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luglio 17, 2015

su educazione e conoscenza

Ho aggiunto una categoria: questa sugli aforismi che inauguro con questa collezione di aforismi su educazione e conoscenza che, in gran parte,appariranno sul Diario d’Istituto di Attigliano Guardea e che in realtà già sono apparsi in altri Diari Scolastici ed anche, in tempi lontani, nell’Agenda Umanista.

Spero interesino e divertano i lettori

Spesso temiamo ciò che non riusciamo a capire, la miglior difesa è la conoscenza.

Tenente Tuvok, telefilm Star Trek: Voyager

 

Migliori degli ignoranti, quelli che leggono; migliori di quelli che leggono, quelli che ricordano le cose lette; migliori ancora, quelli che le intendono; migliori di tutti, quelli che operano.

Leone Tolstoi

 

Mi sono sempre chiesto: ma chi va in giro a costruire quadrati sull’ipotenusa?

Walter Valdi

 

Saggio è colui che sa di non sapere.

Socrate

 

Gli amori nella mente, i fiori per terra, la certezza davanti, la storia in mano, camminando e cantando e seguendo la canzone, apprendendo e insegnando una nuova lezione.

Geraldo Vaudrè, Camminando e cantando

 

Nessun problema è tanto grande da doverne fuggire.

Charles Schultz

 

Sono andato alla fine della terra, sono andato alla fine delle acque, sono andato alla fine del cielo, sono andato alla fine delle montagne, non ho trovato nessuno che non fosse mio amico.

Canto Navajo

 

L’unica cosa che so è che chi vuole imparare impara. Un insegnante, al massimo, è uno che facilita le cose, imbandisce la mensa e mostra agli altri che è eccitante e meravigliosa e li invita a mangiare.

Carl Rogers

 

Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendo.

Aristotele, Etica Nicomachea

 

Non si insegna a camminare con la paura di cadere ma con il desiderio di correre.

Anecono Fonlast

 

I bambini rappresentano il messaggio vivente che noi trasmettiamo a un futuro che non vedremo.

Neil Postman

 

Quando abbiamo oltrepassato il sapere, sotto le varie sue forme, abbiamo allora la conoscenza. La ragione fu un aiuto; la ragione è l’ostacolo.

Aurobindo

 

Ogni nostra cognizione prencipia da sentimenti.

Leonardo Da Vinci, Pensieri

 

Il reciproco amore fra chi apprende e chi insegna è il primo e più importante gradino verso la conoscenza

Erasmo da Rotterdam

Meglio una testa ben costruita che una piena di nozioni.

Michel de Montaigne

 

Oserò qui esporre che cosa prescriva la più grande, la più importante, la più preziosa regola di tutta l’educazione? Non già di guadagnare tempo, ma di perderne.

Jean-Jacques Rousseau

 

Quelli che si aiutano a vicenda portano a casa un elefante.

Proverbio del Ruanda

 

Bisogna impegnarsi per guardare i giovani in modo diverso, smetterla di considerarli sospetti. Stabilire una relazione di rispetto con loro. Comprendere che loro non hanno contribuito in nulla a creare la società che ora li sfavorisce tanto.

Laura Rodriguez, A chi voglia ascoltare

 

Come uno scienziato trarrà meraviglie dalle varie applicazioni delle leggi della Natura, così un uomo che applica con precisione scientifica le leggi dell’Amore potrà fare miracoli ancora più grandi.

Gandhi

 

L’educazione è la continua riorganizzazione o ricostruzione dell’esperienza.

John Dewey

 

Tratta bene la Terra. Non ci è stata data dai nostri padri, ci è stata prestata dai nostri figli.

Pastori nomadi, Kenya

 

Che cos’è l’intelligenza ? E’ conoscere mondi differenti per crearne di nuovi.

Manuel Patarroyo

 

Solamente i bambini schiacciano il naso contro i finestrini. Quelli sì, che sono fortunati.

