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marzo 25, 2013

Di cosa vale la pena parlare

Scritto su Pressenza  il 06 marzo 2013

corpi pace

Corpi Civili di Pace

Ho il piacere di fare il “giornalista dilettante” da circa 40 anni. Qui a Pressenza siamo tutti volontari, non ci paga nessuno, nemmeno il Movimento Umanista a cui molti di noi appartengono (peraltro forse il movimento più povero del mondo). Peggio, una volta all’anno facciamo una colletta tra di noi per pagarci il server e le piccole spese di un’agenzia on-line.
Dico questo perché questa condizione mi mette in una particolare situazione: poter dire quel che mi pare senza altro legame che quello con la mia coscienza.

In questi giorni, quaggiù in Italia, stiamo assistendo a un interessante fenomeno: la caccia giornalistica al grillino.

Oltre a fare il giornalista per diletto, ho fatto anche varie volte l’ufficio stampa, sempre per diletto, di qualche candidato o di qualche manifestazione umanista. Ricordo alcune cose risibili: quando gli umanisti riunirono al Palasport di Firenze 5.000 persone provenienti da ogni angolo della terra per il Primo Congresso dell’Internazionale Umanista, uscì solo  un articolo di 6 centimetri quadrati; sul medesimo giornale ci fu, il giorno prima, un’intera pagina dedicata al concerto tenuto sempre a Firenze da una cantante per bambini . Quando l’équipe base della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è passata insieme a migliaia di persone per le vie di Firenze non c’era nemmeno una telecamera del telegiornale regionale.

Quando i signori giornalisti ritengono che tu non sia una notizia tu non sei una notizia.

Questo procedimento non ha colore: non fai parte della banda “Potere & Soldi” quindi non sei una notizia. Umanisti, grillini, Cavalieri del Nulla.
Nello specifico quest’anatema ha colpito anche i grillini i quali, sfortunatamente per i nostri amici giornalisti, hanno preso più voti di quelli che “dovevano prendere” e quindi sono diventati, gioco forza, una notizia ineludibile.
Quando non si può ignorare qualcuno c’è la seconda soluzione: degradare. Così stiamo assistendo alla vivisezione dei blog di Beppe Grillo e soci alla ricerca di qualcosa di non politicamente corretto e alla spasmodica ricerca di onesti commentatori di ogni parte che commentino qualunque cosa per mettere in cattiva luce il grillino di turno. Che peraltro spesso incappa in dichiarazioni discutibili.
Ovviamente nella speranza che, prima o poi, i poveretti tornino o a fare quello che fanno gli altri (gravissimo provare a fare qualcosa di diverso) o perdano, grazie alla campagna di denigrazione, un po’ di consensi.

Questo modo di fare rattrista molto chi, come me, crede nel giornalismo e nella sua possibilità di raccontare la realtà da un punto di vista. Noi facciamo giornalismo umanista. Il nostro valore e la nostra preoccupazione centrale sono l’essere umano, concreto, sofferente.
Oggi, per esempio, dal nostro particolare punto di vista, la notizia più importante e quella della partenza dal nostro mondo del Presidente Hugo Chavez, che tanto ha fatto affinché i suoi concittadini (e non solo loro) potessero vivere in condizioni sociali, economiche, sanitarie migliori. Quel Chavez che alcuni giornalisti si ostinano a descrivere come un dittatore, quando ha vinto numerose elezioni e referendum che le istituzioni internazionali hanno certificato come perfettamente democratici, ha resistito a un colpo di stato, non ha mai represso né messo in galera alcun oppositore. Aspettiamo che i nostri amici sudamericani ci mandino articoli più circostanziati per spiegarlo ed onorarlo di fronte al pubblico europeo, orfano di una sezione esteri decente sui principali media europei.

