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maggio 20, 2018

Luigi Gallo: prioritario l’impegno a firmare il Trattato di Proibizione delle Armi nucleari

Pubblicato su Pressenza il 17.03.2018

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Luigi Gallo: prioritario l’impegno a firmare il Trattato di Proibizione delle Armi nucleari
(Foto di Ufficio Stampa Gallo)

Luigi Gallo è “un attivista sociale e politico” rieletto con altissime percentuali di voti nelle liste del Movimento 5 Stelle a Torre Annunziata, da lungo tempo impegnato in battaglie per la pace, l’educazione, l’acqua bene comune, il commercio solidale.

Uno dei temi che sottolinei è la necessità di ripartire dalla base della società, di ridare potere ai cittadini: puoi raccontare le iniziative per rendere concreto questo tema nel tuo territorio?

 

Credo fortemente nel potere dell’esempio. E’ un potere educativo, rivoluzionario e di cambiamento. In qualsiasi occasione pubblica stimolo i cittadini, quelli che sono troppo umili o si sentono inadeguati, a far emergere in loro la forza dell’esempio perché esiste sicuramente una parte della loro giornata, una parte del loro passato in cui sono stati già degli esempi per gli altri. Sono diverse le iniziative dove la partecipazione e il protagonismo dei cittadini ha fatto la differenza. Penso al lavoro fatto nel distretto intorno agli scavi di Pompei che coinvolge i comuni da Portici e Castellammare di Stabia dove ho stimolato cittadini e stakeholder a progettare un progetto di distretto culturale e turistico diffuso che passi dalla rigenerazione urbana, dallo sviluppo sostenibile e da una nuova collaborazione tra città ed ora i sindaci dell’area inseguono i nostri progetti. Un altro esempio è la rete che ho costruito tra le lotte dei lavoratori marittimi in tutta Italia, stimolando l’autorganizzazione e la nascita di nuove realtà che difendono i diritti dei lavoratori del mare. Si deve inaugurare una stagione di diritti e dignità.

 

Nel commentare la tua rielezione tu hai detto “Questo è il nuovo umanesimo che lascia traccia, quella traccia di cambiamento che si fa storia, che è già storia. Ogni giorno che scriviamo un pezzo di storia come questo stiamo facendo un balzo evolutivo”. Questo incuriosisce me che sono umanista: cosa intendi per Nuovo Umanesimo? Ti rifai a qualche corrente in particolare?

 

Questa elezione ha qualcosa di diverso dalle altre, ha portato dentro di se una voglia di riscatto, ha portato dentro di se una vera ribellione ai sistemi opprimenti del territorio come la camorra, le clientele, ha portato dentro di sé la richiesta di diritti e dignità, oltre che di giustizia. E’ stato un voto di liberazione che a mio avviso ha prodotto un cambiamento irreversibile che oggi va custodito e curato per non permettere più il ritorno delle croste di corruzione e clientele che legano da un secolo  i nostri territori. C’è un gran fermento di cittadini che si vogliono mette in gioco e lavorare insieme per iniziare a cambiare le loro città.

 

Una battaglia forte a cui hai partecipato è quella del referendum sull’acqua: si potrà far qualcosa in questo parlamento per far rispettare la volontà degli elettori? Alcuni amministratori 5 stelle sono stati criticati per non aver rimesso pubblica l’acqua: qual è la tua opinione a riguardo?

In questi 5 anni abbiamo voluto portare in aula la proposta di legge dei movimenti per l’acqua pubblica per la ripubblicizzazione del settore idrico: il PD ha stravolto la legge alla Camera e l’ha affossata al Senato. Nei prossimi 5 anni torneremo alla carica con una nuova forza su questo tema. Tanti comuni 5 Stelle vanno verso la ripubblicizzazione o l’hanno già prodotta. A Roma e Torino sono state approvate in consiglio comunale mozioni per avviare la ripubblicizzazione. Non potrà avvenire tutto in un lampo ma il percorso, purtroppo, è lungo ed ha bisogno di tempo. I comuni necessitano di risorse e devono essere liberati dalla legislazione che in questo momento favorisce le aggregazioni delle partecipate dei servizi idrici e le S.p.A.

 

Tu sei pacifista di lunga data, in questo momento il mondo pacifista è molto impegnato a far firmare all’Italia il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari: tu presenterai una mozione in parlamento a riguardo? Si pensa di formare come nella scorsa legislatura il gruppo parlamentare per la pace?