Antoine de Saint-Exupéry

 

I sogni ad occhi aperti sono le traduzioni immaginative delle possibilità che fervono in noi in attesa del loro tempo.

Ernesto Balducci

 

Cadendo a goccia a goccia, l’acqua riempie a poco a poco una brocca: tale è la legge per tutte le scienze, e per la virtù, e per la ricchezza. Il saggio è quadrato senz’angoli, angolo senza punta, dritto ma flessibile, splendente senza abbagliare.

Lao-Tse

 

La violenza è realmente espressione di un interiore senso di debolezza. La violenza è l’espressione della paura.

Gandhi

 

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s’infuochi il gusto della ricerca e l’amore della verità.

Plutarco, Operette morali

 

Non esistono grandi scoperte né reale progresso finché sulla Terra esiste un bambino infelice.

Albert Einstein

 

 

maggio 15, 2015

Alla scuola non servono autoritarismo e meritocrazia

Pubblicato su Pressenza il 14.05.2015

Alla scuola non servono autoritarismo e meritocrazia
Un momento della manifestazione del 5 maggio (Foto di Redazione Italia)

 

 

Matteo Renzi ha mandato, in queste ore di inizio di discussione della “Buona Scuola” in parlamento, una email a tutti gli insegnanti (se i potenti mezzi del Miur sono riusciti in questa operazione, vari colleghi dicevano di non averla ricevuta). A me è arrivata e mi pare giusto rispondergli.

 

Caro Matteo, il dialogo e il confronto sono certamente valori umanisti e nonviolenti per cui, prima di tutto, vorrei ringraziarti per la lettera che hai inviato.

 

Non c’è dubbio che il governo voglia migliorare, con i suoi provvedimenti, la scuola. Il problema è che usa degli strumenti sbagliati. Non è così strano perché usa gli stessi strumenti in altri ambiti. Nemmeno è strano che li usi dato che sono i cardini su cui si basa una visione del mondo che considera l’Essere Umano in un certo modo.

 

Provo a spiegarmi e a concretizzare dello specifico della scuola.

 

I cardini della riforma sono a mio avviso due: la meritocrazia e l’autoritarismo. Questi due concetti si basano sull’idea che l’Essere Umano sia una bestia selvaggia a cui è possibile, tramite le opportune costrizioni, far fare quel che si vuole: una versione moderna ed aggiornata dell’idea pavloviana per cui con premi e punizioni è possibile far imparare a un animale varie cose. L’idea dei voti, reintrodotta dal ministro Gelmini durante il governo Berlusconi trova la sua logica continuità nell’idea dell’attuale riforma di incentivi economici che dovrebbero portare gli insegnanti a formarsi ed insegnare meglio. Come è distante questa idea, ad esempio, dai concetti del Manifesto di Chicago secondo cui la professione dell’insegnante è una vocazione o dall’idea di maestro artista che era cara a Rudolf Steiner, o ancora dalla pedagogia attiva di Freinet. Ma soprattutto come è lontata dai principi della Costituzione o della Dichiarazione Universale del Diritti Umani quando dice:

 

Articolo 26. 1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.

 

Perché dunque creare graduatorie meritocratiche di alunni, scuole, istituti se tutti hanno diritto all’istruzione? Vogliamo piuttosto parlare di condizioni d’insegnamento in termini non solo di edifici scolastici ma anche di rapporti numerici tra insegnanti ed alunni (1-25 ti pare possibile?) e di ambienti d’apprendimento. Perché per promuovere il lavoro d’insieme c’è bisogno di spazi e di certi numeri, in altro modo l’insegnante è puro badante di una scuola parcheggio ove imparano qualcosa coloro che hanno altri mezzi educativi provenienti da altre “agenzie educative” (come pomposamente si chiamano tutte le scuole e parascuole private in costante aumento).

