Posts tagged ‘Internazionale Umanista’

marzo 1, 2014

Oscurantisti e umanisti: una coincidenza significativa

Continuo la ripubblicazione di articoli usciti su Firgidaire nel 1993. In questo caso si tratta della strana coincidenza che mi ha consentito di essere parziale testimone di un evento storico: l’occupazione del parlamento russo poco dopo la fine dell’Unione Sovietica.

Mentre tutto il mondo poteva assistere allo show in diretta dello scontro Eltsin-Kasbulatov, qualche centinaio di umanisti si davano appuntamento alla II Internazionale Umanista e al I Forum Umanista mondiale. Ecco il “diario di bordo” di un membro della delegazione umanista italiana.

Mosca, 3 Ottobre 1993

Siamo arrivati all’areoporto Sheremetievo e già ci assaltano le voci più disparate: “Ruskoj ha preso in ostaggio Eltsin mentre andava a parlamentare!”, questa è stata la più bella ! C’è un clima irreale nella tradizionale lentezza russa: i poliziotti sono gli stessi di vent’anni fa, quando c’era Breznev e Gorby faceva la gavetta nel PCUS, precisi e burocratici come se niente fosse cambiato; per fortuna ci vengono a prendere, l’autista non ha notizie ma ci dice che passeremo per una zona tranquilla… Vari giri e finalmente siamo nei nostri alloggi dell’Accademia dell’Amministrazione dove si svolgeranno i due congressi; del casino cosa abbiamo visto ? bah, una colonna di autoblindo nemmeno tanto lunga che andava verso il centro. All’accademia c’è la TV accesa: la TV d Mosca non funziona ma si vede la TV di Leningrado (pardon, San Pietroburgo) che ritrasmette…. la CNN!! Potenza delle telecomunicazioni, per sapere che succede a 10 km da noi abbiamo un collegamento via satellite !!

4 Ottobre 1993

Mattina, il bel tempo illumina i palazzi imponenti ma sobri, quasi senza tempo dell’Accademia: qui il potere sovietico formava i quadri dello Stato; mica scemi i comunisti:alberghetto di 26 piani, camere individuali, confort, TV e bagno privato in camera, l’ideale per studiare senza essere distratti; chi ci studia ora? un po’ di studenti occidentali (a pagamento) e i quadri dirigenti del potere russo. La situazione del casino: hanno sgombrato il parlamento e arrestato Ruskoj e Kasbulatov, la situazione è “sotto controllo”, gli aggirnamenti ci arrivano di ora in ora, più per contatti personali che per notizie ufficiali. Pomeriggio: arriva Mario Rodriguez (nome di battaglia e pseudonimo letterario: Silo), fondatore e orientatore del Movimento Umanista a cui chiediamo come vede la situazione, che fare con il Congresso: risposta “una coincidenza significativa che tanti nonviolenti si riuniscano mentre ci sono in corso azioni così violente”; detto questo liquida la situazione e invita tutti al lavoro. Per cominciare le delegazioni (una trentina in provenienza dai 5 continenti) interscambiano le situazioni dei vari paesi: colpisce la mondializzazione dei problemi, ovunque i temi sono: aumento della disoccupazione e del livello di povertà, tagli a salute, educazione e servizi sociali; quello che cambia sembra essere la fase in cui sta un paese all’interno di un processo comune in cui stanno tutti… così puoi vedere come andrà a finire il film di casa tua guardando un paese del sudamerica… mica una stronzata la storia del villaggio globale !!!

4-5 Ottobre

Congresso dell’internazionale Umanista. Meraviglioso farsi un secondo congresso quando ti sei fatto il mazzo a organizzare il primo (Firenze 1989) !! Sergei Semionov (politologo della perestroika amico di Gorby e membro del Club Umanista di Mosca) su nostra richiesta fa un quadro della situazione attuale sottolineando la guerra tra bande attualmente in corso e analizzando la serie di golpe che hanno portato fin qui: la destituzione di Gorbaciov, il golpe contro il parlamento sono gli atti più significativi di una politica pragmatica dove ognuno fa quello che è più conveniente per lui; oltretutto ci da una notizia che non ritroveremo in nessuna cronaca ufficiale: i deputati avevano riempito il parlamento non solo di armi ma anche di mercenari ex-afgani già utilizzati a fianco dei cetnici serbi in azioni di “pulizia etnica” in Jugoslavia che hanno compiuto l’attacco alla televisione con l’obiettivo di scatenare la guerra civile; che begli alleati per i democratici parlamentari !!! La cosa più significativa, dice Semionov, è stato l’atteggiamento della gente, stufa di guerre tra bande che si preoccupano del loro interesse personale e non dei problemi, sempre più gravi, delle condizioni di vita; così una sorta di resistenza passiva ha avuto ragione di chi voleva scatenare la guerra civile a tutti i costi e si è fatta avanti l’idea che la soluzione dei problemi non passa nè per lo specchietto per allodole capitalista nè per il ritorno allo statalismo sovietico; OK, siamo d’accordo.

