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agosto 19, 2016

Introduzione al Documento del Movimento Umanista

documentodelmovimentoumanista

Mia introduzione all’edizione elettronica del Documento del Movimento Umanista, edito da Multimage, acquistabile su Bookrepublic.

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Il Documento del Movimento Umanista è estratto dalla Sesta Lettera ai Miei Amici del libro di Silo Lettere ai miei amici. Sulla crisi personale e sociale di questo momento storico.

La sesta lettera è datata 5 aprile 1993 ed è praticamente costituita interamente dal Documento.

Queste Lettere venivano effettivamente inviate da Silo ai suoi amici, cioè diffuse tramite vari mezzi (tra cui internet che si stava popolarizzando in quegli anni) dai membri del Movimento Umanista che lui aveva fondato vari anni prima.

Il Documento costituisce senz’altro una svolta nella storia del Movimento Umanista dato che pone gli elementi fondanti di quello che Silo stesso chiamerà, più tardi, l’Umanesimo Universalista.

Al tempo stesso il Documento si inserisce nell’elenco delle produzioni di varia natura che, nel corso del XX secolo, scandiscono i segni della rinascita ideologica dell’Umanesimo: gli Humanist Manifesto I e II, la conferenza di Sartre L’esistenzialismo è un umanesimo, la Lettera sull’umanesimo di Heidegger, la Costituzione di stampo umanista dello Zambia, i documenti della Perestroika.

L’inizio del nuovo millennio non sembra aver relegato il Documento nel passato ma anzi, rileggendolo, vi troviamo idee e proposte che appaiono come necessità di cambiamento sempre più impellenti.

dicembre 4, 2015

Un libro necessario

ciecamE’ uscita la seconda edizione di Ciecam, il mio amico immortale di Betty Cirocco.

Siamo felici alla Multimage di essere giunti alla seconda edizione di questo libro che racconta una di quelle storie che sembra non si debbano raccontare.

Ricopio qui sotto la mia postfazione al libro, nella speranza che aiuti a diffonderlo.

Un libro necessario

Quando Monia mi ha telefonato per capire se la Multimage potesse essere interessata a pubblicare questo libro mi sono messo, abbastanza in automatico, in “modalità Direttore Editoriale” e ho spiegato quello che spiego di solito, quando qualcuno mi chiede qualcosa del genere. E’ un discorso sperimentato, teso a creare una atmosfera di lavoro d’insieme e ad allontanare l’immagine stereotipata “l’editore da una parte (in cima a un piedistallo) e l’autore dall’altra (in fondo al burrone…)”. In questo lavoro io sono il facilitatore di una nuova relazione.

 

Ma già in quella telefonata in mezzo alla strada c’era qualcosa che non andava, c’era qualcosa di più; poteva essere che Checco è un mio amico (vogliate notare il tempo presente), che da poco un altro amico straordinario, Ruggero, ci ha lasciato o che sono 20 anni esatti che papà mio e Laura Rodriguez sono morti. Poteva essere, ma non era abbastanza.

 

Così l’editore ha letto il testo, venendo in treno a curare la mamma malata (anche io ho una vocazione da badante, anche se con Checco non mi è riuscito). Devo dire che ho letto tutto di getto e che ho alcune cose da dire: non è vero che Eracle non sa scrivere prefazioni; non è nemmeno vero che la Betty non sa scrivere: scrive con la forza della testimonianza, con la necessità di un sogno, scrive cose tagliate con l’accetta, quando è l’accetta che va usata per parlare. Mi colpisce in particolare la spudoratezza nel raccontare quegli ultimi cruciali giorni.

 

Nella mia mente si è fatta strada la necessità: lo dice la Betty nel libro, lo diceva Laura nelle sue ultime interviste: dobbiamo parlare della morte, dobbiamo condividere questo momento tanto rimosso dal nostro pragmatico mondo presente. Affinché la Morte ci trovi vivi e la Vita non ci trovi morti recitava il muro della Sapienza occupata nel 1977. La nuova Vita sboccerà pienamente quando avremo rimosso l’ostacolo della censura della Soglia.

 

Per cui sono contento che pubblichiamo questo libro necessario e lo pubblichiamo senza la pompa delle esperienze straordinarie. Pubblichiamo l’esperienza nella sua disarmante semplicità e nel suo profondo registro di verità.

