Posts tagged ‘Papa’

dicembre 2, 2014

la rete di papà

I padri dei tuoi padri continuano in te, Silo, Umanizzare la Terra

Papà, uomo predigitale, scriveva un sacco di lettere; ne ho una collezione di quelle inviate a me ma ricordo quelle mandate a tutti i parenti, ad amici, a quelle persone che “raccattava” all’aeroporto di Orly, dove lo avevano accuratamente esiliato per essere un sindacalista troppo zelante e un po’ rompiscatole; doveva occuparsi dei VIP e andava invece in giro ad aiutare le vecchiette perse in sala d’attesa.

Scriveva e io non capivo. Non capivo perché, mi dicevo, a me non piace scrivere…

Invece mi scopro a scrivere in giro, a vecchi e nuovi amici; un pensiero, una domanda, una parola di conforto. Chiaro, io scrivo email, homus telematicus.

Però ritrovo quel senso di tenere le persone in rete, di creare connessioni, di accudire e proteggere tutti ed ognuno che papà praticava così bene, con costanza e semplicità.

Grazie Louis !!

giugno 17, 2014

Nelle mani di Dio

Pubblicato su Pressenza il 9 giugno 2014

invocazione-osservatoreromano

foto da Osservatore Romano

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Ha avuto grande ripercussione mediatica l’invocazione per la pace che il Papa ha fatto nei giardini del Vaticano davanti ai Presidenti di Israele e della Palestina domenica scorsa.

Tanta ripercussione che quasi nessuno si è preoccupato troppo di citarla e, soprattutto, di leggerla integralmente e attentamente.

Chiariamo, non è mia intenzione sminuire le iniziative “pacifiste” del Papa attuale: chi prega per la Pace, qualunque fede professi ha la mia attenzione, il mio rispetto ed il mio sostegno; mi capita spesso, in una Sala di qualche Parco di Studi e Riflessione, o anche solo in una riunione fra gli amici, o a volte da solo, in contatto con il Cosmo, di pregare per la pace; io lo chiamolanciare una richiesta, ma è un modo di dire la stessa cosa della preghiera: concentrare la mente verso la realizzazione di qualcosa di veramente importante.

E’ diverso tempo che la Pace manca  da questo pianeta; e, nel mondo globalizzato, gli stessi pacifisti fanno terribili dispute su quante guerre siano attualmente in corso.

Al tempo stesso la stessa percezione unitaria che ci hanno regalato gli astronauti, il “rotondo albergo blu, velato dalle nubi” dovrebbe spingerci “naturalmente” verso la pace.

Ma torniamo all’invocazione:

Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino. Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen.

Cosa dice Bergoglio? Che gli Esseri Umani non sono capaci di risolvere i loro conflitti e che bisogna sperare che li risolva Dio, padre di noi tutti (aggiunge). E che la pace resti un tema delle religioni monoteiste principali.

Ci aspettavamo almeno che da qualche parte ricordasse e chiedesse perdono per le volte che il maligno (sì, amici miei, parla anche del maligno) si è infiltrato nelle file dei suoi, quando i preti hanno benedetto, e continuano a benedire, i cannoni. Quando la chiesa ha armato crociate per uccidere, a volte in modo particolarmente crudele, coloro che non professavano la loro religione. Quando la chiesa ha taciuto, quando ha incoronato Re bellicosi.

Non oso pensare al fatto che gli potesse venire in mente di denunciare i veri colpevoli di tutte le guerre ed in particolare di quella che si svolge in Terrasanta: i guerrafondai che guadagnano sulla vendita delle armi, coloro che fomentano e finanziano il fanatismo di ogni parte, i militaristi che esaltano i principi della guerra e della sopraffazione. Coloro che credono e praticano la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

La Pace è una diretta conseguenza delle azioni umane e delle intenzioni che guidano tali azioni; e se uno Spirito Superiore, immaginato da Esseri Umani, può servire a qualcosa è solo ad illuminare e comprendere quelle intenzioni umane: intenzioni rapaci o solidali, misericordiose o spietate, violente o nonviolente. Non possiamo sperare di lasciarci nelle mani di Dio dimenticandoci dell’Essere Umano e non dobbiamo perpetuare questo errore che ha tanto nuociuto a tutta l’Umanità.