Lo scorso anno siamo stati l’unico gruppo parlamentare che interamente ha firmato l’Appello dall’Italia a firmare il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari e il nostro impegno al governo su questo tema sarà prioritario. Ogni strumento utile per promuovere la cultura della nonviolenza è fondamentale ed io me ne occupo soprattutto per gli aspetti culturali ed educativi con apposite proposte di legge, che intervengono a promuovere modelli didattici virtuosi. Per un nuovo umanesimo è necessaria anche una nuovo modello educativo. Su questo insieme a Paolo Mottana, docente di filosofia dell’educazione all’università di Milano Bicocca, ho scritto il libro “Educazione Diffusa. Per salvare il mondo e i bambini”.

 

La scuola è un settore particolarmente disastrato: quali sono le tue proposte a riguardo? Quali le cose che si potrebbero risolvere subito per avere una “buona scuola” sul serio?

Bisogna ridurre il numero di alunni per classi, supportare le scuole di periferie e in condizioni di alto degrado con maggior risorse economiche ed umane, introdurre equipe educative di supporto alle scuole per diffondere i modelli virtuosi e intervenire sulle difficoltà, promuovere una formazione continua e retribuita degli insegnanti. Il mondo dell’istruzione e della ricerca deve essere messa al centro del prossimo governo con un investimento di 25 miliardi. Avremmo così una scuola con i bambini e i ragazzi che diventano i primi cittadini attivi del proprio territorio grazie ad un esercito nonviolento di insegnanti, dirigenti e operatori della scuola che sono motivati e che lavorano in ambienti più sereni producendo insieme la forza reale per cambiare il Paese.

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maggio 9, 2015

Girotto: sostenibilità, non ci sono altre strade

Pubbicato su Pressenza il 3.05.2015

Girotto: sostenibilità, non ci sono altre strade
Manifestazione del Movimento 5 Stelle (Foto di M5Stelle)

Gianni Girotto, ancor prima di essere senatore del M5S e membro della Commissione Industria e Energia, è da tempo persona impegnata in battaglie sui problemi energetici ed ecologici.

Gianni, alcuni giorni fa tu hai nuovamente denunciato la decisione dell’Italia di recedere dalla Carta internazionale dell’Energia: puoi spiegare cosa è successo e perché?

Con un comma nella legge di stabilità l’Italia recede da un trattato europeo importante sull’energia, punto di riferimento per molti operatori delle rinnovabili che hanno fatto appello contro le decisione di revisioni retroattive degli incentivi in Italia e Spagna. Questo è un doppio errore, da un lato recediamo da impegni presi, dall’altro L’uscita non riduce le garanzie e le tutele per chi le aveva precedentemente già acquisite, quindi non porterà nessun risparmio,  che era il motivo principale dell’uscita. Inoltre da ora in poi non ci si potrà più appellare per nuovi casi.

A livello europeo ed internazionale si notano tendenze a ricorrere di più alle energie rinnovabili, anche da parte di enti e aziende una volta insensibili a questi temi; il recente convegno in Vaticano ne è un esempio; cosa succede in Italia?

L’Italia governata da Renzi va nella direzione opposta ai temi della sostenibilità. I provvedimenti fino ad ora adottati dal Governo hanno favorito il settore delle fonti fossili e dell’inquinamento ambientale ed ostacolato gli interventi di efficientamento energetico e per la produzione di energia da fonte rinnovabili. Lei ha citato un evento importante che si è tenuto in questi giorni a Roma tra Papa Francesco  e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. E’ gravissimo e significativo che i media italiani non abbiano dato alcun risalto ai temi discussi sul cambiamento climatico, tra l’altro anche alla presenza del Presidente Mattarella, in attesa della prossima enciclica papale che riguarderà questi temi. Probabilmente per la stampa di regime questi argomenti è meglio non farli conoscere, altrimenti qualche azienda potrebbe perdere utili!

C’è chi dice che abbiamo passato il punto di non ritorno. A tuo avviso quali sono i margini di manovra, a livello economico e politico, affinché non si vada verso la catastrofe ambientale?

Non bisogna mai perdere la speranza. Abbiamo tutte le tecnologie per intervenire positivamente ed evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici. Voglio ribadire ancora una volta che la scelta verso la sostenibilità, consumare meno energia e produrla senza emissioni, è obbligatoria. Non abbiamo altre strade per il futuro. Si tratta di riconvertire un sistema industriale insostenibile per la sopravvivenza della Terra verso un modello ambientalmente sostenibile che possa garantire l’accesso delle risorse fondamentali a tutti gli esseri viventi.