 

Per coloro a cui capiterà nelle mani per caso (qualora questo fosse possibile) vorrei tornare a svolgere il mio ruolo di facilitatore (di editore) segnalando che le cerimonie di cui si parla (Assistenza, Benessere, Offizio) sono tratte dal Messaggio di Silo testo liberamente scaricabile da http://www.silo.net e pubblicato su carta dalla Macro Edizioni e dalla Multimage. In quel libro si dice anche:

 

non immaginare che con la tua morte si perpetui in eterno la solitudine

 

 

ottobre 3, 2014

Testimoni della Memoria

Pubblicato su Pressenza il 3 ottobre 2014

silvanolippi

Pressenza

Silvano Lippi ha abbandonato questo piano dell’Esistenza per raggiungere dolcemente la Città della Luce, là dove le persone buone e generose continuano il loro viaggio.

Si tratta della perdita di uno di quei numerosi eroi silenziosi che popolano il nostro mondo. Provo a raccontarvi la sua storia, come amico, come suo editore, come umanista, come strenue custode della Memoria come era lui.

Silvano era stato in uno di quei posti che qualcuno dice siano un’invenzione della propaganda, che non siano mai esistiti: il campo di Concentramento e di Sterminio di Mauthausen.

Silvano c’era stato, dopo altre rocambolesche e tragiche avventure, ne aveva viste di tutti i colori e, uscitone miracolosamente vivo, aveva taciuto per lunghi anni.

Un giorno, molto tempo dopo, è stato convinto a parlarne e a scrivere la sua storia. Da quel momento Silvano è diventato un testimone delle Memoria: ha cercato chi potesse pubblicare il libro, ha trovato la Multimage che glielo ha pubblicato e ha cominciato un’instancabile opera di divulgazione di quella Memoria tramite un lavoro quotidiano nelle scuole, parlando con i bambini, i ragazzi di quelle cose di cui è così difficile parlare: l’orrore dell’estrema disumanizzazione.

Questo lavoro Silvano lo ha continuato fino a quando il suo corpo glielo ha permesso; anche l’ultima volta che sono andato a trovarlo stava preparando la sua ultima intervista e sperava di poter tornare nelle scuole a parlare con i bambini.

Quando parlava riusciva a trasmettere quella Memoria con una luce e un calore che non ti aspetteresti da chi deve raccontare quelle cose; e, in più, con un senso di pentimento, quasi fosse stata colpa sua di essere stato deportato, costretto a tirare fuori cadaveri dalle camere a gas. Sì, Silvano voleva riparare quell’evento e dare la sua testimonianza affinché non accadesse mai più.

Un eroe silenzioso, fuori dal clamore dei riflettori; una persona semplice, di buon cuore, un caro amico. Una di quelle migliaia di persone che cambiano il mondo senza clamori, senza fanfare, con un lavoro umile e sentito che raramente viene colto dal clamore dei media. Una piccola testimonianza di nonviolenza in un mondo pieno di violenza che a volte Silvano faceva fatica a comprendere.

Noi che lo abbiamo conosciuto abbiamo ora, più di prima, una grande missione: continuare la sua opera, nella misura del possibile, perché la Memoria non si spenga. Non sappiamo quanti, dopo Silvano, restano ancora testimoni viventi di quell’epoca: ma sappiamo che la Memoria è un fuoco sacro che va conservato e alimentato ogni giorno, affinché non si spenga per sempre.

Questa è la mia promessa a lui: terremo alta la fiaccola dei testimoni della Memoria. Una piccola cosa sarà, per cominciare, l’edizione digitale del suo libro, che stavamo preparando proprio in questi giorni.

Silvano Lippi, 39 mesi è edito da Multimage

agosto 29, 2013

Studioso

Olivier Turquet ha fatto studi di psicologia e musica ma non si è laureato in nulla.

Sicuramente la figura di autodidatta enciclopedico di suo padre ha influenzato questo suo amore per la curiosità e per l’imparare senza limiti.

Così già fin da bambino si dedicava a esplorare gli aspetti più svariati dello scibile umano, affascinato tanto dal metodo scientifico come dalle ardite elucubrazioni della filosofia classica che suo zio (professore di filosofia) gli spiegava in interminabili passeggiate a piedi sulle spiagge della Versilia o in bicicletta nella Pineta di Migliarino.

Quest’amore per la conoscenza lo porterà, diverso tempo dopo, ad essere il fondatore del Centro di Studi Umanisti “Ti con zero” ma non può essere considerato esente dalla sua partecipazione alla casa editrice Multimage.

Tra le cose che ha studiato  che propone agli altri c’è il Metodo Strutturale Dinamico, un sistema per studiare le cose dal punto di vista dell’Umanesimo Univesalista.

A questo punto si dovrebbero citare le sue pubblicazioni ma, ahimé, il Nostro non è incline a terminare quello che studia ed elabora e la sua bibliografia, ricca di articoli prodotti per i media più svariati, è vuota di pubblicazioni concluse. Speriamo di aggiornarla prossimamente. Il Nostro ci sta provando…