Nei giorni scorsi, invece, ci aspettavamo che ci si occupasse della conferenza di Oslo sul nucleare, notizia coperta solo da noi e da PeaceLink (fa fede Google News, controllate). Ma come spiegato prima, mancavano alcuni dei protagonisti dell’escalation nucleare, quelli importanti. E se, per volontà o per caso, qualcuno lancia la bomba…
Il nostro giornalismo è un giornalismo di informazione e formazione e cerca di cogliere ciò che viene occultato: i tremendi problemi legati alla proliferazione degli armamenti, la povertà in aumento nel mondo, la truffa neoliberista che cerca di accalappiare paesi poveri e ricchi sotto il giogo della speculazione finanziaria, la terribile discriminazione che subiscono le persone per essere nate in un certo posto, con un certo colore di pelle, un certo sesso, una certa religione. Al tempo stesso cerchiamo di dare peso a tutti coloro che si sforzano di cambiare questo mondo verso valori che promuoviamo: la nonviolenza, la convergenza delle diversità, le nuove soluzioni economiche, ecologiche, educative, il progresso tecnologico a favore della salute di tutti ed un lungo eccetera.
In questo senso la nostra direttrice, Pia Figueroa, ha mandato delle domande a Beppe Grillo e al suo movimento; domande non cretine, ma sui temi che ci interessano: il disarmo, la nonviolenza, cosa pensa dell’essere umano, della discriminazione, ecc… Gliele ha mandate dal suo blog, riempiendo il form come qualunque altro cittadino, senza cercare scorciatoie ed amici compiacenti.
Ci auguriamo che ci risponda. Nel frattempo ci sforziamo di parlare di quello che sentiamo coerente e necessario parlare: si accettano suggerimenti.

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gennaio 13, 2013

L’interesse della collettività. Ornella, volontaria della politica

Pubblicato su Pressenza il 4 gennaio 2013ornella-de-zordo-perunaltracittà

Per Un Altra Citta | Pressenza

Ornella De Zordo è alla sua seconda esperienza come consigliere comunale dell’altra città, non solo come nome di un’aggregazione politica ma nel senso più letterale del termine: tramite Ornella arrivano in Consiglio Comunale le istanze di un’altra Firenze, radicata nei quartieri, perennemente attiva nei beni comuni, nel far emergere quella Firenze che non è bottegai e turismo di vetrina ma persone in carne ed ossa, con problemi e speranze.

Ornella, ho fatto una buona descrizione della tua politica?

Sì, mi riconosco nel tuo ritratto, aggiungerei che, oltre a lavorare dentro il palazzo portando le istanze che non avrebbero ascolto in altro modo, il gruppo perUnaltracittà collabora sul territorio con le realtà in lotta per la difesa dei diritti della persona e dell’ambiente. Siamo direttamente coinvolti con il movimento NoTav fiorentino che si batte per un’alternativa di superficie al dannoso e costosissimo tunnel sotto Firenze, con il Movimento di lotta per la casa e la sua difesa dei più deboli, e sosteniamo molte vertenze nel mondo del lavoro: da quella dell’Ataf, al Maggio musicale, ai dipendenti comunali e della sanità e molte altre. Partecipiamo attivamente al Movimento per l’acqua pubblica e a quello contro l’incenerimento dei rifiuti e abbiamo un occhio particolare per presenti e futuri scempi urbanistici tentando di arginarli…
“Di faccia alla gente e con le spalle al palazzo” diceva Laura Rodriguez, deputata umanista: ti riconosci in questa visione della politica?
E’ un’imagine molto bella, che rende bene la posizione di chi fa politica non per interesse personale ma nell’interesse della collettività. Noi siamo tutti volontari della politica e cerchiamo di dare un contributo, poco o tanto che sia, per migliorare la situazione complessiva in cui ci troviamo. Il palazzo in questo senso non è solo la sede comunale fiorentina ma il palazzo del potere, a cui abbiamo deciso di dare le spalle perché crediamo in un modo alternativo di fare politica.
E come sta andando questa politica, quali sono i risultati?

E’ difficile misurarli sul piano concreto, anche se qualche battaglia l’abbiamo vinta; più che altro mi sembra di poter dire che la nostra azione serve a diffondere informazioni che tendono a restare tra pochi addetti ai lavori e che invece la comunità intera deve conoscere, a sostenere lotte diffuse sul territorio che necessitano di sostegno e a diffondere il seme di una cultura politica che si richiama alla partecipazione attiva delle persone e a valori antiliberisti. Questi due aspetti, di metodo e di merito, devono andare insieme perché le cose possano davvero cambiare in meglio.