 

Seconda questione: l’autoritarismo: anche qui possiamo credere che con maggiori poteri ai Presidi si realizzi l’autonomia della scuola. L’autonomia della scuola ha i suoi strumenti da quarant’anni: gli organi collegiali; strumenti che potevano e dovevano essere migliorati e attuati e che invece sono stati burocratizzati e spesso svuotati di significato: strumenti che dovevano creare la comunità educativa tra pari che dovrebbe governare la scuola: insegnanti, studenti, genitori. La storia dice che invece gli studenti sono sempre rimasti ai margini delle decisioni, mentre spesso genitori e insegnanti sono stati strumento di formale ratifica di decisioni prese in altre sedi. La scuola che abbiamo è anche figlia di quest’autoritarismo che nega il principio fondante di ogni comunità vera: E anche qui non molto in sintonia con quest’altro paragrafo sempre dell’art. 26 della Dichiarazione Universale:

 

  1. L‘istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

 

Come facciamo a insegnare il rispetto dei diritti in un posto dove non si ha il più elementare diritto di decisione su cose anche banali?

L’autoritarismo è, in questo momento storico, il sistema di risoluzione dei problemi adottato, in varie forme e circostanze, con la pretesa di risolvere i problemi del mondo: senonché non abbiamo l’impressione che i problemi del mondo (guerre, stato dell’ambiente, povertà, immigrazione, diritti umani ecc.) stiano diminuendo; tutto il contrario, abbiamo l’impressione che i problemi del mondo si acutizzino per il fatto che il potere reale si sta concentrando sempre più in mano di pochi, levando potere alla maggioranza delle persone che si sentono semplicemente dei numeri statistici.

In questo senso la nuova legge elettorale è un evidente esempio di come, in nome di uno strano valore come la governabilità, si disattenda il principio democratico fondamentale “una testa, un voto”. Guarda caso la gente va sempre meno a votare grazie anche solo a una sensazione “epidermica” di non contare nulla.

L’autoritarismo e la meritocrazia hanno poi il loro punto di unione nelle prove INVALSI: un modello di indagine delle conoscenze uniformato e uniformante e dove la grande diversità culturale, umana e sociale del nostro paese viene appiattita. Cosa faremo se, come previsto, le prove INVALSI diventeranno uno dei criteri per assegnare fondi alle scuole? Butteremo a mare le scuole con bassi risultati?

Caro Matteo, alcune altre considerazioni.

I soldi che tu metti nella scuola sembrano indirizzati a rimettere in marcia settori della società che forse non hanno bisogno di grandi aiuti: le banche e i costruttori; in più qualche soldo all’editoria e alle holding di formazione.

L’articolo delega della legge, di cui ti vanti, demanda una serie di questioni chiave a futuri provvedimenti del governo, lasciandogli abbastanza carta bianca. Fatto anch’esso autoritario e pericoloso.

Infine una sensazione: la lettera, come il video, suona tanto ad abile propaganda a margine di decisioni già prese. Così come la piattaforma di consultazione via internet che avevamo riempito di idee e consigli di cui non è stato affatto tenuto conto.

Caro Matteo: vorremmo una scuola della Costituzione, dell’applicazione degli organi democratici di partecipazione, basata sul concetto di comunità e dove si possa lavorare ed insegnare tenendo conto delle particolarità di ognuno, imparando a essere partecipi di tutti. Questo è il futuro a cui aspiriamo e che spinge per la sua prossima realizzazione.