Caro Francesco, bene tentare una via per la pace ma, come dice un Maestro di un’altra religione che non ti è venuto nemmeno in mente di chiamare Thich Nath Hanh “non c’è via per la pace, la pace è la Via”. Per cui apprezzeremo di più le sfilate mediatiche quando esse saranno accompagnate da sforzi sinceri e quotidiani di riconciliazione, di riparazione, di denuncia, di testimonianza.

febbraio 14, 2013

Il Papa, la sofferenza, la speranza

pubblicato su Pressenza  il 12 febbraio 2013

vaticano

Wikimedia Commons

Qua da noi, in Italia, abbiamo un detto: “morto un papa se ne fa un altro”. E’ uno di quei detti un po’ nihilisti per dire che non cambierà mai nulla, che le cose si succederanno, che le persone cambieranno senza che nulla cambi veramente.
Il papa qui da noi, è una presenza costante, che si creda o no. L’ultimo Concordato, di fascista memoria ma che nessuno ha mai osato modificare o cancellare, sancisce che quel che succede al di là del Tevere influenza il Bel Paese.
Ora l’annuncio di Benedetto XVI ha rovinato buona parte delle nostre credenze: che morto un papa se ne fa un altro; cioè che bisogna che muoia, non si può ritirare in monastero.
Abbiamo passato, oggi, una giornata movimentata ed ascoltato le opinioni più disparate, le dietrologie più arzigogolate, le affermazioni di solidarietà più inaspettate.
Ci è parso che sia crollato un mito, un mito che, con la sua infinita capacità “cinematografica”, il precedente papa aveva incarnato fino all’ultimo giorno. L’immagine del papa stanco che si appoggia al bastone, l’immagine del volto sofferente, solcato dal dolore…
Ecco, forse oggi questo mito è crollato o ha subito un colpo grande. Il mito che i grandi saggi sono tali perché a lungo hanno sofferto e nella sofferenza hanno raggiunto l’illuminazione.
Noi non l’abbiamo mai pensata così.
Già nel suo primo discorso del 1969 Silo conclude dicendo: “Fratello mio, là nella storia c’è l’essere umano che mostra il volto della sofferenza: guarda quel volto pieno di sofferenza… ma ricorda che è necessario andare avanti, che è necessario imparare a ridere e che è necessario imparare ad amare.
A te, fratello mio, lancio questa speranza; questa speranza di gioia, questa speranza di amore affinché tu elevi il tuo cuore ed elevi il tuo spirito, ed affinché non dimentichi di elevare il tuo corpo.”
Mentre nel 1981 dirà:
“Se il motore della storia è la ribellione contro la morte, ribellati, ora, contro la frustrazione e la vendetta. Smetti, per la prima volta nella storia, di cercare colpevoli. Tutti sono responsabili di ciò che hanno fatto, ma nessuno è colpevole di quanto è successo. Chissà che non si possa dichiarare, in questo giudizio universale: “non ci sono colpevoli” e si stabilisca per ogni essere umano l’obbligo morale di riconciliarsi con il proprio passato. Questo comincerà in te, qui ed ora, e tu avrai la responsabilità di farlo continuare fra coloro che ti circondano, fino ad arrivare all’ultimo angolo della terra.”
No, siamo decisamente molto lontani dalla valorizzazione della sofferenza e della colpa, i due sentimenti che serpeggiano nei commenti inerenti la decisione di Benedetto XVI.
Siamo lontani e vorremmo dire con forza che amiamo tutti i mistici, di tutte le latitudini, appartenenti o meno a una religione, che manifestano la loro spiritualità a favore dell’Essere Umano; e che mettono questa tremenda forza, la fede, al servizio della Pace, della Giustizia e del Progresso sociale e mentale.
Conosciamo queste persone e, quando le incrociamo, vediamo nei loro occhi “danzare verso il futuro i piedi leggeri dell’allegria”. E vogliamo bene a questi instancabili costruttori della speranza.