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maggio 9, 2015

Girotto: sostenibilità, non ci sono altre strade

Pubbicato su Pressenza il 3.05.2015

Girotto: sostenibilità, non ci sono altre strade
Manifestazione del Movimento 5 Stelle (Foto di M5Stelle)

Gianni Girotto, ancor prima di essere senatore del M5S e membro della Commissione Industria e Energia, è da tempo persona impegnata in battaglie sui problemi energetici ed ecologici.

Gianni, alcuni giorni fa tu hai nuovamente denunciato la decisione dell’Italia di recedere dalla Carta internazionale dell’Energia: puoi spiegare cosa è successo e perché?

Con un comma nella legge di stabilità l’Italia recede da un trattato europeo importante sull’energia, punto di riferimento per molti operatori delle rinnovabili che hanno fatto appello contro le decisione di revisioni retroattive degli incentivi in Italia e Spagna. Questo è un doppio errore, da un lato recediamo da impegni presi, dall’altro L’uscita non riduce le garanzie e le tutele per chi le aveva precedentemente già acquisite, quindi non porterà nessun risparmio,  che era il motivo principale dell’uscita. Inoltre da ora in poi non ci si potrà più appellare per nuovi casi.

A livello europeo ed internazionale si notano tendenze a ricorrere di più alle energie rinnovabili, anche da parte di enti e aziende una volta insensibili a questi temi; il recente convegno in Vaticano ne è un esempio; cosa succede in Italia?

L’Italia governata da Renzi va nella direzione opposta ai temi della sostenibilità. I provvedimenti fino ad ora adottati dal Governo hanno favorito il settore delle fonti fossili e dell’inquinamento ambientale ed ostacolato gli interventi di efficientamento energetico e per la produzione di energia da fonte rinnovabili. Lei ha citato un evento importante che si è tenuto in questi giorni a Roma tra Papa Francesco  e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. E’ gravissimo e significativo che i media italiani non abbiano dato alcun risalto ai temi discussi sul cambiamento climatico, tra l’altro anche alla presenza del Presidente Mattarella, in attesa della prossima enciclica papale che riguarderà questi temi. Probabilmente per la stampa di regime questi argomenti è meglio non farli conoscere, altrimenti qualche azienda potrebbe perdere utili!

C’è chi dice che abbiamo passato il punto di non ritorno. A tuo avviso quali sono i margini di manovra, a livello economico e politico, affinché non si vada verso la catastrofe ambientale?

Non bisogna mai perdere la speranza. Abbiamo tutte le tecnologie per intervenire positivamente ed evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici. Voglio ribadire ancora una volta che la scelta verso la sostenibilità, consumare meno energia e produrla senza emissioni, è obbligatoria. Non abbiamo altre strade per il futuro. Si tratta di riconvertire un sistema industriale insostenibile per la sopravvivenza della Terra verso un modello ambientalmente sostenibile che possa garantire l’accesso delle risorse fondamentali a tutti gli esseri viventi.

Cosa può fare il singolo cittadino per contribuire al “cambio di passo” e di mentalità che serve?

Il singolo può fare moltissimo, e non è un modo di dire. Infatti se per i suoi acquisti di prodotti bancari, assicurativi, energia elettrica e gas, e generi alimentari,  privilegiasse le realtà etico/solidali, che esistono e sono estremamente solide e diffuse in tutta Italia, costringerebbe matematicamente le grandi multinazionali a cambiare modo di operare, in meglio. È quello che dicono sia le Associazioni di Consumatori, sia grandi uomini come Padre Zanotelli; “votate col portafoglio”.

Noi tutti i giorni siamo sul territorio per fare luce sui misfatti ambientali e portare le nostre proposte. Anche oggi, domenica 3 maggio, siamo stati in diverse località del Veneto. Peccato che, pur  con la presenza di 5 Parlamentari,  a visionare i problemi e confrontarci con le realtà locali non vi erano giornalisti nè locali nè nazionali. Speriamo che anche la Politica non sia sorda alle denunce dei cittadini.

febbraio 6, 2014

Il senato fa slittare l’obbigo di costruire ecologico: intervista a Gianni Girotto M5S

Pubblicato su Pressenza il 30 gennaio 2014
gianni-girotto2012

Gianni Girotto

Gianni Girotto è un senatore del M5S che ha votato, insieme a tutto il gruppo M5S,  contro lo slittamento dell’obbligo dell’applicazione di FER per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni come disposto nel d.lgs n.28/11

Il suo sito http://giannigirotto.wordpress.com/ è una innegabile fonte di informazioni e conrtroinfomazioni

 

Gianni cosa è successo ieri in Senato, spiegato al cittadino comune ?

Il Senato ha fatto SLITTARE DI UN ANNO L’OBBLIGO per i progetti di NUOVA EDILIZIA o RISTRUTTURAZIONI SOSTANZIALI di soddisfare il fabbisogno energetico dell’edificio in oggetto mediante l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile.

Una delle motivazioni addotte è che i costi legati all’installazione delle Rinnovabili frenano il mercato edile. Ma il mercato edile è fermo perché non c’è denaro, e non c’è denaro perché il sistema Italia in generale è in recessione.

Viceversa uno dei pochi settori in controtendenza è proprio quello delle Rinnovabili e dell’efficienza energetica, che negli ultimi anni ha creato decine di migliaia di posti di lavoro, e sopratutto di innovazione tecnologica e Know-how relativo.

Ritardare l’utilizzo di queste tecnologie significa rimanere in questo circolo vizioso, mentre supportarle significa creare posti di lavoro, invertire la tendenza e quindi anche far ripartire il mercato edile ed un circolo virtuoso generale.

Senza contare che, se parliamo di NUOVI edifici, costruirli in maniera efficiente costa appena un po’ di più che costruire un edificio inefficiente (e la spesa si recupera in breve), mentre se parliamo di RISTRUTTURAZIONI, c’è già l’ecobonus che aiuta (la detrazione del 65% della spesa effettuata dalla propria dichiarazione dei redditi).

Mi pare di vedere la lobby dei costruttori in agguato, mi sbaglio?

Non credo si tratti della lobby dei costruttori, se così fosse sarebbero davvero poco lungimiranti, perché il mercato tradizionale è fermo e meglio sarebbe per loro puntare a costruire edifici dotati di queste nuove tecnologie che li rendono decisamente più vendibili.
Credo si tratti della solita lobby delle fossili, che banalmente sa che un edificio efficiente consuma pochissimo gasolio/metano/elettricità per scaldarsi/raffreddarsi.

Costruire ecologico darebbe posti di lavoro e farebbe risparmiare: voi avete fatto dei conti? O qualcun altro ne ha fatti?

I conti li ha già fatti Confindustria+cgil-cisl-uil che hanno firmato un documento nel quale dichiarano che stabilizzando l’ecobonus sino al 2020 creerà 1,6 milioni di posti di lavoro. Sul fatto che faccia risparmiare è matematico dal momento che ci sono le ESCO che sono disposte a fare loro gli investimenti ripagandosi appunto con il risparmio generato in bolletta.

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