maggio 13, 2015

Siria: la primavera araba deve continuare

Pubblicato su Pressenza  l’ 11.05.2015

Siria: la primavera araba deve continuare
(Foto di Ossamah al Tawel)
Sono stato stamattina all’Istituto Molari di Santarcangelo a parlare ai ragazzi di Siria e nonviolenza, invitato dagli amici dell’Istituto di Scienza dell’Uomo nell’ambito del Festival “Interazioni”. Prima di partire ho mandato una mail a Ossamah al Tawel, già portavoce del Coordinamento Siriano Democratico e soprattutto caro amico che avevo perso di vista, chiedendogli se aveva un messaggio da mandare a quei ragazzi; mi ha risposto a stretto giro di posta elettronica con una mail che mi ha commosso e che gli ho chiesto se potevo pubblicare su Pressenza. Così, col suo permesso, la trascrivo qui sotto:
Il mio messaggio è semplice, non vorrei che questo mondo creda veramente che la rivoluzione siriana sia vista solo dal punto di vista dei servizi segreti di più di 80 paesi; la rivoluzione siriana è scoppiata per far cadere l’ingiustizia e per costruire un nuova patria basata sui principi dei diritti umani, poi tutti hanno visto come si è trasformata.
Chi conosce bene la situazione in Siria dall’inizio sa per  logica e senza alcun dubbio che sarebbe stata impossibile quella trasformazione violenta in pochi mesi senza l’intervento di eserciti  e servizi segreti di grandi stati. Probabilmente la nostra sfortuna sta nella posizione geopolitica del nostro paese, che  rende la rivoluzione di fatto non solo contro un regime dittatoriale ma contro tantissimi potenti equilibri internazionali, non più in mano alla nostra volontà nel cambiare il nostro destino predeterminato negli uffici dei mercanti di armi.
Dalla mia breve esperienza come oppositore in esilio ho assistito ad un processo di compravendita della maggioranza delle voci, che un giorno erano completamente con il cambiamento pacifico. Io stesso ho ricevuto delle proposte per cambiare rotta. Tantissimi hanno ceduto forse per il peso della miseria che hanno subito con i loro cari durante la vendetta del regime, o magari forse semplicemente per avidità. Perciò tutti devono sapere che l’eccessiva violenza, l’eccessivo integralismo erano due strumenti per far fallire qualsiasi vero cambiamento in Siria verso la Democrazia; ognuno nell’Europa, autoproclamatasi “mondo civile”, deve farsialcune domande per capire quello che sta succedendo nella sponda orientale del Meditterraneo, nel paese una volta chiamato “la culla della civiltà”:
Qualcuno può spiegarci come mai la UE non ha appoggiato l’opposizione laica e pacifica siriana, ma ha appoggiato invece i Fratelli Musulmani alleati alla Turchia?
Qualcuno può spiegaci come mai un paese come la Francia combatte in Africa contro l’integralismo islamico e invece lo appoggia e lo arma in Siria?
Qualcuno può spiegarci come la NATO accetti che la Turchia (un membro della Nato) offra supporto militare, logistico e sanitario ai gruppi terroristici e li faccia entrare attraverso i suoi aeroporti verso la Siria? (alcuni dei loro membri erano detenuti a Guantanamo, tutti i servizi occidentali li conoscono molto bene).
Qualcuno può spiegarci perché continua il mondo civile a stipulare accordi  e forniture militari ai paesi del Golfo Persico sapendo benissimo quanta ingiustizia gli sceicchi di quei paesi esercitano sui loro popoli, sapendo il loro ruolo nell’appoggiare l’integralismo islamico in Siria ed altri paesi?
Sono domande che tutti i popoli del mondo devono farsi per capire il grado di inganno a cui viene sottoposta l’informazione, per dominare i popoli a favore di pochissimi persone che si arricchiscono ogni secondo con il sangue e le guerre.
La primavera araba deve continuare, non solo per i popoli sottomessi a poche famiglie lì, ma per tutta l’umanità, devono crollare anche quelle monarchie attraverso le quale continua la “proxy war”.  La nostra strada è molto lunga ed ardua, forse non finirà tra un anno o dieci, si tratta di un processo che è già iniziato e questo è di per sé  molto importante. Probabilmente io stesso non vedrò più il mio paese o i miei cari, o non vedrò nessun cambiamento positivo presto, ma sono sicuro che le prossime generazioni vivranno molto meglio di noi.
Pace, forza, allegria.
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