamolanciare una richiesta, ma è un modo di dire la stessa cosa della preghiera: concentrare la mente verso la realizzazione di qualcosa di veramente importante.

E’ diverso tempo che la Pace manca  da questo pianeta; e, nel mondo globalizzato, gli stessi pacifisti fanno terribili dispute su quante guerre siano attualmente in corso.

Al tempo stesso la stessa percezione unitaria che ci hanno regalato gli astronauti, il “rotondo albergo blu, velato dalle nubi” dovrebbe spingerci “naturalmente” verso la pace.

Ma torniamo all’invocazione:

Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino. Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen.

Cosa dice Bergoglio? Che gli Esseri Umani non sono capaci di risolvere i loro conflitti e che bisogna sperare che li risolva Dio, padre di noi tutti (aggiunge). E che la pace resti un tema delle religioni monoteiste principali.

Ci aspettavamo almeno che da qualche parte ricordasse e chiedesse perdono per le volte che il maligno (sì, amici miei, parla anche del maligno) si è infiltrato nelle file dei suoi, quando i preti hanno benedetto, e continuano a benedire, i cannoni. Quando la chiesa ha armato crociate per uccidere, a volte in modo particolarmente crudele, coloro che non professavano la loro religione. Quando la chiesa ha taciuto, quando ha incoronato Re bellicosi.

Non oso pensare al fatto che gli potesse venire in mente di denunciare i veri colpevoli di tutte le guerre ed in particolare di quella che si svolge in Terrasanta: i guerrafondai che guadagnano sulla vendita delle armi, coloro che fomentano e finanziano il fanatismo di ogni parte, i militaristi che esaltano i principi della guerra e della sopraffazione. Coloro che credono e praticano la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

La Pace è una diretta conseguenza delle azioni umane e delle intenzioni che guidano tali azioni; e se uno Spirito Superiore, immaginato da Esseri Umani, può servire a qualcosa è solo ad illuminare e comprendere quelle intenzioni umane: intenzioni rapaci o solidali, misericordiose o spietate, violente o nonviolente. Non possiamo sperare di lasciarci nelle mani di Dio dimenticandoci dell’Essere Umano e non dobbiamo perpetuare questo errore che ha tanto nuociuto a tutta l’Umanità.

Caro Francesco, bene tentare una via per la pace ma, come dice un Maestro di un’altra religione che non ti è venuto nemmeno in mente di chiamare Thich Nath Hanh “non c’è via per la pace, la pace è la Via”. Per cui apprezzeremo di più le sfilate mediatiche quando esse saranno accompagnate da sforzi sinceri e quotidiani di riconciliazione, di riparazione, di denuncia, di testimonianza.

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ottobre 13, 2013

Immigrazione, clandestinità: di cosa stiamo parlando?

Pubblicato su Pressenza il 10 ottobre 2013
essere_umano

Ieri avevamo esultato quando, in commissione giustizia al Senato, i senatori del M5S avevano proposto l’abolizione del reato di clandestinità, passato poi con i voti di SEL e PD.

Oggi leggiamo sul blog di Grillo critiche di Grillo e Casaleggio sul metodo (e queste sono questioni interne al movimento su cui non c’è molto da dire) e questa precisazione sul “merito” che potete leggere qua sotto:

“Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice “La clandestinità non è più un reato“.”

Certo che la clandestinità non è più un reato. Io direi di più: facciamo che la clandestinità non è più una condizione umana?

Cioè chiariamo un attimo i termini della questione: in questo momento Grillo, Casaleggio, il sottoscritto e una quantità importante di persone possono andare in un sacco di posti comprando un titolo di trasporto per quei posti; in taluni casi debbono portare con sé un passaporto che possono ottenere pagando una modica cifra alle autorità competenti; esiste invece una parte importante (maggioritaria, sospetto, ma non ho i dati sottomano) del genere umano che non può fare questo in assoluto o che, per farlo, deve sottoporsi a procedure, burocrazie, angherie, dichiarazioni, carte da bollo, file di giorni interi, a seconda del caso. Alcune di queste persone poi non hanno garantito da nessun governo le forme minime per farlo e magari vivono in posti dove guerre, carestie e condizioni economiche avverse quasi gli impongono di lasciare la loro terra e di andare da qualche altra parte.

Qual è la differenza tra me e uno di questi disperati? Sono stato più bravo io a nascere in Europa?

Sono un essere umano di altra categoria? Perché il diritto alla libera circolazione non è garantito a tutti?

Perché di questo stiamo parlando, caro Beppe, caro Umberto, cari PdL vari.

E se l’italiano medio, grazie ai suoi governi e alla diseducazione che hanno seminato, non ha una cultura sufficiente per comprendere questa semplice questione e per ricordarsi di quando erano gli italiani nella condizione dei clandestini, questa non è una buona scusa per non appoggiare il tema della libertà e dell’uguaglianza davanti alla Legge di tutti gli Esseri Umani, non importa la loro provenienza, la loro etnia, il loro sesso, il loro reddito, le loro preferenze sessuali.

Sarebbe invece il caso di usare blogs come quello di Beppe Grillo (uno dei più letti al mondo) per fare una campagna di sensibilizzazione sull’uguaglianza di diritti e di opportunità di tutti gli esseri umani su questo pianeta.

Poi la politica dovrebbe studiare i provvedimenti specifici che facilitino lo spostamento delle persone come libera scelta; al tempo stesso eliminare il più velocemente possibile tutti gli elementi di violenza (fisica, morale, economica, sindacale, sessuale ecc.) che costringono le persone a allontanarsi dalle proprie case, lavorare affinché in tutto il mondo ci siano le stesse condizioni salariali e sindacali e la stessa qualità della vita. Questi sono i problemi veri delle persone: la paura del diverso è un problema inesistente e costruito ad arte per dividere i popoli.

Gli italiani hanno una lunga tradizione di accoglienza delle genti più diverse e possono e debbono essere l’avanguardia dell’Umanità in questo aspetto per cui inutile dire che “ci sono nazioni più civili che prevedono questo reato”.

Ma c’è un altro pezzo del post di oggi di Beppe Grillo che ci preoccupa assai:

“Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, … il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico.”

In effetti il ragionamento non fa una grinza: il Partito Umanista, che da 30 anni difende i sacrosanti diritti di tutti gli esseri umani, inclusi immigrati, ottiene le suddette percentuali. Questo significa, secondo Grillo e secondo tutti i pragmatici del mondo, che non è necessario proporre ciò che si ritiene giusto ma ciò che ci permette di prendere voti; e, cifre alla mano, qualunque politico sa che l’Europa è piena di partiti che campano grazie alle loro posizioni xenofobe.

Ma questa posizione mostra solo  l’incoerenza, il pragmatismo e l’opportunismo in cui versa la politica e la società.

Ed è questa incoerenza che genera sempre maggior violenza e risposte sempre più pericolose nella società; risposte che sempre più portano alla guerra di tutti contro tutti in cui ci troviamo nella vita di tutti i giorni.

Per quanto vogliamo andare avanti? Forse fin quando anche a noi si darà lo status di clandestini?