Recentemente, insieme a Democrazia Km Zero avete pubblicato un libro, fatto quantomeno insolito per una formazione politica, ce ne parli?

L’ultima- ma non la prima-  pubblicazione di perUnaltracittà, in collaborazione con Democrazia KmZero, si chiama Europa tossica. Crisi del capitalismo, crisi del debito, crisi della politica. Nasce da un ciclo di incontri dallo stesso nome che abbiamo organizzato nel 2012 invitando economisti,intellettuali, giornalisti attivisti, persone indipendenti a cui abbiamo chiesto se è mai possibile che la terapia per una crisi nata dalle basi stesse del sistema liberista possa nascere dall’interno di quel sistema stesso. Insomma se la malattia può anche essere la cura. Un nostro giovane attivista, Gianni del Panta, ha ripreso e sintetizzato le tante risposte emerse nel corso di questi incontri, frequentati da molte persone che hanno avuto voglia di confontare opinioni, acquisire strumenti, sciogliere dubbi. E così è nato il libro, del tutto autofinanziato con un paio di ottime cene di perUnaltracittà e dalla vendita delle copie.
Grande è la confusione sotto al cielo: come vedi le tendenze della politica nazionale?
Come lista di cittadinanza cittadina la nostra azione, fuori e dentro il palazzo, è puntuale e concreta, finalizzata a sostenere vertenze già esistenti e a stimolare quelle emergenti nel nostro territorio sul fronte dei diritti, dei servizi, dell’uso e abuso del territorio. Ma l’orizzonte entro cui ci muoviamo nell’articolare le nostre proposte alternative alle scelte di un governo locale è ben più ampio e si riferisce al vasto e vitale fronte che oggi non solo in Italia si contrappone alle politiche liberiste.
E’ un fronte sociale esteso ma non organizzato, ricco di analisi politica ma a cui manca un riferimento di rappresentanza politica. Per questo abbiamo guardato con attenzione alla nascita del cosiddetto “quarto polo” che nelle ultime settimane ha indicato Ingroia come candidato alle politiche. E dispiace constatare come questo processo stia producendo un risultato – la “lista Ingroia”- che non sembra confermare i presupposti di partenza: essere nettamente antiliberista e praticare una nuova modalità di fare politica.
Non troviamo infatti nell’agenda di Ingroia – che non a caso ha fatto incaute quanto inutili aperture al Pd – né una netta critica strutturale ai vincoli europei di matrice liberista, con conseguente lotta alla disoccupazione e allo sfuttamento del lavoro e dell’ambiente, né quel rinnovamento autentico delle pratiche politiche che, solo, può riavvicinare i tanti delusi a una partecipazione attiva al voto. Non basta che ci siano persone oneste e non basta la lotta alla corruzione (punti comunque imprescindibili): ci vuole un’alternativa all’economia di mercato che ci ha condotto alla crisi in cui siamo, ci vuole un’altra idea di Europa e il rifiuto di norme che ci hanno imposto il fiscal compact e il pareggio costituzionale di bilancio.
Infine, non ci piacciono partiti personali né liste in cui si ricicla un ceto politico responsabile di molti danni alla sinistra italiana. Peccato. Ma le cose vanno viste per quello che sono, e la lucida consapevolezza, anche se spiacevole, è sempre meglio di illusioni a cui aggrapparsi per non accettare una realtà che non vorremmo. Solo da lì pensiamo che possa partire un’azione efficace alternativa al liberismo, al governo Monti e a chi lo ha sorretto. Noi, insieme a tante altre realtà di movimento, ci siamo.
Ornella De Zordo è anche uno stile umano molto particolare: battagliero, femminile, intelligente, disponibile: pensi di poter essere un buon modello per una nuova politica?

Come persona non mi vedo affatto come un ‘modello’…credo che ciascuna persona debba rispondere nel comportamento esterno a quel che ha dentro e che ciascuno debba perciò seguire la propria individualità. Se però parliamo di un modo di  intendere e praticare la politica, allora mi viene da dire che quello che io incarno è niente altro che la modalità che il gruppo di attiviste e attivisti di perUnaltracittà persegue. Sono loro che mi hanno scelto, e io tento di essere all’altezza delle loro aspettative. Spero di riuscirci!