Cosa può fare il singolo cittadino per contribuire al “cambio di passo” e di mentalità che serve?

Il singolo può fare moltissimo, e non è un modo di dire. Infatti se per i suoi acquisti di prodotti bancari, assicurativi, energia elettrica e gas, e generi alimentari,  privilegiasse le realtà etico/solidali, che esistono e sono estremamente solide e diffuse in tutta Italia, costringerebbe matematicamente le grandi multinazionali a cambiare modo di operare, in meglio. È quello che dicono sia le Associazioni di Consumatori, sia grandi uomini come Padre Zanotelli; “votate col portafoglio”.

Noi tutti i giorni siamo sul territorio per fare luce sui misfatti ambientali e portare le nostre proposte. Anche oggi, domenica 3 maggio, siamo stati in diverse località del Veneto. Peccato che, pur  con la presenza di 5 Parlamentari,  a visionare i problemi e confrontarci con le realtà locali non vi erano giornalisti nè locali nè nazionali. Speriamo che anche la Politica non sia sorda alle denunce dei cittadini.

febbraio 6, 2014

Il senato fa slittare l’obbigo di costruire ecologico: intervista a Gianni Girotto M5S

Pubblicato su Pressenza il 30 gennaio 2014
gianni-girotto2012

Gianni Girotto

Gianni Girotto è un senatore del M5S che ha votato, insieme a tutto il gruppo M5S,  contro lo slittamento dell’obbligo dell’applicazione di FER per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni come disposto nel d.lgs n.28/11

Il suo sito http://giannigirotto.wordpress.com/ è una innegabile fonte di informazioni e conrtroinfomazioni

 

Gianni cosa è successo ieri in Senato, spiegato al cittadino comune ?

Il Senato ha fatto SLITTARE DI UN ANNO L’OBBLIGO per i progetti di NUOVA EDILIZIA o RISTRUTTURAZIONI SOSTANZIALI di soddisfare il fabbisogno energetico dell’edificio in oggetto mediante l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile.

Una delle motivazioni addotte è che i costi legati all’installazione delle Rinnovabili frenano il mercato edile. Ma il mercato edile è fermo perché non c’è denaro, e non c’è denaro perché il sistema Italia in generale è in recessione.

Viceversa uno dei pochi settori in controtendenza è proprio quello delle Rinnovabili e dell’efficienza energetica, che negli ultimi anni ha creato decine di migliaia di posti di lavoro, e sopratutto di innovazione tecnologica e Know-how relativo.

Ritardare l’utilizzo di queste tecnologie significa rimanere in questo circolo vizioso, mentre supportarle significa creare posti di lavoro, invertire la tendenza e quindi anche far ripartire il mercato edile ed un circolo virtuoso generale.

Senza contare che, se parliamo di NUOVI edifici, costruirli in maniera efficiente costa appena un po’ di più che costruire un edificio inefficiente (e la spesa si recupera in breve), mentre se parliamo di RISTRUTTURAZIONI, c’è già l’ecobonus che aiuta (la detrazione del 65% della spesa effettuata dalla propria dichiarazione dei redditi).

Mi pare di vedere la lobby dei costruttori in agguato, mi sbaglio?

Non credo si tratti della lobby dei costruttori, se così fosse sarebbero davvero poco lungimiranti, perché il mercato tradizionale è fermo e meglio sarebbe per loro puntare a costruire edifici dotati di queste nuove tecnologie che li rendono decisamente più vendibili.
Credo si tratti della solita lobby delle fossili, che banalmente sa che un edificio efficiente consuma pochissimo gasolio/metano/elettricità per scaldarsi/raffreddarsi.

Costruire ecologico darebbe posti di lavoro e farebbe risparmiare: voi avete fatto dei conti? O qualcun altro ne ha fatti?

I conti li ha già fatti Confindustria+cgil-cisl-uil che hanno firmato un documento nel quale dichiarano che stabilizzando l’ecobonus sino al 2020 creerà 1,6 milioni di posti di lavoro. Sul fatto che faccia risparmiare è matematico dal momento che ci sono le ESCO che sono disposte a fare loro gli investimenti ripagandosi appunto con il risparmio generato in bolletta.

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