6-9 Ottobre 1993

Primo Forum Mondiale Umanista. “Per il Foro Umanista è del maggiore interesse tenere in considerazione le diverse posizioni e comprendere che in questa civilizzazione planetaria che comincia a formarsi, la differenza di posizioni, valori e stili di vita prevarrà in futuro nonostante le correnti uniformanti. In questo senso aspiriamo ad una nazione umana universale, possibile unicamente se esiste la diversità. Sarà importante comprendere che tutte le culture danno il loro contributo alla grande costruzione umana, ma si devono fissare condizioni minime. La prima è che non si può concedere la partecipazione a quelle correnti che promuovono la discrimina- zione o l’intolleranza; la seconda È che non si può dare spazio a quelle correnti che promuovono la violenza come metodologia d’azione per imporre le loro concezioni o i loro ideali, per quanto alti questi siano. Date queste condizioni minime non vediamo perché ce ne dovrebbero essere altre” Così Silo (che tutti chiamano scherzosamente “Dottor Rodriguez” perchè si è appena beccato la laurea honoris causa dell’Accademia delle Scienze di Russia) apre i lavori del Forum di fronte a un migliaia di persone e con a fianco i personaggi più vari, quasi a sottolineare quello che dice, da una mistica buddista novantenne (“l’essere umano è luce e amore”) a un prete ortodosso che cerca, come al solito, di spacciare il cristianesimo come umanista, fino a Ivan Frolov (fondatore dell’Istituto dell’Uomo, consigliere ideologico di Gorbaciov) che fa una bella analisi dell’oscurantismo crescente e invita all’unione di tutti gli umanisti del mondo. Fuori tema e applaudito tiepidamente, giusto per buona educazione, il direttore dell’Accademia che fa un discorso totalmente governativo. Per fortuna l’atmosfera ufficiale e formale dura solo una mattinata e il resto del tempo è un susseguirsi di riunioni di lavoro dove si interscambiano decine di progetti presentati nei campi più disparati, dalle organizzazioni sociali di base ai mass-media, dalla scienza alla salute, dall’ecologia all’educazione, riunendosi in gruppi e sottogruppi di lavoro, elaborando progetti a futuro, immaginando forme di connessione via computer, fax, basi dati ecc., coordinamenti e Forum regionali tematici in un pullulare di iniziative, incontri informali e riunioni che si protraggono oltre gli orari stabiliti e finiscono in bivacchi notturni ai piani dell’albergo dell’Accademia (il serioso commento di un ospite dell’albergo indispettito dalla confusione :”speriamo che si sbrighino a cambiare il mondo…”). Alla fine si da il via a numerosi progetti tra cui: l’istituzione a Mosca del Centro di Studi Umanisti, la costituzione di tre basi dati di interscambio di documenti e informazioni in Argentina, Stati Uniti, Italia, un coordinamento europeo sul problema dei profughi della ex-Jugoslavia a cui invitare tutte le realtà sociali che lavorano su questo tema, Forum continentali sui temi di sanità ed educazione, un progetto di agenzia stampa mondiale “delle buone notizie”, gruppi di studi vari su lavoro, ecologia, organizzazioni sociali di base, e così via. La conclusione, dopo sei giorni di isolamento dal mondo e una visita al parlamento sbruciacchiato, è un incontro sociale dove i russi tirano fuori il loro lato allegro e caciarone con canti e balli oscillanti tra la balalaika e il rock’n roll, e gli arrivederci alle Giornate Umaniste del gennaio 1994 a Città del Messico.

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marzo 25, 2013

Di cosa vale la pena parlare

Scritto su Pressenza  il 06 marzo 2013

corpi pace

Corpi Civili di Pace

Ho il piacere di fare il “giornalista dilettante” da circa 40 anni. Qui a Pressenza siamo tutti volontari, non ci paga nessuno, nemmeno il Movimento Umanista a cui molti di noi appartengono (peraltro forse il movimento più povero del mondo). Peggio, una volta all’anno facciamo una colletta tra di noi per pagarci il server e le piccole spese di un’agenzia on-line.
Dico questo perché questa condizione mi mette in una particolare situazione: poter dire quel che mi pare senza altro legame che quello con la mia coscienza.

In questi giorni, quaggiù in Italia, stiamo assistendo a un interessante fenomeno: la caccia giornalistica al grillino.

Oltre a fare il giornalista per diletto, ho fatto anche varie volte l’ufficio stampa, sempre per diletto, di qualche candidato o di qualche manifestazione umanista. Ricordo alcune cose risibili: quando gli umanisti riunirono al Palasport di Firenze 5.000 persone provenienti da ogni angolo della terra per il Primo Congresso dell’Internazionale Umanista, uscì solo  un articolo di 6 centimetri quadrati; sul medesimo giornale ci fu, il giorno prima, un’intera pagina dedicata al concerto tenuto sempre a Firenze da una cantante per bambini . Quando l’équipe base della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è passata insieme a migliaia di persone per le vie di Firenze non c’era nemmeno una telecamera del telegiornale regionale.

Quando i signori giornalisti ritengono che tu non sia una notizia tu non sei una notizia.

Questo procedimento non ha colore: non fai parte della banda “Potere & Soldi” quindi non sei una notizia. Umanisti, grillini, Cavalieri del Nulla.
Nello specifico quest’anatema ha colpito anche i grillini i quali, sfortunatamente per i nostri amici giornalisti, hanno preso più voti di quelli che “dovevano prendere” e quindi sono diventati, gioco forza, una notizia ineludibile.
Quando non si può ignorare qualcuno c’è la seconda soluzione: degradare. Così stiamo assistendo alla vivisezione dei blog di Beppe Grillo e soci alla ricerca di qualcosa di non politicamente corretto e alla spasmodica ricerca di onesti commentatori di ogni parte che commentino qualunque cosa per mettere in cattiva luce il grillino di turno. Che peraltro spesso incappa in dichiarazioni discutibili.
Ovviamente nella speranza che, prima o poi, i poveretti tornino o a fare quello che fanno gli altri (gravissimo provare a fare qualcosa di diverso) o perdano, grazie alla campagna di denigrazione, un po’ di consensi.

Questo modo di fare rattrista molto chi, come me, crede nel giornalismo e nella sua possibilità di raccontare la realtà da un punto di vista. Noi facciamo giornalismo umanista. Il nostro valore e la nostra preoccupazione centrale sono l’essere umano, concreto, sofferente.
Oggi, per esempio, dal nostro particolare punto di vista, la notizia più importante e quella della partenza dal nostro mondo del Presidente Hugo Chavez, che tanto ha fatto affinché i suoi concittadini (e non solo loro) potessero vivere in condizioni sociali, economiche, sanitarie migliori. Quel Chavez che alcuni giornalisti si ostinano a descrivere come un dittatore, quando ha vinto numerose elezioni e referendum che le istituzioni internazionali hanno certificato come perfettamente democratici, ha resistito a un colpo di stato, non ha mai represso né messo in galera alcun oppositore. Aspettiamo che i nostri amici sudamericani ci mandino articoli più circostanziati per spiegarlo ed onorarlo di fronte al pubblico europeo, orfano di una sezione esteri decente sui principali media europei.

Nei giorni scorsi, invece, ci aspettavamo che ci si occupasse della conferenza di Oslo sul nucleare, notizia coperta solo da noi e da PeaceLink (fa fede Google News, controllate). Ma come spiegato prima, mancavano alcuni dei protagonisti dell’escalation nucleare, quelli importanti. E se, per volontà o per caso, qualcuno lancia la bomba…
Il nostro giornalismo è un giornalismo di informazione e formazione e cerca di cogliere ciò che viene occultato: i tremendi problemi legati alla proliferazione degli armamenti, la povertà in aumento nel mondo, la truffa neoliberista che cerca di accalappiare paesi poveri e ricchi sotto il giogo della speculazione finanziaria, la terribile discriminazione che subiscono le persone per essere nate in un certo posto, con un certo colore di pelle, un certo sesso, una certa religione. Al tempo stesso cerchiamo di dare peso a tutti coloro che si sforzano di cambiare questo mondo verso valori che promuoviamo: la nonviolenza, la convergenza delle diversità, le nuove soluzioni economiche, ecologiche, educative, il progresso tecnologico a favore della salute di tutti ed un lungo eccetera.
In questo senso la nostra direttrice, Pia Figueroa, ha mandato delle domande a Beppe Grillo e al suo movimento; domande non cretine, ma sui temi che ci interessano: il disarmo, la nonviolenza, cosa pensa dell’essere umano, della discriminazione, ecc… Gliele ha mandate dal suo blog, riempiendo il form come qualunque altro cittadino, senza cercare scorciatoie ed amici compiacenti.
Ci auguriamo che ci risponda. Nel frattempo ci sforziamo di parlare di quello che sentiamo coerente e necessario parlare: si accettano suggerimenti.